MOTOGP 2017

MotoGP Argentina 2017: motorbox on track, in pista sull'Autodromo Termas de Rio Hondo


Avatar Redazionale , il 06/04/17

4 anni fa - Scopriamo curva per curva come si guida sul circuito argentino

4,806 km per 14 curve ed un clima da vacanze sulla spiaggia: questo è l'Autodromo Termas de Rio Hondo, in Argentina

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IN GAME Dopo il debutto in Qatar con il primo round stagionale, in questo weekend la MotoGP si sposterà in Argentina per la seconda prova a calendario, prevista sull'Autodromo Termas de Rio Hondo. Come l'appuntamento precedente, anche stavolta siamo scesi in pista con il simulatore della Milestone, “Valentino Rossi The Game”, per qualche giro virtuale alla scoperta di tutti i segreti nascosti di questo tracciato.

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IL CIRCUITO Costruito nel 2007 in un'area di 150 ettari, l'Autodromo Termas de Rio Hondo ha fatto il suo esordio nel calendario del Motomondiale a partire dalla stagione 2014, anche se il progetto era di inserirlo già dall'anno precedente. Tuttavia, alcuni diverbi politici tra la società Repsol, main sponsor del team ufficiale Honda, ed il governo argentino hanno ritardato il debutto e ciò ha consentito a Jarno Zaffelli di poter proporre una riprogettazione dell'impianto in modo da ottenere la doppia omologazione FIM e FIA. Dopo i primi test ufficiali della MotoGP del 2013, tutte e tre le classi hanno fatto il loro debutto, appunto, dal Campionato successivo fino ai giorni nostri. Lungo 4,806 km, presenta 14 curve, cinque a sinistra e nove a destra.

GIRO LANCIATO Dopo il passaggio che fa partire il cronometro il breve rettilineo principale finisce quasi subito, dal momento che bisogna affrontare la prima staccata a destra: dalla quinta marcia e i 280 km/h è necessario attaccarsi ai freni, scalare in seconda e tenersi molto vicino al cordolo interno, pelando acceleratore e freno posteriore. Ma subito è il momento di accelerare, si fa una puntata in terza per poi ripassare in seconda ed affrontare la curva 2, una sinistra praticamente speculare alla precedente. Poi è il turno delle curve 3 e 4, da aggredire tenendosi sul lato esterno della pista per entrare decisi verso il lungo rettilineo successivo, che termina con la 5 a cui si arriva in sesta piena ed oltre 330 km/h. A questo punto, forte staccata e si affronta questo tornantino, che si inserisce in un lungo curvone (curva 6) da percorrere prima in terza, in ingresso, e poi in quarta, in uscita. Siamo ad oltre 260 km/h, ma ancora una volta bisogna frenare, scalare in seconda ed aggredire la curva successiva, la 7: si tratta di una svolta secca a destra, connessa alla 8 e che, insieme, puntano verso la 9, una svolta in appoggio verso sinistra con un piccolo cambio di direzione sinistra-destra a seguire (curva 10). Al termine di questo, è il turno della curva 11, un curvone a sinistra dove la gomma posteriore lascia ampi virgoloni sull'asfalto e che porta verso le curve 12 e 13. Questo è un rampino che trae in inganno, perchè qua l'istinto ci porterebbe a rimanere completamente all'interno... ed invece bisogna fare proprio il contrario! Per un buon tempo sul giro, è necessario tenersi tutto all'esterno, toccare il cordolo interno ed uscire velocemente verso l'ultima curva, la 14, una piccola svolta a sinistra che ci porta direttamente sotto la bandiera a scacchi.


Pubblicato da Giulio Scrinzi, 06/04/2017
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