Pubblicato il 05/01/2020 ore 14:00

I VOTI DEL 2019 Dopo aver dato i voti ai piloti della MotoGP, chiudiamo la parentesi sul Motomondiale 2019 giudicando com'è stata la stagione scorsa per i sei costruttori della classe regina: un campionato dominato dalla Honda di Marquez e con una lotta appassionante tra Yamaha, Ducati e talvolta Suzuki per inseguire il trono della casa di Tokyo. KTM e Aprilia, invece, ancora da rivedere, ma andiamo a dare un'occhiata nello specifico.

MotoGP Valencia 2019, Ricardo Tormo, Cheste: Marc Marquez (Honda)

HONDA La casa giapponese si è confermata per il quarto anno consecutivo (l'ottavo nelle ultime nove stagione) la moto campione, ma c'è un ''però''. Marc Marquez è stato l'unico pilota a riuscire ad estrarne appieno il potenziale, con il compagno nel team Repsol, Jorge Lorenzo, incapace di comprendere lo stile di guida della RC 213V, e con Crutchlow, Nakagami e Zarco che nel team satellite di Lucio Cecchinello sono riusciti solo in determinati GP a essere competitivi ai massimi livelli. In mano all'asso spagnolo la moto di Tokyo - capace peraltro di mostrare in rettilineo velocità equiparabili a quelle Ducati - è stata peò quella da battere, e lo sforzo degli ingegneri nipponici merita il voto più alto della stagione. Voto 9 | Una garanzia

Test Valencia MotoGP 2019: Maverick Vinales (Yamaha)

YAMAHA La moto di Iwata è stata l'oggetto del mistero della stagione 2019. Tra le più maneggevoli in curva, ha pagato pesantemente dazio in rettilineo e, talvolta, nella gestione dei pneumatici, anche se in questo caso la questione è più legata agli stili di guida dei piloti. I più in difficoltà con quest'ultimo aspetto sono stati infatti Rossi e Morbidelli, mentre Vinales e Quartararo hanno faticato meno, riuscendo a interpretare meglio la YZR M1 e portando a casa una serie di risultati di prestigio. Il secondo posto strappato alla Ducati sul filo di lana nella classifica costruttori è stato una bella ricompensa per il lavoro svolto su due team, ufficiale (Monster Energy) e satellite (Petronas), che hanno mostrato un livello pressoché equivalente di prestazioni. Voto 7,5 | In crescita

Test Valencia MotoGP 2019: Andrea Dovizioso (Ducati)

DUCATI Se non fosse stato per un Andrea Dovizioso sempre sul pezzo, la Ducati avrebbe avuto molti meno punti dello scorso anno, pur presentando anche nel 2019 una moto competitiva e di tutto rispetto. La Desmosedici GP19 (affidata ai soli due piloti del team ufficiale, Dovizioso e Petrucci, e a Jack Miller del team satellite Pramac) ha dimostrato di essere la solita palla di cannone in rettilineo - pur se avvicinata moltissimo dalla Honda - ma sempre alle prese con i cronici problemi di percorrenza in curva. E così quest'anno sono arrivate meno vittorie e meno soddisfazioni, per una casa che in Qatar era sembrata essere messa molto meglio di com'è poi stato nel corso della stagione. Tutti gli altri piloti dei team satelliti, con a disposizione il vecchio prototipo GP18, hanno potuto fare poco, ed è per questo che è fondamentale un cambio di marcia nel 2020 per non restare fagocitata dalla concorrenza. Voto 7 | In calo

MotoGP Giappone 2019, Motegi: Alex Rins (Suzuki)

SUZUKI Dopo la bella crescita mostrata nel 2018, la Suzuki è sembrata restare pressoché sullo stesso livello nella stagione conclusa lo scorso novembre. Alex Rins ha fatto vedere cose molto positive soprattutto in gara, coadiuvato dal giovane compagno Joan Mir, emerso soprattutto nella seonda parte della stagione, ma se è vero che la GSX-RR (che su alcune piste, vedi Silverstone) è sembrata tanto a posto da dimostrarsi la moto migliore) non ha palesato grossi punti deboli, è pur vero che non abbia neanche mostrato giganteschi punti di forza. La strada intrapresa sembra comunque essere quella giusta, e la stagione è da considerarsi comunque positiva. Voto 6,5 | Costante.

Red Bull KTM Factory Racing - Johann Zarco e Pol Espargaro

KTM Con un'azienda come la Red Bull alle spalle, è lecito aspettarsi di più dalla casa austriaca che invece, anche quest'anno, è rimasta lontana dalle posizioni che contano. Un lieve miglioramento c'è stato (111 punti conquistati contro i 72 del 2018) ma non sufficiente a potersi ritenere soddisfatti della RC16. Le cose migliori le ha fatte vedere Pol Espargaro con il factory team, qualificandosi spesso per la Q2 e strappando qualche buon risultato in gara senza però far gridare al miracolo. Dagli altri tre piloti poi, si è visto poco o niente, con il deludente Johan Zarco che - frustrato - ha addirittura mollato dopo metà stagione, e i vari Oliveira e Syahrin sempre ben nascosti nella pancia del gruppo. Voto 5,5 | Migliorabile

MotoGP Argentina 2019, Aleix Espargaro (Aprilia)

APRILIA Due sole moto in pista, qualche buon risultato, ma una stagione da fanalino di coda per la casa italiana che è comunque passata dai 59 punti del 2018 agli 88 del 2019. Aleix Espargaro è stato mediamente più consistente di un Andrea Iannone spesso alle prese con tanti problemi nel trovare il feeling con la moto. Anche la RS-GP però, così come la KTM, non si è certo espressa sui risultati sperati, e alla quinta stagione in MotoGP era lecito attendersi di più dalla blasonata casa italiana. Voto 5 | Anonima


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