Prova su strada
Harley-Davidson LiveWire 2019

Harley Davidson LiveWire: le opinioni dopo la prova su strada

Abbiamo provato la Harley Davidson LiveWire. Ecco tutte le impressioni dopo la prova: autonomia, prezzo e prestazioni

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Autore:
Danilo Chissalè

SOGNO O SON DESTO? Nella vita tutti abbiamo delle certezze: la fetta di pane che cade dal lato della marmellata, il risveglio traumatico del lunedi, i poderosi V-twin delle Harley-Davidson... O forse no?! Harley l'ha fatto sul serio! La LiveWire, prima moto elettrica della casa di Milwaukee, é arrivata. Il look, nonostante l'assenza bicilindrico, é 100 Harley Davidson: le linee sono muscolose, le finiture curate e c'è spazio anche per delle new vibration. Nelle prossime righe vi parliamo delle sue caratteristiche tecniche, dell’autonomia delle batterie, delle prestazioni e ovviamente del prezzo.

AUTONOMIA… Partiamo da un tema fondamentale quando si parla di elettrico: l’autonomia. Il range chilometrico varia in base ai cicli omologativi utilizzati: secondo il MIC la LiveWire sarebbe in grado di percorrere oltre 250 km in ciclo urbano, che scendono a 150 in extra urbano. Mentre per il ciclo WTMC l’autonomia della roadster elettrica di Milwaukee è nell’ordine dei 158 km. Ovviamente l’effettiva durata del pacco batterie varia in base all’utilizzo dell’acceleratore, dalle condizioni meteo e se si trasporta il passeggero.

… E RICARICA Altro aspetto “spinoso” sono tempi e modalità di ricarica. Harley promette ottimi tempi e soluzioni flessibili per ampliare il più possibile l’utilizzo della sua LiveWire. I tempi di ricarica variano secondo il tipo di caricabatterie: ci vuole un fast charger di tipo Level 3 DC per ricaricare la moto in meno di un'ora, mentre da una presa domestica si recuperano poco meno di 21 km di autonomia per ora di ricarica. Un caricabatterie Level 2, fa sapere la casa, non accelera il processo.

Harley davidson LiveWire

LE BATTERIE Niente benzina nel finto serbatoio, ovviamente, che invece ospita il sistema di ricarica dato che la LiveWire è alimentata da una batteria ad alta tensione da 15,5 KWh (o RESS, sistema ricaricabile di accumulo dell’energia). La tecnologia è quella delle celle agli ioni di litio, posizionate al centro della motocicletta, a vantaggio della centralizzazione delle masse, e custodita da un involucro alettato in lega d’alluminio che simula le alettature dei motori termici tanto cari alla Casa di Milwaukee. Piccole prese d'aria sul telaio convogliano l'aria di raffreddamento verso la parte superiore dell'alloggiamento RESS. Il pacco batterie, inoltre, funge come elemento stressato da parte del telaio – in alluminio - e ne contribuisce alla rigidità complessiva. La LiveWire è inoltre dotata di una batteria accessoria agli ioni di litio da 12 volt che fornisce alimentazione per l'avvio e per il telecomando.

ACCELERAZIONE Di tutto rispetto sono anche le prestazioni dichiarate. Il motore a magneti permanenti H-D Revelation con potenza nominale di 105 cavalli (78 kW) e 116 Nm di coppia permette alla LiveWire di coprire lo 0-100 km/h in 3,5 secondi. Un dato che, paragonato ai circa 3 secondi sullo 0-100 delle moderne superbike termiche, fa ben figurare la roadster elettrificata. La prontezza del propulsore elettrico si fa valere anche in ripresa dove la Livewire riprende da 100 km/h a 130 km/h in 1,9 secondi. Le prestazioni, così come la dinamica di guida e il recupero dell'energia per la ricarica delle batterie vengono influenzati in maniera differente in base a quale dei 7 riding mode disponibili viene selezionato.

harely livewire

CONNESSA ALLO SMARTPHONE L’alimentazione del futuro fa coppia con una dotazione tecnologica rigorosamente al passo con i tempi. La LiveWire risponde alle esigenze di connettività moderne con uno schermo touch da 4,3 pollici raccoglie la strumentazione ed è connesso tramite la rete cellulare, per fornire l'H-D Connect Service (gratis il primo anno, poi a pagamento). Serve per controllare a distanza, tramite lo smartphone e un'app dedicata, lo stato di carica della moto, l'autonomia residua e le stazioni di ricarica più vicine. L'app permette poi di tracciare la moto con il GPS, per ritrovarla nel parcheggio del supermercato o in caso di furto. Completano la dotazione Hi-Tech i fari full LED con luce diurna DRL.

harley sospensioni

TRADIZIONALE Dopo tutta questa tecnologia è bello parlare anche della cara e vecchia ciclistica. La LiveWire si presenta al pubblico con componentistica adatta alle prestazioni frizzanti promesse dalla scheda tecnica. Il comparto sospensioni brandizzato Showa prevede una forcella a steli rovesciati Showa SFF-BP (Separate Fork Function Big Piston) abbinato al monoammortizzatore BRFC completamente regolabile. Per i freni Harley ha deciso di puntare sul sicuro con un impianto Brembo con pinze ad attacco radiale e dischi da 300 mm all’anteriore controllato dall’ABS di tipo cornering, stessa tecnologia anche per il traction control.

PREZZO La prima Harley-Davidson elettrica sarà disponibile solo in alcuni concessionari del Belpaese a partire da settembre 2019. La rete vendita è selezionata in quanto ogni punto vendita metterà a disposizione dei propri clienti una colonnina per la ricarica rapida della LiveWire. Il listino è tutt’altro che popolare, ma questo è un punto a sfavore per tutte le moto elettriche. Disponibile arancione, gialla o nera la Harley-Davidson LiveWire 2019 costerà 34.200 euro con 5 anni di garanzia sulle batterie. Insieme alla moto nascerà anche una linea di accessori dedicati tra cui sella biposto, cupolini e un telo copri moto dedicato.

 

 

IN SELLA I 250 kg recitati della scheda tecnica si avvertono, specialmente quando una volta in sella la si solleva dal cavalletto oppure la si manovra da fermi. La posizione di guida è quella tipica delle naked moderne: manubrio largo, pedane leggermente arretrate e sella bassa da terra che permette un facile contatto con il terreno. La forma incavata, poi, offre il giusto contenimento quando si vanno a richiamare tutti i cavalli elettrificati della LiveWire.

BATTITO ELETTRICO Premuto il pulsante di accensione non si avverte nessun suono, come ovviamente ci si aspetterebbe da una moto elettrica. Per farci capire che la LiveWire é pronta a fare strada i tecnici di Milwaukee le hanno fornito un vero e proprio cuore pulsante. Da ferma, infatti, la LiveWire pulsa proprio come il nostro cuore. Il livello d'intensità è personalizzabile, ma solo recandosi dal proprio concessionario. Personalmente l’ho trovato piacevole e rappresenta quelle “good vibration” tanto care ai puristi del marchio in chiave 2.0.

LiveWire Harley

SENSAZIONI CONTRASTANTI I primi metri sono un'esperienza a metà tra il disorientamento e l'esaltazione. La mancanza di frizione e cambio, unita al sibilo del motore lasciano spaesati, ma una volta fatta l'abitudine ci si esalta con la risposta pronta del motore e l'agilità della ciclistica, di gran lunga la migliore di sempre.

LE MAPPE Per affrontare il centro di Portland, scenario del test, scelgo la mappa range (la eco delle rinomate rivali). La risposta dell'acceleratore è filtrata, si risparmia la batteria e gli aiuti elettronici sono pronti ad intervenire per un’esperienza di guida davvero sicura. Appena fuori dalla città scelgo la Road: è senza dubbio il miglior compromesso tra prestazioni, piacere di guida e risparmio energetico. Grazie al meteo clemente no ho dovuto usare la Rain (la più dolce e conservativa nei controlli) mentre per gli amanti delle regolazioni su misura Harley mette a disposizione 3 mappature personalizzabili per regolare la risposta del motore, l'intervento del controllo di trazione e la modalità di rigenerazione della batteria.

BEST EVER La LiveWire, però, sa anche divertire. Molto. Basta selezionare la modalità Sport per avere accelerazioni degne Di un Eurofighter accompagnate dal sibilo più presente del motore e dall’immancabile fruscio dell’aria. Tra le curve non sembra nemmeno un Harley (non si offendano i radicalisti) tanto si guida bene. La ciclistica funziona alla perfezione con il giusto mix tra prestazioni e facilità di guida. 

Halrey Davidson LiveWire 2019

I DIFETTI La taratura delle sospensioni è abbastanza sostenuta (specialmente quella del mono) e fa saltare sulle asperità più accentuate. Sulle strade al limite della perfezione dell’Oregon può anche andar bene, per chi la utilizzerà sulle nostre martoriate strade sarà opportuno metter mano al cacciavite. Promosso ma con riserva l'impianto frenante che ha mordente ma non eccelle in quanto a modulabilità. Quelle appena citate sono inezie, quisquilie, bazzecole, il difetto vero è il comportamento dei Michelin Schorcher di primo equipaggiamento. Ad andatura blanda le gomme non evidenziano particolari difetti, ma basta alzare il ritmo  per avvertire una tendenza al raddrizzamento, a svantaggio del piacere di guida. Come parziale rimedio è sufficiente adottare una guida di corpo, ma degli pneumatici più sportivi avrebbero senz'altro esaltato maggiormente una ciclistica davvero a punto.

NIENTE BUGIE Dopo oltre 100 km in sella alla LiveWire su strade extraurbane tortuose, affrontate a passo allegro (sorry Sheriff), l’autonomia residua indicata dalla strumentazione superava il 30%. Facendo due rapidi conti e traducendo le miglia in km la Harley elettrica sarebbe stata dunque in grado di coprire (alla stessa andatura) ulteriori 60 km. Il dato dichiarato dalla casa è quindi veritiero, quasi sottostimato. Ok, non saranno tantissimi, ma la LiveWire non nasce come viaggiatrice ne pretende di esserlo.


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