Pubblicato il 19/08/20

SPORT PERICOLOSO Non si è ancora spento l'eco di tutto quanto accaduto nel corso del Gran Premio d'Austria di MotoGP, tra vittorie esaltanti e piloti usciti miracolosamente illesi da spaventosi incidenti, che il Gran Premio di Stiria è già alle porte e la questione sicurezza è sotto gli occhi di tutti. Domenica scorsa, prima in Moto2 con il tremendo botto tra la moto di Enea Bastianini e lo sfortunato Hafizh Syahrin, e poi in MotoGP, con la tragedia sfiorata dopo il contatto tra Morbidelli e Zarco, la dea fortuna ha ricordato a tutti quanto pericoloso sia questo sport che in televisione siamo abituati a guardare come fosse un videogioco.

MotoGP Austria 2020: Incidente Zarco-Morbidelli, la moto di Morbidelli sfiora Valentino Rossi

PISTA PERICOLOSA C'è però poco tempo prima della seconda gara consecutiva sulla stessa pista, e l'unico modo di correre ai ripari per FIM, Dorna e Organizzatori, è al momento solo quello di redarguire ed educare i piloti affinché alcuni azzardi vengano evitati soprattutto su una pista come il Red Bull Ring. Non è infatti possibile intervenire sul layout della pista in così poco tempo, né probabilmente inserire nuovi dispositivi di sicurezza, ma se l'incidente della Moto2 è stata una sfortuna che poteva capitare su ogni pista, quello della MotoGP è arrivato alla insidiosissima curva 3, un punto dove prima di curvare si allarga, e si perde il controllo della moto andando dritto a quasi 300 kmh, la traiettoria si incrocia - come evidente - con quella di chi è davanti e sta affrontando il tornantino.

PILOTI PERICOLOSI La soluzione più sicura in quel punto sarebbe un cambio di layout per la MotoGP, ovviamente non fattibile da un giorno all'altro, e forse neanche nei piani della Red Bull, proprietaria della pista. Una riflessione è comunque imposta, e le parti responsabili dovranno trovare una soluzione come avvenuto in passato su altre piste, come a Barcellona dopo l'incidente mortale di Luis Salom, con il tracciato che ha assunto una diversa configurazione per le moto rispetto alla Formula 1. Nel frattempo i commissari FIM hanno convocato per giovedì Johann Zarco, Franco Morbidelli, Pol Espargaro e Miguel Oliveira, i protagonisti degli incidenti di domenica (gli ultimi due, entrambi piloti KTM, si sono scontrati in pista dopo la ripartenza) e dopo le audizioni verrà emesso un comunicato stampa, il cui scopo sarà quello di ''sostenere i piloti e contribuire alla loro sicurezza e alla loro educazione'' nonché di sottolineare le sanzioni previste dal Regolamento FIM.

MotoGP Austria 2020: Incidente Zarco-Morbidelli, on board dalla moto di Vinales

ROSSI RETTIFICA Dopo le dichiarazioni a caldo della domenica, Valentino Rossi ha intanto aggiustato il tiro su Johann Zarco, con il quale ha avuto modo di chiarirsi dopo i fatti di domenica, con un post su Instagram. ''Le immagini dalla mia telecamera sono quelle che mi fanno più paura, perché da qui si può capire la velocità con cui la moto di Franco ha attraversato la pista proprio davanti a me'' - ha scritto Rossi - ''È passata talmente forte che io non l’ho neanche vista, quando sono tornato ai box ero già abbastanza scosso per aver visto la moto di Zarco letteralmente volare sopra la testa di Maverick. Miracolosamente non si è fatto male nessuno ma spero che questo incidente faccia riflettere tutti, soprattutto noi piloti. Zarco non ha intenzionalmente causato una carambola del genere, ma resta comunque un grave errore di valutazione, che un pilota di MotoGP non può permettersi, soprattutto in una staccata da 310 km/h. spostandosi velocemente sulla destra e frenando “in faccia” a Franco, non gli ha lasciato il posto per rallentare, quindi Morbidelli non ha potuto fare altro che centrarlo a tutta velocità. Capisco che in gara ci si gioca tanto e tutti danno il massimo per stare davanti, ma non dobbiamo dimenticarci che il nostro è uno sport pericoloso, e l’incolumità nostra è dei nostri avversari è molto più importante che guadagnare una posizione''.


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