MotoGP, Lorenzo debutta in Honda e scrive alla Ducati: "Ho pensato al ritiro"
MotoGP 2018

Lorenzo debutta in Honda e scrive alla Ducati: "Ho pensato al ritiro"


Avatar Redazionale , il 20/11/18

2 anni fa - Jorge Lorenzo saluta la Ducati con una lettera in cui svela di aver pensato al ritiro

Nel giorno del debutto in pista con la Honda nei test di Valencia, pubbichiamo la lettera di saluti di Jorge Lorenzo alla Ducati

VIDEO-CIAO DUCATI Così come aveva fatto nel 2016 per salutare la Yamaha e i suoi tifosi, Jorge Lorenzo ha pubblicato oggi sui suoi social una video-lettera d'addio per la Ducati, nel giorno in cui sale per la prima volta in sella alla sua nuova moto nei test di Valencai, la Honda. Il maiorchino svela di aver pensato anche di appendere il casco al chiodo, tante sono state le difficoltà da affrontare nel corso dei suoi due anni a Borgo Panigale.

CI SONO STORIE FELICI E TRISTI E POI C'É DUCATI "Ci sono storie felici, ci sono storie tristi, e poi ci sono altre storie che restano indefinibili, come la mia storia con la Ducati" - ha esordito lo spagnolo - "La sfida era grande ma bellissima: laurearsi campione del mondo con la Ducati. Ero consapevole delle difficoltà, ma lo shock che ho avuto quando ho provato per la prima volta la moto è stato molto più grande di quello che mi aspettavo. Piano piano ho realizzato che tutte quelle caratteristiche che mi avevano permesso in passato di diventare campione del mondo, stavolta non mi sarebbero servite. Avrei dovuto lavorare ogni ora per imparare tutto da zero",

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UN 2017 IN CRESCITA "Il debutto in Qatar non è stato quello sognato" - ha proseguito lo spagnolo - "Non andò molto meglio ad Austin, per non parlare della caduta in Argentina. Cominciarono ad arrivare le prime critiche opportunistiche, che dicevano non mi sarei mai adattato alla moto. Il podio di Jerez è servito a rassicurarmi, ma le gare seguenti hanno fatto vedere che il processo di adattamento era ben lungi dall'essere già finito. Le mie gare partivano bene, ma poi perdevo terreno. A Silverstone cambiò la dinamica, sono arrivato quinto a soli tre secondi dal vincitore. La prima vittoria non era lontana, ma a Misano per un errore di concentrazione sono caduto quando ero al comando della gara. Ad Aragon e Sepang ho ottenuto due podi mentre a Valencia sono stato in seconda posizione fino all'ultimo giro."

PROPOSITI DI RITIRO "Stavamo chiaramente migliorando, e aver girato con il tempo record a Sepang nei test pre mondiale, ci facevano sperare il meglio per quest'anno, ma tutto cambiò a Buriram. Ho faticato a finire nella top ten, non potevo andare più veloce, non avevo il passo e - peggio di tutto - ero stanchissimo in sella. Fu un incubo. Nelle prime quattro gare ho raccolto appena 6 punti, la mia peggior partenza di sempre in MotoGP, ma il punto critico arrivò a Le Mans. Dopo aver guidato la gara, ho iniziato a perdere posizioni e ho terminato sesto. La situazione era critica e la mia carriera era in pericolo. Avrei potuto ritirarmi all'età di 31 con tutto ciò che avevo fin qui raggiunto? La risposta era sì. Per qualche giorno ho avuto il pensiero di ritirarmi in testa, ma l'idea di farlo mi rendeva triste e ho capito che non era il momento. Dovevo dimostrare che potevo vincere ancora."

IL RE DEL MONDO  "Sesta gara al Mugello, il mio circuito portafortuna. A parte il risultato, piano piano iniziavo a sentirmi più a mio agio in sella. Nuove parti nel motore, nuova carena e soprattutto un nuovo serbatoio dai poteri magici. Domenica è arrivata la possibilità e non potevo sprecarla. Semafori, 'martillo', ciao belli, ciao... ho vinto. E mai nella mia vita ho gridato così tanto all'interno del mio casco, una vittoria speciale per la Ducati conseguita in Italia. Abbiamo vinto anche a Montmelò, e a Brno il Lorenzo più aggressivo dai tempi della 125 e della 250 era tornato. In Austria, il nostro circuito più vincente, sono riuscito a battere il più forte Marquez, eravamo i re del mondo."

CIAO BELLI! "Ma nelle gare come nella vita, le decisioni sono tutto, una scelta buona o cattiva e cambia ogni cosa. Ad Aragon, dopo aver ottenuto la mia terza pole position consecutiva, sono caduto alla prima curva infortunandomi alle dita... è stato l'inizio del mio calviario e l'addio ai sogni di gloria, ma non sarebbe stato giusto lasciare che queste ultime gare sfortunate rovinassero due anni magici che resteranno sempre nel mio cuore. Grazie al brillante e duro lavoro di tutti gli ingegneri e i meccanici in fabbrica abbiamo fatto sì che la GP18 venisse considerata la migliore moto in griglia. E questa è un'eredità di cui mi sento parte e che ricorderò con tanto orgoglio. Per un'ultima volta: forza Ducati. Ciao belli, ciao."


Pubblicato da Simone Valtieri, 20/11/2018
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