La scorsa settimana in Qatar ha debuttato nella classe Moto2 la nuova motorizzazione unica Triumph, dal 2019 al posto della Honda
DEBUTTO TRIUMPH Nel weekend del 8-10 marzo in Qatar è andata in scena la prima tappa del Motomondiale 2019. Se nella classe MotoGP si è assistito al trionfo di Andrea Dovizioso con la Ducati, nella classe Moto2 è stato Lorenzo Baldassarri a portare la sua moto sul gradino più alto del podio, una Kalex motorizzata dal tricilindrico della Triumph, il nuovo fornitore unico per la categoria cadetta del Motomondiale.
PRESTAZIONI MIGLIORI Il pilota italiano ha avuto la meglio allo sprint sullo svizzero Thomas Luthi, anch'esso al volante di una moto con lo stesso telaio Kalex, così come tutti i piloti finiti nella top ten. Ma Triumph, essendo fornitore unico, equipaggia anche le varie Speed Up, KTM, NTS e MV Agusta iscritte alla Moto2 2019. Rispetto alla scorsa stagione, le moto spinte dal propulsore a tre cilindri da 765cc britannico, hanno migliorato le prestazioni fatte siglare dalla uscente Honda di oltre 1,5 secondi.
SI VA FORTE! Se la pole del 2018 era andata ad Alex Marquez in 2'00"299, quest'anno con la motorizzazione Triumph si è infranta la barriera dei due minuti, e il tedesco Marcel Schrotter è sceso fino a 1'58"585 per strappare la pole, con ben 22 piloti su 32 che hanno ottenuto un tempo migliore di quello di Marquez dello scorso anno. Stesso discorso per la gara, con il giro più veloce fatto segnare da Luthi in 1'58"711 mentre l'anno passato era stato Baldassarri a siglarlo in 2'00"303. Infine il tempo complessivo della gara: i 20 giri che erano stati coperti nel 2018 dal vincitore Francesco Bagnaia in 40"19"802 sono stati chiusi quest'anno da Baldassarri con ben 25" in meno, nel tempo di 39'56"109. In tutto nel corso del weekend le Moto2 hanno percorso un totale di oltre 3.000km, un ottimo debutto per la casa inglese e per il 3 cilindri dell Triumph.
Nasce a Roma nell’82, cresce a Viterbo, poi torna nella città natale per laurearsi in Architettura e decidere che, fino a quel momento, è stato tutto un gioco. Le vere passioni sono i motori e il giornalismo sportivo, coltivate anche negli anni accademici attraverso collaborazioni. Nel 2013 entra a FormulaPassion.it, e in sei stagioni trascorse a seguire Formula 1 e MotoGP (anche sul campo) matura una esperienza straordinaria, un bagaglio che lo porterà a rivestire il ruolo di coordinatore della redazione. Dall’estate 2018 trova posto nella famiglia MotorBox, per continuare a seguire con passione e competenza le discipline regine del motorsport.






