Autore:
Salvo Sardina

SI RIPARTE C’è il comprensibile clima da primo giorno di scuola nella conferenza stampa di apertura della stagione 2019 di MotoGP, di scena sul circuito qatariota di Losail. Occhi puntati ovviamente sui due piloti Honda Hrc, Jorge Lorenzo e Marc Marquez, che per la prima volta si affrontano da compagni di squadra. Pronti ad approfittare di un eventuale dualismo tra i due c’è ovviamente la Ducati con Andrea Dovizioso, oltre a una Yamaha, che si presenta al via con Maverick Vinales e con il fresco quarantenne Valentino Rossi.

MARQUEZ Il primo a prendere la parola è stato ovviamente il campione del mondo in carica, quel Marc Marquez reduce dall’intervento alla spalla sinistra, operata lo scorso 4 dicembre. “L’infortunio? L’ho già dimenticato, sono solo concentrato sulla gara. Posso dire di essere ormai vicino al 100% della condizione. Quest’anno vedo molti piloti forti e ognuno di loro ha grandi qualità. Anche nel 2017, poi, nessuno indicava Dovizioso come favorito, ma alla fine è arrivato a giocarsi il titolo. La Yamaha la vedo migliorata, ma lo stesso vale per la Ducati e per la Suzuki con Rins. Troppe cadute? Mi piacerebbe ridurle visto che l’anno scorso sono state 23. Però è questo il mio modo di correre e, se mi serve rischiare per vincere il mondiale, allora sono disposto a farlo”.

LORENZO Attenzione speciale anche su Jorge Lorenzo, che per la prima volta sfiderà il connazionale all’interno dello stesso box. Anche il maiorchino non è fisicamente al top dopo l’infortunio alla mano sinistra: “Non mi sono mai sentito al 100% negli ultimi sei mesi, credo di aver bisogno ancora di un mesetto per essere al massimo della condizione. Il fatto di continuare a guidare è stato d’aiuto, alcune novità portate dal team saranno utili per il mio stile di guida. La Honda è una moto diversa dalla Ducati, con punti deboli e punti forti totalmente diversi. Non c’è una moto perfetta, ma posso dire di aver trovato buone sensazioni sin da subito”.

ROSSI Fresco di spegnimento di 40 candeline sulla torta di compleanno, Valentino Rossi non è ovviamente pronto a cedere il passo ai più giovani rivali. E, anzi, ha individuato proprio nel dualismo all’interno del “dream team” Honda un possibile loro punto debole: “È uno dei motivi chiave della stagione, quando ci sono due campioni in un solo box è allo stesso tempo un vantaggio e uno svantaggio, anche se di solito i vantaggi superano gli svantaggi. Io spero di essere lì con loro a duellare, dato che la Yamaha ha lavorato duramente. Ci auguriamo di essere più competitivi rispetto al 2018, ma serviranno almeno cinque gare per capire quanto saremo veloci. Sotto alcuni punti di vista la moto è molto migliore, sotto altri invece bisogna ancora lavorare. I 40 anni? Sono un momento importante della vita di ognuno, ma mi sento ancora bene”.

DOVIZIOSO Il vicecampione del mondo in carica è però ancora lui, quello che negli ultimi tre anni è riuscito più di tutti a impensierire Marc Marquez. Parliamo ovviamente del ducatista Andrea Dovizioso, voglioso di potersi ancora una volta inserire nella lotta di vertice: “I test sono stati strani, specie in Qatar dove abbiamo trovato condizioni diverse ogni giorno. Sembra che tutti possano essere veloci, non so se i miglioramenti sono dovuti alle moto o ai piloti, ma questa stagione sembra essere sulla carta diversa. Losail in passato è stata una buona pista per la Ducati, ma bisognerà aspettare domenica”.


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