Pubblicato il 16/06/20

RISCHI COLLATERALI La passione deve restare in pista, con gli ingegneri che lavorano dal tracciato, si confrontano con i piloti e con il resto del team e non restano lontani migliaia di km dagli autodromi, chiusi in una stanza a lavorare dall'ufficio. Questo in estrema sintesi il parere di Pit Beirer, responsabile della divisione motorsport di KTM e boss del team MotoGP austriaco, che si è detto preoccupato per la rischiosa eredità che la pandemia Covid-19 potrebbe lasciare nel mondo delle due ruote quando tutto sarà finito.

Moto2, GP Qatar 2020, Tetsuya Nagashima (Red Bull KTM Ajo)

RANGHI RISTRETTI Per comprendere bene le parole di Beirer bisogna però fare due premesse legate al taglio di personale agli autodromi imposto dal protocollo varato dalla Dorna per contenere l'epidemia di Covid-19. La prima premessa è che il personale in pista è stato ridotto dalle 55-60 unità che prima portava un team ufficiale, alle 45 unità, con i team satelliti che saranno costretti a operare con appena 25 persone nel box. La seconda è che, per ovviare al problema, alcuni factory team si stanno organizzando mettendo in piedi delle ''Mission Control'' in stile Formula 1, ovvero un team di ingegneri che lavori da remoto in tempo reale durante tutto il weekend di gara.

NO SMART WORKING Questi provvedimenti non piacciono per niente a Pit Beirer, che ha spiegato la sua contrarietà parlando di passione e... lacrime. ''Credo che il numero di persone permesse sia ancora buono'' - ha spiegato a Crash.net'' - ''Ma per mantenere lo sport in salute, in futuro non possiamo prendere la direzione della Formula 1, con 60, 70 o 80 in gegneri seduti a casa che spediscono dati al circuito. Ovviamente sono di aiuto, ma credo sia vitale non prendere questa strada, vogliamo che il lavoro resti in pista e che il pubblico sia felice del nostro show, che si goda piloti che guidano razzi ma che vedano anche i volti dei 100 ingegneri più intelligenti che li fanno funzionare.

LACRIME COPIOSE ''Credo proprio che piangerò copiosamente per ogni euro che sarò costretto a spendere se prendessimo questo genere di direzione'' - ha melodrammaticamente chiosato Beirer - ''Voglio fortemente che lo spirito delle gare resti quello che è, e quando dico che le gare mi sono mancate, mi sono mancate in pista, non in ufficio. Voglio rivedere tutti insieme al circuito, e se ad alcuni non sarà permesso di raggiungere la pista, so che piangeranno come me''.


TAGS: ktm motogp Pit Beirer MotoGP 2020 CoViD-19 Mission Control