Autore:
Matteo Larini

ITALIA IN OMBRA Il migliore degli italiani, con la Yamaha ufficiale, è il quarantenne Valentino Rossi, sesto in griglia ad Aragon. La pattuglia azzurra non è riuscita ad avere prestazioni all'altezza, sia perché la Ducati ha sofferto fortemente la mancanza di grip incontrata sul tracciato spagnolo (Dovizioso ha anche commesso degli errori che lo hanno fatto scivolare indietro) sia perché Rossi, anche se è stato la terza Yamaha in pista, non è riuscito a fare meglio della seconda fila.

ROSSI SESTO Primo degli italiani, ma terza Yamaha in pista, davanti al solo Morbidelli, passato dalla Q1. Valentino Rossi deve migliorare le sue prestazioni se vuole lottare con i colleghi di marca ad Aragon, al momento piuttosto distanti, come lui stesso ammette: "La situazione mi ricorda Misano. Vinales e Quartararo sono più veloci, e Rins anche se dietro ha un buon passo e recupera alla svelta. Sono sicuro di poter fare una bella gara, ma al momento il podio mi pare blindato. Non ho un bilanciamento fantastico, devo migliorare in ingresso curva e in frenata. Dalla seconda fila non sono troppo lontano, e la M1 ha un buon potenziale".

MORBIDELLI 8° Il centauro italiano della Yamaha Petronas, che rispetto al compagno Quartararo soffre maggiormente alcuni aspetti della M1 2019, ha ottenuto la terza fila ad Aragon, ma rimane fiducioso per la gara: "Sono abbastanza soddisfatto, essere nella top ten è positivo, aver superato la Q1 dove c'erano anche degli ufficiali è importante. Per la gara ho un buon passo e sono a mio agio con la dura, se riuscissimo a migliorare qualcosa possiamo lottare per la top-5. Rispetto a Misano, qui in Spagna penso di essere più veloce sul ritmo".

DOVIZIOSO 10° La qualifica di Andrea Dovizioso è stata decisamente deludente, perché il forlivese non è riuscito a mettere insieme il giro, concludendo la Q2 in una mesta decima posizione che non lo rende soddisfatto: "Mi dispiace perché volevamo giocarci il podio, qui avevamo le nostre chances a differenza di Misano. Peccato, ho sbagliato alla curva 12 nel mio giro buono, ho frenato troppo tardi ed ho dovuto abortire il giro. Fa veramente inca***re stavolta, eravamo messi meglio ed avevamo bisogno di questa posizione, però ormai è fatta, quindi dobbiamo lavorare nel warm-up e fare una bella partenza. Recuperare è difficile, ma credo e spero di avere il passo per il podio. In queste ultime due piste il grip è poco, anche gli altri sono andati più piano, quindi penso che sia colpa della pista, e questo forse ci influenza più a noi, bisogna adattarsi tanto nella guida, non puoi forzare e di traverso con le Michelin non vai avanti".

IANNONE 11° Dopo aver superato la Q1 battendo Rins, Andrea Iannone ha ottenuto l'undicesima posizione, venendo condizionato dal dolore ad una spalla:“La posizione di partenza è buona ma avrei potuto fare anche meglio. Purtroppo il dolore alla spalla si è intensificato dopo tre sessioni consecutive, quindi in Q2 non sono riuscito a ripetere il tempo fatto in Q1 che mi fatto essere ottavo. Cercheremo di migliorare ulteriormente in vista di domani, soffriamo per quanto riguarda il grip e la velocità anche rispetto ad Aleix ma in ogni caso darò il massimo in gara".

PETRUCCI 15° Intervistato dai colleghi di Sky, Danilo Petrucci ha spiegato nel dettaglio le ragioni delle difficoltà sia sue che della Desmosedici: "Si, è stata una qualifica difficile per tutte le Ducati, l'unico che ha fatto bene è stato Miller, che devo dire si è difeso bene. Stiamo soffrendo, è chiaro come è chiaro che il momento non aiuta, perché quando stai faticando ma va tutto bene sei in seconda o terza fila. Adesso è difficile, stiamo cercando di fare il massimo ma rispetto allo scorso anno abbiamo peggiorato notevolmente ed è complicato per noi trovare una spiegazione". Il ternano ha anche aggiunto che le difficoltà del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini sono rimaste le stesse: "In più, ci sono i problemi di Misano in misura neanche troppo minore: la moto quando è al massimo angolo di piega non ha aderenza, non è mai appoggiata ed a noi serve molto, specie a me che vado più forte quando c'è grip, che nelle ultime gare non c'è mai: la nota positiva è che quando cala il grip per tutti miglioriamo. Quando non riesco a stare appoggiato vado piano: in Austria al mattino ero terzo, quando riesco ad essere in quelle condizioni vado forte, stiamo lavorando per riuscirci".


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