Pubblicato il 24/10/20

CRISI ROSSA Se si eccettua la fiammata di Johann Zarco - che domani scatterà in quinta posizione grazie a una Q2 arpionata per i capelli e a un giro tirato uori dal cilindro sfruttando le scie - per la Ducati la giornata del secondo sabato di Aragon è stata ancor più nera della precedente. Sette giorni fa quinto era stato Jack Miller e ottavo Danilo Petrucci, con Dovizioso a ridosso della Q2, stavolta invece il passo indietro generale vede la seconda Ducati in 14° posizione con Miller, e poi altre quattro moto di Borgo Panigale tra la 17° piazza e la 20°, peggio solo dell'Aprilia di Smith: una debàcle. In gara ci sarà spazio per qualche rimonta ma a peggiorare rispetto alla scorsa domenica è sembrato essere anche il passo gara, almeno stando ai tempi delle FP4 e a quanto visto nelle altre tre sessioni di prove libere.

Johann Zarco (Ducati)

ARAGONA INDIGESTA Oggi ci si è messa anche un pizzico di sfortuna - con Jack Miller che ha montato una gomma Michelin difettosa al pari di quella che ha rovinato la gara di Fabio Quartararo lo scorso weekend, non riuscendo a sfruttare il secondo run per qualificarsi alla Q2 - ma la sostanza cambia di poco. Fino agli ultimi due fine settimana in questo strano 2020, c'era comunque sempre stata almeno una Ducati competitiva ai massimi livelli: a Jerez Dovizioso e Bagnaia, a Brno Zarco, a Spielberg Dovizioso e Miller, a Misano Bagnaia, a Barcellona Miller e Bagnaia, e a Le Mans Petrucci. In Aragona invece la crisi si è acuita, e nessuno è riuscito fin qui a domare una bestia sempre ottima in rettilineo - dove gli altri però si sono avvicinati molto, soprattutto Honda e KTM - e lenta in percorrenza, storico tallone d'achille della Desmosedici.

Jack Miller (Ducati Pramac)

PROBLEMA DOVI A ciò si aggiunge che le nuove mescole Michelin non sono esattamente ben digerite da quella che dovrebbe essere la punta indiscussa della casa di Borgo Panigale, Andrea Dovizioso, che oltre ad aver dovuto cambiare il suo stile di guida per adattarsi al pacchetto, si trova anche a vivere una situazione psicologica non proprio semplice; in primis perché è senza sedile per la prossima stagione (dopo aver deciso di mettere un punto alle trattative con la Ducati), e poi perché senza Marc Marquez, e dopo tre stagioni da vice campione del mondo, pensava potesse essere la sua occasione della vita. E invece tutto gli sta scappando dalle mani inesorabilmente, e anche se 15 punti dalla vetta a 4 gare dalla fine sono recuperabili, viste le premesse, il risultato di domani potrebbe definitivamente affossare le speranze iridate di Andrea.

Andrea Dovizioso (Ducati)

GLI ALTRI Discorso analogo per certi versi quello di Danilo Petrucci, separato in casa (ma a differenza di Dovizioso lui è stato messo alla porta dal Team, firmando per la KTM) e il cui rapporto con il compagno appare essersi un po' incrinato. Francesco Bagnaia invece, dopo la caduta di Misano-2 e la firma del contratto con la casa ufficiale, ha smesso di ottenere risultati e prestazioni, alle prese con una involuzione e una sequela di cadute. Migliore invece la situazione per Jack Miller (sfortunato in un paio di occasioni, o sarebbe in piena lotta iridata) e Johann Zarco, entrambi promossi dalla casa di Borgo Panigale in vista del 2021 e che possono guidare con più tranquillità guardando al futuro con ottimismo. Nulla da dire su Tito Rabat, un pay-rider che potrebbe mostrare cose molto buone in altre categorie, mentre resta legato alla sua sella in MotoGP, abbonandosi all'ultima fila e alle ultime posizioni in gara.

Andrea Dovizioso (Ducati)

GARA IN DIFESA In questo contesto, il Gran Premio di Teruel di domani acquista un'importanza capitale per le sorti della stagione Ducati. Le residue chance iridate sono affidate ad Andrea Dovizioso, che per essere ancora della partita dovrà compiere un'impresa, rimontando dalla 17° posizione e cercando di non perdere troppi punti da chi lo precede (Mir, Quartararo e Vinales), guardandosi al contempo le spalle dai suoi primi inseguitori, tutti in prima fila domani (Takagami, Morbidelli e Rins). E se Zarco qualche speranza di podio la nutre, gli altri quattro saranno costretti a giocare in difesa, andando a caccia di ogni occasione e attesa delle ultime tre gare iridate, che potrebbero - nelle speranze di Borgo Panigale - fornire condizioni più favorevoli alla criptica Desmosedici.


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