Pubblicato il 19/03/21

MOTORI E PETROLIO L'Arabia Saudita vuole tutto. Dopo essere sbarcata in Formula E nel 2018 con l'E-Prix di Dir'iyya, e in attesa del debutto in Formula 1 quest'anno sul circuito di Jeddah - del quale un video virtuale è stato pubblicato proprio ieri - lo stato mediorientale è pronto al passo anche nelle due ruote, con una tappa del Motomondiale da ospitare entro il 2024. La scalata al vertice del motorsport del ricco paese arabo è opera del principe Khalid bin Sultan Al Faisal Al Suad, presidente della federazione motoristica dell'Arabia Saudita, che intervistato dalla testata spagnola Marca ha spiegato: ''Vogliamo ospitare tutti i principali eventi motoristici e la MotoGP è tra quelli più seguiti in assoluto dai cittadini sauditi''.

LA CITTÀ DEI MOTORI Il luogo preposto a ospitare l'evento sarà Qiddiya, alla periferia della capitale Riyadh, dove sta sorgendo una vasta area dedicata agli sport e all'intrattenimento. ''Stiamo costruendo una città dei motori a Qiddiya'' - ha spiegato il principe Khaild - ''con più di 10 percorsi per il rally, il rallycross, il cross-country, il motocross e per le migliori competizioni del mondo. Ovviamente ci piacerebbe organizzare anche la MotoGP, teatro di gare emozionanti. I nostri autodromi avranno la più alta certificazione del motorsport, e saranno adatti a ospitare anche Formula 1 e WEC''. Mentre, oltre agli eventi già citati, è importante ricordare come l'Arabia Saudita sia stata sede quest'anno del prestigioso Raid Dakar.

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IL DISEGNO DI WURZ Tornando alle due ruote, la pista di Qiddiya sarà lunga la più lunga del mondiale, con una lunghezza prevista di quasi 8 km (7,8 sono quelli della bozza di layout) ed è stata disegnata da un ex pilota di Formula 1 nonché presidente dell'associazione piloti: l'austriaco Alex Wurz. ''Ci sono due zone di chiara ispirazione motoristica, una relativa al Nurburgring e una a Monte Carlo'', ha spiegato il responsabile del progetto Andrew Mallery. Tutto bellissimo, ma è doveroso ricordare anche le tante proteste e le voci di dissenso per l'apertura delle varie federazioni motoristiche mondiali nei confronti di un Paese non certo in prima linea per i diritti umani. 

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MERITO DELLO SPORT L'approdo della Formula 1 in Arabia Saudita non è stato esente da critiche, soprattutto da parte di organizzazioni internazionali come Amnesty International, che ha invitato piloti e team a informarsi circa ''la terribile situazione dei diritti umani nel paese''. La risposta dell'Arabia Saudita è stata repentina, e il principe ha invitato il mondo intero a venire a vedere di persona quale sia la reale situazione del paese, che tra quelli dell'area mediorientale è tra i meno restii al cambiamento. Dal 2018 una legge permette anche alle donne di dotarsi di guidare, mentre dal febbraio scorso è stato loro concesso di diventare istruttrici di guida. Piccolissimi segnali di cambiamento, merito anche dello sport.

 


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