Schuberth C5: prova del casco modulare. Peso e prezzo
Caschi modulari

Schuberth C5: la prova del modulare in sella alla Kawasaki Ninja 1000 SX


Avatar di Michele Perrino , il 17/05/22

1 mese fa - Prime impressioni dello Schubert C5, il nuovo casco modulare: la prova

Ho provato su strada Schuberth C5, il nuovo casco modulare della Casa tedesca: mia compagna di viaggio la Kawasaki Ninja 1000 SX

Dopo avervelo presentato lo scorso autunno, oggi torniamo a parlare dello Schuberth C5, il modulare top di gamma della Casa tedescaHo avuto occasione di provare il casco nel tour tra le colline del Monferrato in sella a una Kawasaki Ninja 1000 SX. Prima di raccontarvi come è andata ecco un video che ne evidenzia le caratteristiche peculiari.

100 ANNI Schuberth festeggia quest'anno i 100 anni e lo fa lanciando il nuovo C5, il primo modulare con omologazione P/J – aperto e chiuso – che rispetta lo standard ECE-R 22.06. Una lunga tradizione nel mondo dei caschi quella di Schuberth – se si escludono i primi anni nei quali produceva... cassette per birra – iniziata nel 1929 con le imbottiture per i caschi dell'esercito. Negli anni '50 il primo casco da moto, un jet, poi nel 1998 il primo C – che sta per Concept – fino ad arrivare al C5 odierno.

ARTIGIANALE Il C5 è un prodotto realizzato interamente – se si escludono viteria e visiera – in casa Schuberth, in Germania. Una cura enorme per i dettagli, soprattutto degli interni: tra i pezzi forti troviamo la nuova doppia presa d'aria frontale, le linguette interne che permettono letteralmente di sigillare il casco per l'utilizzo nei mesi più freddi dell'anno, il cablaggio dell'interfono già presente all'interno... e la possibilità, già dal mese prossimo, di acquistare a parte per le taglie M, L e XL Schuberth Individual, le imbottiture laterali e posteriori – quelle delle guance sono disponibili per tutte le taglie – vale a dire spugne specifiche per i cranii di forma più ovale o rotonda. Auricolari e microfono Bluetooth, poi, sono smontabili singolarmente, così da poter essere sostituiti nel caso di un malfunzionamento, senza privare il motociclista del suo amato casco.

La prova dello Schuberth C5 La prova dello Schuberth C5

LA PROVA A colpo d'occhio si apprezza subito la qualità costruttiva del C5 e anche la sua leggerezza: da 1.640 a 1.790 grammi a seconda della taglia, con una riduzione di 55 grammi rispetto alla precedente generazione di flip up Schuberth. Lo indosso nella sede di Alpa Distribution – che importa e distribuisce i caschi in Italia – ben prima di partire per il tour, e apprezzo da subito la ''memoria'' della visiera: se ho la mentoniera abbassata e, per esempio, la visiera leggermente alzata per far passare un filo d'aria, anche se passo in posizione tutto aperto e poi torno in modalità ''integrale'', la visiera torna nella posizione in cui l'avevo inizialmente. Che furbetta!

IN MOVIMENTO Al primo assaggio del modulare Schuberth su strada rimango letteralmente sbalordito, sin dai primi metri, dalla doppia presa d'aria frontale. Quella inferiore rappresenta un qualcosa di mai provato fino a ora: il flusso d'aria, diretto verso la parte bassa del volto, è ben avvertibile già a 20-30 all'ora e regala una piacevolissima sensazione di freschezza. Con le calde giornate odierne e le temperature che sfiorano e – in qualche caso superano i 30° C – rappresenta una fedele alleata per vivere la moto con la testa al fresco.

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Con lo Schuberth C5 in sella alla Kawasaki Ninja 1000 SX Con lo Schuberth C5 in sella alla Kawasaki Ninja 1000 SX

IL PIACERE DEL MODULARE Anche il sistema di apertura/chiusura è ottimo: richiede una sola mano ed è azionabile col minimo sforzo. Lo Schuberth C5 è uno di quei caschi che certamente non si finisce per usare solo come un integrale o solo come jet, perché davvero coniuga al meglio le caratteristiche del modulare e fa venir voglia di aprire, chiudere, aprire... Solo una la ''criticità'' riscontrata al momento di abbassare la mentoniera: capita che il paramento entri in contatto col mento stesso, il che può far venire voglia di tirare giù la mentoniera agguantando proprio il supporto morbido. Tira oggi, tira domani... Ottimo il visierino parasole interno, che si aziona facilmente tramite la leva sul fianco della mentoniera e garantisce, al contempo, protezione dai raggi solari e una chiara visuale della strada.

Lo Schuberth C5 Lo Schuberth C5

NELLA BOLLA Gli studi nella galleria del vento hanno sortito effetti positivi anche a livello di rumorosità con un valore registrato di 85 Db a 100 km/h su moto scarenata. A prescindere da quelli che possano essere i numeri, lo Schuberth C5 si dimostra confortevole e poco rumoroso, anche grazie al nuovo collare. Bene il campo visivo, sia con visiera abbassata che con mentoniera alzata.

COLORI E PREZZI Lo Schuberth C5 è disponibile in 2 taglie di calotta – dalla XS alla L e dalla XL alla XXXL – in 6 differenti versioni monocolore, oltre alle 6 livree Master e le 6 Decal, con prezzi a partire da 629 Euro fino ai 729 Euro.

Kawasaki Ninja 1000 SX Kawasaki Ninja 1000 SX

AH, LA SPORT-TOURER E che dire della mia compagna di viaggio, la Kawasaki Ninja 1000 SX? La moto ve l'abbiamo raccontata la scorsa estate in occasione della nostra comparativa, ma è stata davvero una piacevole conferma. Moderna e sportiva fuori, ma comoda come non ti aspetti una volta salito a bordo, grazie a sella morbida e manubri rialzati, da vera sport-touring. Dal punto di vista dinanico, poi, una meraviglia: sospensioni che perdonano molto – non tutto – ma capaci di tenere a bada l'indole sportiva e la voglia di lanciarsi a capofitto nelle curve, una cosa che la Ninja 1000 SX sa fare molto bene. Il merito è di un ottimo equilibrio generale e delle gomme Bridgestone Battlax S22, che regalano tanta agilità e grande feeling, sempre accompagnati da un bel grip. Il motore 4 cilidri da 1.043 cc d'altra parte invoglia a camminare a passo spedito – dai 1.043 cc escono 142 CV e 111 Nm – ma è al contempo uno dei più perfetti esempi di elasticità: non ha paura di scendere sotto i 2.000 giri, anzi, ti abitui a portarcelo perché non batte ciglio. Facendo il... bravo ho visto sullo strumento 18,5 km/litro che, col serbatoio da 19 litri, equivalgono a 350 km di autonomia. Un neo della Kawa? Il cambio quickshifter, che gradisce regimi superiori a 3.000 giri e qualche volta si indurisce in scalata. Se in Kawasaki sistemano questo aspetto sono a posto: hanno per le mani una moto che è davvero uno spettacolo.


Pubblicato da Michele Perrino, 17/05/2022
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