Pubblicato il 08/01/21

UN VINCENTE Luca De Meo, CEO di Renault da meno di sei mesi, è stato coraggioso nel pescare al di fuori del mercato della Formula 1 per trovare l'uomo giusto che possa portare in alto la Alpine, e forse ci ha visto lungo. Davide Brivio è un fuoriclasse a tutto tondo, e non bisogna farsi ingannare dai suoi modi gentili e dal suo temperamento pacato: il manager brianzolo è uno che le sue missioni le porta a termine con intelligenza e perseveranza e che le sue sfide, alla fine, le vince. Lo ha fatto ai tempi di Rossi con la Yamaha, conquistando quattro titoli iridati dopo averlo abilmente strappato alla Honda, e lo ha ribadito in Suzuki, dove dal 2015 ha avuto carta bianca per costruire un team vincente e, se vi ricordate com'è finita la scorsa stagione, lo ha decisamente fatto.

Il manager italiano Luca de Meo

DA ROSSI AD ALONSO Il punto di forza di Davide Brivio risiede nella capacita organizzativa: sa scegliere uomini e strategie, ottimizzare le risorse e - scusate se è poco - ha una certa dimestichezza con i fuoriclasse: Valentino Rossi, Maverick Vinales, Alex Rins, Joan Mir, e ora dovrà vedersela con l'ostico Fernando Alonso, ma la sensazione è che uno come lui abbia il carattere giusto per collimare con lo spagnolo e creare la giusta chimica, anche se non è ancora chiaro quale sarà il suo ruolo (manca, di fatto, l'ufficialità del suo ingaggio) e quali saranno le sue mansioni.

MotoGP 2020: Joan Mir con Davide Brivio (Suzuki Ecstar)

DUE O QUATTRO RUOTE? Saltare da un mondo all'altro non è usuale nello sport professionistico, ma talvolta accade. L'ultimo a farlo in ordine di tempo è stato Massimo Rivola, che ha compiuto il viaggio inverso rispetto a Brivio, dalla Scuderia Ferrari in Formula 1 alla plancia di comando del box Aprilia Racing in MotoGP, mentre in passato il travaso era molto più semplice, quasi naturale, ma avveniva soprattutto tra i piloti. Nomi come John Surtees (iridato in entrambe le categorie), Mike Hailwood e - udite udite - Tazio Nuvolari, hanno scritto la storia con qualsiasi numero di ruote a disposizione. 

Massimo Rivola (Aprilia Racing)

SERVE TEMPO Stiamo volutamente tenendo fuori dal ragionamento quei manager, come Jean Todt o Jost Capito, per il quale il passaggio è stato tra due universi che quantomeno condividevano lo stesso numero di ruote (dal Rally alla Formula 1 nel loro caso), ma anche quei piloti che hanno affrontato la Dakar sia con le moto che con le auto (vedi la leggenda Stephane Peterhansel, per fare un nome su tutti). La sfida di Brivio è qualcosa di più simile a quanto fatto, per esempio, da Julio Velasco o Gian Paolo Montali, fenomeni del mondo del volley che hanno provato a riciclarsi con alterne fortune in ruoli dirigenziali nel calcio, dove i risultati sono richiesti con una certa urgenza. Ecco, questo non vorremmo per Brivio, ci auguriamo che De Meo, dopo averci visto lungo con la scelta dell'uomo, gli dia anche il tempo necessario per costruire un progetto e portarlo a compimento.

Livio Suppo e Marc Marquez

CASTING SUZUKI Intanto una grossa gatta da pelare è quella che si ritrovano in Suzuki, dove stanno già impazzendo per trovare la giusta figura a cui affidare il progetto vincente lasciato vacante dal suo principale artefice. Per sostituire Brivio - mica scemo - si è proposto Livio Suppo, manager vincente sia con Ducati che con Honda, anche se dotato di un carattere ben più ruvido, per usare un eufemismo, di quello del manager brianzolo. Altri nomi che stanno circolando sono quelli di Paolo Ciabatti - attualmente direttore sportivo Ducati, che si rumoreggiava essere in cerca di nuove sfide già nel corso del 2020 - e di Wilco Zeelenberg, tra gli artefici del mezzo miracolo Petronas Yamaha in MotoGP.

Kevin Schwantz

SUGGESTIONE SCHWANTZ C'è infine un altro profilo che è circolato, quello della leggenda Kevin Schwantz, un nome roboante che potrebbe colmare quantomeno il lato emotivo della voragine lasciata da Davide in Suzuki. Sarebbe infatti una scelta totalmente di cuore quella di riportare nel box il pilota più iconico nella storia del marchio nipponico, anche se un azzardo del genere raramente va in porto. Eppure - spendendo un ultimo paragone tra universi distanti anniluce - talvolta funziona, come sembra stia avvenendo con Paolo Maldini nel calcio, leggenda del Milan sul campo da gioco, ma che sta inziando a far intravvedere ottime doti anche nelle vesti di dirigente. 


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