Pubblicato il 06/01/21

PAGELLONE 2020 Mancano ancora tre mesi al via del motomondiale 2021, c'è ancora il tempo rivisitare tutto quanto accaduto nel frenetico 2020 con le nostre pagelle complessive sulla stagione della classe regina. In ognuno dei primi sei giorni festivi di questo inizio gennaio daremo i voti casa per casa ai team e ai piloti, in ordine inverso di classifica costruttori. Si parte dunque con l'Aprilia, e si termina domenica 10 gennaio con la Ducati, passando per Honda, KTM, Suzuki e Yamaha. Buona lettura.

 

  1. Team Suzuki Ecstar
  2. Joan Mir
  3. Alex Rins
  • 9 gennaio - YAMAHA
  • 10 gennaio - DUCATI

TEAM SUZUKI ECSTAR

Non è il team rivelazione della stagione, o lo è solo per i poco attenti, ma è di sicuro quello che ha saputo interpretare meglio il difficile 2020 e tornare a casa con il bottino pieno, o quasi. Il ''violino'', così come il team manager Davide Brivio ha ribattezzato la GSX-RR per la sua guidabilità e manegevolezza, è stato suonato a meraviglia da due Paganini d'eccezione in più di un'occasione, e sebbene si contino solo due vittorie complessive di fine stagione la copertina del mondiale spetta tutta alla casa nipponica e al giovane prodigio Joan Mir. Alex Rins, alla vigilia più quotato ed esperto, torna a casa con un successo tante recriminazioni, soprattutto per lo sfortunato infortunio di inizio anno e per qualche caduta dettata dalla foga. All'annata della Suzuki manca solamente il titolo costruttori, dopo aver raccolto quelli team e piloti, a causa anche di un'ultima sciagurata ultima uscita a Portimao, ma in ogni caso ad Hamamatsu hanno potuto festeggiare degnamente i loro 100° anno nelle due ruote. VOTO 9

Davide Brivio e Joan Mir (Suzuki) festeggiano il titolo mondiale a Valencia

JOAN MIR

Il 2020  è stato il suo anno. Il giovane maiorchino ha dimostrato a tutto il mondo le sue doti e nella stagione più difficile degli ultimi tempi, mostrando la tranquillità di un veterano e il colpo del campione (pensiamo al sorpasso su Rossi a Misano, per esempio). Ha vinto un solo GP, è vero, e correva seriamente il (bel) rischio di diventare iridato senza aver mai vinto una gara in MotoGP, ma è stato di gran lunga il più costante di tutti in una stagione dove solo questa caratteristica era richiesta, e alla fine ha primeggiato su chiunque, vincendo il mondiale con una gara d'anticipo e collezionando - oltre all'affermazione di Valencia - altri cinque podi. Gli manca all'appello anche il successo in Stiria, dov'era primo e in fuga quando la gara fu interrotta, ma a questo punto sono dettagli. Ha dimostrato di essere un grande pilota (Campione al secondo anno in MotoGP, come pochi) e potrà correre nel 2021 con meno pensieri e tante sfide entusiasmanti da vincere. VOTO 9,5

Joan Mir (Suzuki) festeggiano il titolo mondiale a Valencia

ALEX RINS

La stagione di Alex è comunque positiva, ma tante sono le sue recriminazioni. Alla prima gara si è fratturato l'omero, anche se in modo meno grave rispetto a Marquez tanto da essere riuscito nell'impresa di rientrare subito, terminando in 10° piazza il secondo GP di Jerez. A quel punto pagava già 44 punti di ritardo dalla vetta (quella poi dimostratasi inconsistente di Quartararo), e in pochi pensavano potesse essere della partita. Beh, se ci avesse creduto un po' di più e non avesse gettato alle ortiche le possibili vittorie in Austria e Francia, oggi sarebbe probabilmente lui il campione del mondo. Invece si deve accontentare del terzo posto iridato e del successo - comunque bello e meritato - di Aragon, dovendo digerire l'amaro boccone della vittoria del proprio compagno di team, che lo ha peraltro battuto in pista in una delle uscite decisive a Valencia. VOTO 7


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