Se ci fosse un dizionario illustrato della lingua italiana, probabilmente alla voce “Sfortuna” sarebbe corretto inserire la foto di Miguel Oliveira. Al pilota portoghese del team Aprilia RNF sembra non volerne andare bene neppure una: così, dopo aver saltato il GP d’Argentina sulla pista di Termas de Rio Hondo a causa dell’infortunio all’anca rimediato nell’incidente con Marc Marquez, il 28enne sarà costretto a dare forfait anche nel prossimo GP di Francia a Le Mans.

FRATTURA ALL’OMERO Nel primo giro della gara di domenica scorsa a Jerez, Oliveira era infatti finito a terra a causa della scivolata innescata da Fabio Quartararo. Quella che in un primo momento era parsa una semplice lussazione subito risolta dai medici della clinica mobile, si è invece rivelata essere una piccola frattura alla testa dell’omero, con lesione del legamento della spalla destra. Il portoghese non dovrebbe finire sotto i ferri, ma sarà comunque necessario un periodo di riposo che gli impedirà di disputare il quinto round della stagione, nella speranza di recuperare per il Mugello nel weekend dell’11 giugno.

C’È SAVADORI Al posto dell’infortunato Oliveira, sull’Aprilia del team RNF salirà dunque l’italiano Lorenzo Savadori, storico collaudatore della casa di Noale che ha già preso contatto con il team nei giorni dei test post-gara di Jerez. Attenzione anche al secondo sellino della squadra malese guidata da Razlan Razali: Raul Fernandez potrebbe essere infatti operato in questi giorni per sindrome compartimentale, e potrebbe anche lui essere costretto a saltare la tappa di Le Mans.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.



