Autore:
Valerio Colombo

TABÙ AUSTRIACO Se c'è una pista che a Valentino Rossi storicamente proprio non va giù è quella di Spielberg, un tempo nota come Österreichring e A1-Ring, dal 2011 Red Bull Ring. Il tracciato della Stiria ha ospitato quattro weekend del Motomondiale, un paio nel 1996 e 1997, e poi quelli del 2016 e del 2017. In tutte e quattro le occasioni Valentino era presente, ma se oltre venti anni fa correva in 125 ed arrivò due volte sul podio (Terzo nel '96 e secondo nel '97, in quest'ultimo caso ad appena 4 millesimi dal giapponese Noboru Ueda), nelle ultime due occasioni è giunto 4° e 7° in MotoGP.

BUONA ANNATA In questa stagione Valentino non ha mai vinto, ma è giunto sul podio in cinque dei dieci Gran Premi disputati, sempre classificato e sempre nei primi cinque, tranne in Argentina, secondo appuntamento iridato 2018, dove fu speronato dal rimontante Marc Marquez. Il pilota di Tavullia arriva però al Gran Premio d'Austria con buone sensazioni, deciso a sfatare il tabù austriaco, quantomeno per quel che riguarda il podio in MotoGP sfuggitogli nelle ultime due edizioni.

PODIO NEL MIRINO "Agosto è un mese molto intenso" - ha spiegato Rossi, fresco dell'abbattimento del muro dei 6.000 punti in carriera (6.007) grazie al quarto posto di Brno -  "Dopo la gara e i test di Brno torneremo immediatamente in pista in Austria, fatto che ci permetterà di continuare il lavoro che stiamo facendo per migliorare la moto. Il circuito austriaco non è mai stato troppo positivo per noi e non è tra i favoriti per la mia moto, come abbiamo potuto anche vedere lo scorso anno quando abbiamo sofferto parecchio. Ma quest'anno la moto è migliorata e proveremo ad avere un buon weekend, cercando di lottare per il podio. Faremo di sicuro del nostro meglio."


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