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MOTORI E PETROLIO L'Arabia Saudita vuole tutto. Dopo essere sbarcata in Formula E nel 2018 con l'E-Prix di Dir'iyya, e in attesa del debutto in Formula 1 quest'anno sul circuito di Jeddah - del quale un video virtuale è stato pubblicato proprio ieri - lo stato mediorientale è pronto al passo anche nelle due ruote, con una tappa del Motomondiale da ospitare entro il 2024. La scalata al vertice del motorsport del ricco paese arabo è opera del principe Khalid bin Sultan Al Faisal Al Suad, presidente della federazione motoristica dell'Arabia Saudita, che intervistato dalla testata spagnola Marca ha spiegato: ''Vogliamo ospitare tutti i principali eventi motoristici e la MotoGP è tra quelli più seguiti in assoluto dai cittadini sauditi''.
LA CITTÀ DEI MOTORI Il luogo preposto a ospitare l'evento sarà Qiddiya, alla periferia della capitale Riyadh, dove sta sorgendo una vasta area dedicata agli sport e all'intrattenimento. ''Stiamo costruendo una città dei motori a Qiddiya'' - ha spiegato il principe Khaild - ''con più di 10 percorsi per il rally, il rallycross, il cross-country, il motocross e per le migliori competizioni del mondo. Ovviamente ci piacerebbe organizzare anche la MotoGP, teatro di gare emozionanti. I nostri autodromi avranno la più alta certificazione del motorsport, e saranno adatti a ospitare anche Formula 1 e WEC''. Mentre, oltre agli eventi già citati, è importante ricordare come l'Arabia Saudita sia stata sede quest'anno del prestigioso Raid Dakar.

IL DISEGNO DI WURZ Tornando alle due ruote, la pista di Qiddiya sarà lunga la più lunga del mondiale, con una lunghezza prevista di quasi 8 km (7,8 sono quelli della bozza di layout) ed è stata disegnata da un ex pilota di Formula 1 nonché presidente dell'associazione piloti: l'austriaco Alex Wurz. ''Ci sono due zone di chiara ispirazione motoristica, una relativa al Nurburgring e una a Monte Carlo'', ha spiegato il responsabile del progetto Andrew Mallery. Tutto bellissimo, ma è doveroso ricordare anche le tante proteste e le voci di dissenso per l'apertura delle varie federazioni motoristiche mondiali nei confronti di un Paese non certo in prima linea per i diritti umani.

MERITO DELLO SPORT L'approdo della Formula 1 in Arabia Saudita non è stato esente da critiche, soprattutto da parte di organizzazioni internazionali come Amnesty International, che ha invitato piloti e team a informarsi circa ''la terribile situazione dei diritti umani nel paese''. La risposta dell'Arabia Saudita è stata repentina, e il principe ha invitato il mondo intero a venire a vedere di persona quale sia la reale situazione del paese, che tra quelli dell'area mediorientale è tra i meno restii al cambiamento. Dal 2018 una legge permette anche alle donne di dotarsi di guidare, mentre dal febbraio scorso è stato loro concesso di diventare istruttrici di guida. Piccolissimi segnali di cambiamento, merito anche dello sport.
Nasce a Roma nell’82, cresce a Viterbo, poi torna nella città natale per laurearsi in Architettura e decidere che, fino a quel momento, è stato tutto un gioco. Le vere passioni sono i motori e il giornalismo sportivo, coltivate anche negli anni accademici attraverso collaborazioni. Nel 2013 entra a FormulaPassion.it, e in sei stagioni trascorse a seguire Formula 1 e MotoGP (anche sul campo) matura una esperienza straordinaria, un bagaglio che lo porterà a rivestire il ruolo di coordinatore della redazione. Dall’estate 2018 trova posto nella famiglia MotorBox, per continuare a seguire con passione e competenza le discipline regine del motorsport.



