ANNO DIFFICILE L'anno 2021 sarà ricordato da Maverick Vinales come uno dei più complicati della sua carriera: per metà stagione il pilota di Figueres ha litigato con la sua Yamaha M1 prima di decidere, a metà del guado, di lasciarla lì, riuscendo a trovare un'ancora di salvezza nell'Aprilia. L'inizio dell'avventura con la moto italiana non è stato dei più facili, ma pian piano lo spagnolo si sta abituando alla RSV4, con la quale ha peraltro fatto vedere già qualche sprazzo del suo innato talento. Nel corso di queste lunghe vacanze invernali, Maverick ha concesso un'intervista al sito The Race, tirando le somme di quella che è stata la sua lunga parentesi in Yamaha, e spiegando come, forse, sia stata una scelta non proprio azzeccata quella di lasciare la Suzuki per approdare nell'altra casa giapponese, al fianco - al tempo - di Valentino Rossi.

SCELTA SBAGLIATA ''Non voglio parlare troppo del passato'' - ha spiegato Vinales - ''Ma è chiaro che avevo fatto un errore. Alla fine avevamo creato una squadra veramente buona e la Yamaha era una moto vincente, per questo motivo ho scelto di percorrere quella strada. Non se se fosse la decisione giusta o quella sbagliata, alla fine ognuno prende le sue decisioni. Ma voglio dire solo cose belle nei confronti della Yamaha, ho sempre detto che la moto era fantastica, ma non abbiamo saputo esattamente come farla funzionare: a volte mi sentivo imbattibile, altre ero l'ultimo in griglia: stavo impazzendo''. È chiaro, dunque, il perché dell'addio alla casa di Iwata - dove Maverick ha patito sia la compagnia di Rossi che quella del sostituto Quartararo - e il successivo passaggio all'Aprilia: ''Volevo sentire una squadra intorno a me, per questo ho cambiato, per riavere quell'atmosfera, quella passione e quella sensazione di quando arrivi in un posto dove tutto sono affamati, e questo mi motiva al massimo''.
Nasce a Roma nell’82, cresce a Viterbo, poi torna nella città natale per laurearsi in Architettura e decidere che, fino a quel momento, è stato tutto un gioco. Le vere passioni sono i motori e il giornalismo sportivo, coltivate anche negli anni accademici attraverso collaborazioni. Nel 2013 entra a FormulaPassion.it, e in sei stagioni trascorse a seguire Formula 1 e MotoGP (anche sul campo) matura una esperienza straordinaria, un bagaglio che lo porterà a rivestire il ruolo di coordinatore della redazione. Dall’estate 2018 trova posto nella famiglia MotorBox, per continuare a seguire con passione e competenza le discipline regine del motorsport.



