Pubblicato il 05/03/21

SOGNI PROIBITI Nove titoli mondiali vinti, l'ultimo dei quali - però - è ormai datato 2009. Senza scomodare l'iride, l'ultima vittoria di Rossi risale invece al 2017, l'ultimo podio al GP dell'Andalusia a Jerez di inizio anno scorso. Può un pilota con questo trend conquistare un titolo mondiale, senza scomodare l'anagrafe che gli affibia ben 42 anni sul groppone? Se lo chiedete a lui, la risposta è scontata: certo. D'altra parte Valentino Rossi al via dello scorso anno sembrava ben centrato in moto, e prima del lungo blackout che lo ha visto protagonista dal GP dell'Emilia Romagna al GP d'Europa - sei gare senza neanche un punto di cui due saltate per Covid - era in piena corsa per il titolo.

TANTI RIVALI Di sicuro parliamo di una stagione anomala come quella 2020, nella quale senza Marquez in molti hanno avanzato la propria candidatura al trono, e in cui tutti i piloti che guidavano la sua M1 in versione 2020 hanno avuto un forte calo nel corso della stagione (Morbidelli, vice-iridato 2020, correva con la moto del 2019). Quest'anno, nonstante il cambio di team da Monster Energy a Petronas, Rossi (che debutterà domani nei test di Losail) avrà comunque a disposizione una moto ufficiale e un supporto tecnico all'altezza del team factory, ma il problema è che i suoi rivali saranno ancora più difficili da battere, poiché l'anno in più giocherà ancora a loro favore - leggasi esperienza - e non contro - ossia anzianità. Si parla di Mir, Morbidelli, Quartararo, Vinales, Miller, Oliveira. Ma anche degli stessi Marquez, Pol Espargaro, Rins, un parco partenti densissimo di qualità e velocità.

IRIDE: PERCHÉ NO? I contro sono tanti, dunque, ma in realtà bastano due soli pro a bilanciarli: una moto competitiva e la velocità. E Rossi auspica di avere ancora entrambi: ''Sarà il mio 26° anno di Motomondiale - ha raccontato Valentino a Sky dopo la presentazione del team - Ma non sono qui a correre per passare il tempo. Questa sarà una stagione importante per me e voglio lottare per salire sul podio e vincere gare. E, perché no, essere competitivo tutto l'anno. Tutti i piloti pensano di poter vincere il mondiale, e dunque perché non dovrebbe valere per me? Sicuramente non sarà facile con questa concorrenza, ma se dovessi trovarmi bene in sella e con il team... Comunque non è un'ossessione, sarei contento di fare una stagione da protagonista''.

FRATELLI E ALLIEVI Sarà un anno particolare per Rossi, anche perché ai suoi pupilli Francesco Bagnaia - dal 2021 pilota ufficiale Ducati - e Franco Morbidelli - con lui nel team Petronas - sarà in pista anche suo fratello Luca Marini, come a dire che le nuove generazioni spingono e gli ricordano, a ogni curva, la sua età. Ma Valentino è abituato a correre con piloti molto giovani, che potrebbero quasi essere suoi figli, nonché con i suoi allievi, non solo in pista ma anche al ranch. ''Non sono preoccupato di correre contro un amico, serve un legame forte per non rovinare un rapporto, e noi lo abbiamo - ha spiegato Rossi parlando del neocompagno Morbidelli - Certo questa cosa del ranch ci è un po' sfuggita di mano (ride), ma io sono qui anche per mettermi dietro Franco, Pecco e Luca, ho tanti stimoli''. 


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