Autore:
Federico Maffioli

EVOLUZIONE Marc Marquez a Motegi centra la vittoria e, con tre gare di anticipo, il Titolo di Campione del Mondo per la quinta volta in carriera. Lo spagnolo all’età di ventitre anni mette in bacheca il terzo trofeo iridato della Classe più prestigiosa, la MotoGP, con un ruolino di marcia che ha dell’incredibile, fatto di record soffiati a piloti ben più maturi di lui. Il dato che più di tutti la dice lunga sul talento del pilota spagnolo sono le 64 pole position conquistate, lo stesso numero dei rivali Lorenzo e Rossi, ma con la differenza che lui all’anagrafe ha solo 23 anni, sei in meno rispetto a Lorenzo (raggiunto anche a quota cinque Mondiali vinti) e di ben 14 anni più giovane di Rossi. Dove potrà arrivare, è una domanda a cui solo le prossime stagioni potranno dare una risposta, dove è arrivato, invece, fa capire che questo ragazzo non ha “solo” un enorme talento, ma ha anche raggiunto una maturità rara da trovare in un pilota così giovane. Perché il Mondiale 2016 non è arrivato guidando la moto migliore, non è arrivato solo per demeriti altrui, anche se gli errori dei due diretti rivali in sella alla Yamaha lo hanno favorito , ma è arrivato dopo una stagione in crescendo, ragionata e combattuta in sella alla moto che a Marzo era quella più indietro di tutte. E’ già nell’olimpo dei piloti più grandi di sempre e la stagione 2016 è stata la dimostrazione di un evoluzione che ha trasformato Marc Marquez da pilota velocissimo a pilota velocissimo e maturo, meno spettacolare (e meno per terra in gara), ma più tattico e concreto, capace di andare sempre a punti in un Campionato in cui tutti, nessuno escluso, hanno lasciato almeno uno zero per strada. Nel 2016 non è stato il più veloce in assoluto, ma quello che ha sbagliato meno e questa, per vincere un Mondiale, è da sempre una qualità fondamentale! Per lui voto 1, ma inteso nel senso di Campione del Mondo! Per la gara in Giappone, quasi retorico scriverlo, voto 10!

MORS TUA VITA MEA Ok, Andrea Dovizioso sale sul secondo gradino del podio grazie alla caduta di entrambi i due ufficiali Yamaha, altrimenti difficilmente avrebbe potuto ambire ad una delle prime tre posizioni. Ma è altrettanto vero che l’italiano in sella alla Ducati numero 4 è stato autore di un ottimo fine settimana, sempre nelle posizioni di testa vicino, a tratti anche davanti,  alle Honda e alle Yamaha ufficiali. Un secondo posto assolutamente meritato, voto 8,5

IN CRESCENDO Maverick Vinales chiude il GP giapponese in terza posizione dopo una gara tutta in rimonta e, anche per lui, con l’aiuto dei ritiri eccellenti. All’inizio sembrava che Motegi fosse la gara in cui potesse arrivare dietro al compagno di squadra, ma anche questa volta lo riprende e gli arriva davanti. Adesso Vinales è quarto in Campionato e, con Pedrosa fuori dai giochi, può contare su ben 41 punti di vantaggio da amministrare su Andrea Dovizioso. Questo è il suo terzo podio dell’Anno e lui è sempre più concreto. Per lui, voto 7,5

SEMPRE PIU’ CONCRETO Alvaro Bautista da quattro gare è presenza fissa nella Top ten. A Motegi lo spagnolo taglia settimo il traguardo, davanti alle Ducati del Team Pramac di Danilo Petrucci e Scott Redding (voto 6 ad entrambi) centrando il suo miglior risultato della stagione e dimostrando di essere sempre più competitivo e costante. Voto 7,5. Nei primi dieci anche il compagno di squadra Stefan Bradl sull’Aprilia numero 6, che chiude decimo il GP giapponese, per lui voto 5

IN CALANDO Aleix Espargarò sembrava proiettato verso un duello vinto in casa Suzuki, ma negli ultimi cinque giri il numero 41 cala e cede la posizione al compagno di squadra, chiudendo quarto la gara. Lo spagnolo è stato comunque competitivo per tutto il weekend e merita la piena sufficienza, anzi qualcosa di più, voto 7

SEMI UFFICIALE Cal Crutchlow chiude nella top five il GP di Motegi e mette la Honda del Team LCR ancora una volta davanti a tutte le moto non ufficiali. La sua moto, pèrò è quasi una ufficiale e questo lo aiuta. Nel Campionato costruttori adesso la Casa di Tokyo è prima a 316 punti, con 28 lunghezze di vantaggio rispetto alla Yamaha e in questo risultato c’è anche la sua firma. Peccato per la scelta della gomma più dura anteriore in gara (scelta che l’inglese dichiara obbligata), una mescola più morbida, magari, lo avrebbe fatto arrivare più avanti. In generale, voto 6,5

CAMBIA POCO Valentino Rossi, dopo la pole di Sabato, sembrava poter avere le carte in regola per vincere questo GP e rimandare la festa a Marc Marquez, ma al di la dell’errore e della caduta, l’impressione è che invece la Honda numero 93 qui a Motegi avrebbe comunque vinto la gara. Guardando il bicchiere mezzo pieno, il nove volte iridato rischia di perdere la seconda posizione in campionato, ma l’errore del compagno di squadra lascia il suo vantaggio inalterato a quattordici punti su Jorge Lorenzo, però con una gara in meno da correre. Al pesarese dieci e lode per la pole di Sabato, ma in generale voto 5

OCCASIONE SPRECATA Hector Barberà sale in sella alla Ducati lasciata libera dall’infortunato Andrea Iannone, staziona nelle prime dieci posizioni il Sabato, ma Domenica cade mentre era ottavo. Riesce a ripartire e alla fine passa diciassettesimo sotto la bandiera a scacchi. Che si fosse meritato la chance è fuori discussione, altrettanto che non sia stato capace di sfruttare un’ottima occasione. Voto 5

PAREGGIA I CONTI Jorge Lorenzo colleziona l’ennesimo GP da dimenticare e dalle qualifiche lotta anche contro il dolore causato da una brutta caduta nelle FP3. Il Campione del Mondo in carica conquista prima la terza posizione in griglia, poi parte bene in gara, ma si fa passare da Marquez e Rossi. Quando, però, il compagno di squadra finisce per terra non sfrutta l’occasione e sbaglia gettando al vento la seconda posizione in Campionato. Dopo lo zero di Rossi, rimaneva solo lui per cercare di rinviare la festa di Marquez, ma cade anche lui e, involontariamente, gli restituisce il favore di Valencia 2015. Voto 4,5

COSI AL TRAGUARDO Questo l’ordine di arrivo della quindicesima gara 2016 di MotoGp a Motegi: 1) Marc Marquez, Honda; 2) Andrea Dovizioso, Ducati; 3) Maverick Vinales, Suzuki; 4) Aleix Espargarò, Suzuki; 5) Cal Crutchlow, Honda; 6) Pol Espargarò, Yamaha; 7) Alvaro Bautista, Aprilia; 8) Danilo Petrucci, Ducati; 9) Scott Redding, Ducati; 10) Stafan Bradl, Aprilia; 11) Katsuyuki Nakasuga, Yamaha; 12) Yonny Hernandez, Ducati; 13) Bradley Smith, Yamaha; 14) Tito Rabat, Honda; 15) Hiroshi Aoyama, Honda; 16) Loris Baz, Ducati; 17) Hector Barberà, Ducati; 18) Mike Jones, Ducati. NON CLASSIFICATI: Jorge Lorenzo, Yamaha; Valentino Rossi, Yamaha; Jack Miller, Honda; Eugene Laverty, Ducati. NON PARTITI: Dani Pedrosa, Honda; Andrea Iannone, Ducati.

COSI’ IN CAMPIONATO CLASSIFICA PILOTI: 1) Marc Marquez (SPA), 273 punti;2) Valentino Rossi (ITA), 196 punti; 3) Jorge Lorenzo (SPA), 182 punti; 4) Maverick Vinales (SPA), 165 punti; 5) Dani Pedrosa (SPA), 155 punti; 6) Andrea Dovizioso (ITA), 124 punti; 7) Cal Crutchlow (GBR), 116 punti; 8) Pol Espargaro (SPA), 106 punti; 9) Andrea Iannone (ITA), 96 punti; 10) Hector Barbera (SPA), 84 punti; 11) Aleix Espargaro (SPA), 82 punti; 12) Eugene Laverty (IRL), 71 punti; 13) Alvaro Bautista (SPA), 63 punti; 14) Scott Redding (GBR), 62 punti; 15) Danilo Petrucci (ITA), 58 punti; 16) Stefan Bradl (GBR), 55 punti; 17) Bradley Smith (GBR), 45 punti; 18)  Jack Miller (AUS), 42 punti;19) Michele Pirro (ITA), 36 punti; 20) Tito Rabat (SPA), 29 punti; 21) Loris Baz (FRA), 24 punti; 22) Yonny Hernandez (COL), 13 punti; 23) Katsuyuki Nakasuga (JPN), 5 punti; 24) Alex Lowes (GBR), 3 punti; 25) Hiroshi Aoyama (JPN), 1 punto; 26) Nicky Hayden (USA) 1 punto; 27) Mike Jones (AUS), 0 punti. CLASSIFICA COSTRUTTORI: 1) Honda, 316 punti; 2) Yamaha, 288 punti; 3) Ducati, 207 punti; 4) Suzuki, 171 punti; 5) Aprilia, 81 punti. 


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