Pubblicato il 29/06/20

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SCUOLA PARTICOLARE A scuola è capitato a tutti di vedere arrivare il compagno esagerato: 12 diverse tonalità di pastelli rossi, quaderni di ogni formato, gomma, gomma pane, gomma double face per cancellare la penna e via discorrendo. Io, in occasione del DRE Road a Modena, mi sono sentito proprio quel compagno in sella alla Ducati Streetfighter V4: quasi esagerata per un corso di guida sicura su strada, eppure…

LA STREETFIGHTER IN BREVE 208 CV, 123 Nm di coppia massima, motore V4 di derivazione MotoGP, appendici aerodinamiche, 200 kg con tutti i liquidi, non proprio di dati tecnici della tipica moto da “esercizi nel piazzale”, ma vi posso garantire che una moto tanto esagerata si è rivelata la compagna perfetta per fare slalom, frenante d’emergenza e quant’altro. Tutto parte dalla posizione in sella, ben studiata per essere confortevole nell’utilizzo senza rinunciare nemmeno ad un briciolo di controllo: manubrio largo e ben distanziato dal busto, pedane leggermente arretrate e alla giusta altezza e sella ben imbottita, comoda anche per il passeggero. Insomma, ha parenti nel mondo delle corse ma questa Streetfighter ha bene in mente che il suo utilizzatore medio la farà scorrazzare per strada, esame vivibilità superato. Ottima anche l’ergonomia dei comandi, quelli tipici delle Ducati, e la leggibilità del diplay TFT che mostra tutti i parametri classici oltre a quelli dei controlli elettronici, vero punto di forza della nuda vitaminizzata di Borgo Panigale.

Ducati Streetfighter V4, la strumentazione

PETARDO CON LE RUOTE Già, perché se la Streetfighter V4 non vi lancia nell’iperspazio a ogni apertura di gas è proprio grazie all’ottimo lavoro svolto dagli ingegneri elettronici, che hanno messo a punto un pacchetto di aiuti alla guida che imbriglia la potenza del V4 Ducati nelle prime marce, per poi lasciarlo libero di sfogare tutta la cavalleria quando si sale di marcia o si superano i 10.000 giri, dopo questa soglia da docile agnellino si trasforma in petardo con le ruote. Ovviamente tutto è parametrato in base ai riding mode selezionati, non mancano nemmeno anti impennata, controllo di trazione pluriregolabile e tutto il resto degli aiuti migliorati anche sulla sportiva di casa, la Panigale V4 2020, prodotta anche in versione Superleggera oppure con 15.000 mattoncini di LEGO.

EQUILIBRIO CLAMOROSO Trattabilissimo il motore, dunque, ma anche la ciclistica non scherza affatto. Lo slalom, esercizio di destrezza, agilità ed equilibrio, è stato un vero e proprio gioco da ragazzi. Due dita a giocare con la frizione (leggerissima e prevedibile nello stacco) e via di pedane e manubrio. Equilibrata a bassa velocità ma anche alle “alte”. Il circuito di Modena, scenario del DRE Road, mi ha permesso di disegnare traiettorie precise nel suo “omega” ma anche di testare la bontà dell’ABS cornering, strumento utilissimo su strada: una volta capito il suo funzionamento e concessagli la “necessaria” fiducia, si può pinzare come alla fine del rettilineo del Mugello, anche con il ginocchio che sfiora l’asfalto… Capito detrattori dell’elettronica?

ASSAGGIO DI PISTA Dopo tanti esercizi anche una lauta ricompensa: un turno da 15 minuti in pista con la Streetfighter V4… seppur in jeans e sneakers (ovviamente tecnici e con protezioni) e con l’apripista (tutta la mia stima va a lui che è stato incitato ad alzare il ritmo per tutta la durata del turno dal sottoscritto, nonostante fosse in sella a una “Multi” Enduro) a dettare il passo. Le prime sensazioni dicono che, nonostante il potenziale sfruttato in maniera minima, la naked Ducati darà molto filo da torcere alla regina delle nude da pista, l’Aprilia Tuono, non solo su strada ma anche tra i cordoli. Le alette non sono affatto un’operazione di marketing, l’elettronica di derivazione Panigale è una garanzia e le prestazioni del V4 sono roba che alcune supersportive carenate ancora si sognano. Non vedo l’ora di provarla in maniera approfondita… Non ci sarà molto d’attendere. Stay tuned!


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