Autore:
Emanuele Colombo

IL PEDIGREE DI SYM È in partita ormai da tempo, ma nell'immaginario comune, in qualche modo SYM gioca ancora un po' il ruolo del rookie o dell'outsider. Se contro marchi come Piaggio, Honda o Yamaha, da sempre protagonisti del mercato italiano, il costruttore taiwanese può fare effettivamente la figura della giovane promessa appena entrata in squadra, di certo non è un principiante. SYM è infatti l'acronimo di Sanyang Motor, che a Taiwan non produce solo scooter, moto e ATV, ma anche auto per conto delle case coreane Hyundai e Kia. Ecco perché non mi stupisce che il SYM HD 300 sia un prodotto all'altezza della concorrenza: seguitemi se volete sapere com'è andata la prova su strada.

PRATICITÀ: OK Il colpo d'occhio del nuovo SYM HD 300 non è per niente male. Le foto non gli rendono giustizia, ma le plastiche attorno al faro anteriore hanno una verniciatura che sembra contenere particelle metalliche, a dare uno scintillio che alza il livello della qualità percepita. Nell'insieme si notano belle proporzioni e una costruzione curata, con quei piccoli accorgimenti che fanno la differenza tra i prodotti ben sfruttabili e quelli che non lo sono. Parlo per esempio della presa USB nel vano del retroscudo: utile per ricaricare lo smartphone in movimento. Oppure il gancio a scomparsa per la borsa da palestra. O ancora la buona capacità del vano sottosella da 38 litri, che ospita tranquillamente un casco integrale e una tuta antipioggia.

SYM HD 300: il vano sottosella

MI CALZA A PENNELLO Monto in sella e la posizione è comoda, nonostante una lieve tendenza dell'imbottitura a spingere in avanti il fondoschiena. La seduta a 80 cm da terra non rende difficile appoggiare saldamente i piedi nelle manovre da fermo, per via della sella molto rastremata. Adeguata l'ampiezza della pedana. Buona anche la sistemazione del passeggero, per il quale ci sono ampi maniglioni integrati nel portapacchi. Metto in moto e il sound discreto del motore restituisce la sensazione di una meccanica a punto. La manetta dell'acceleratore ha una precorsa leggermente più lunga della media, ma tutti i comandi hanno la giusta consistenza.

LE PRESTAZIONI Pronti via: esco dal parcheggio della redazione e apprezzo subito uno sprint notevole. I 27 cavalli del motore, un monocilindrico da 278 cc, permettono al SYM HD 300 di giocarsela in ripresa con i top della categoria. Scoprirò in seguito che anche in velocità è messo bene, permettendo di affrontare a testa alta anche tragitti in autostrada. Intendiamoci, dalle nostre verifiche in pista i 160 km/h di punta appaiono ottimistici, ma non è impossibile vedere – dove consentito – i 150 km/h di tachimetro: il che fa capire come i 130 km/h previsti dal codice siano alla sua portata.

SYM HD 300: il quadro strumenti con tachimetro al centro

IN SELLA La buona stabilità sul veloce e l'adeguato senso di sicurezza che il SYM HD 300 trasmette in curva si accompagnano a freni a disco pronti e incisivi: adeguati alle prestazioni e sorvegliati da un efficace ABS. Tutto ciò si deve anche a un assetto tendenzialmente rigido, che, va detto, penalizza un po' il comfort sul pavé nonostante le ruote alte da 16 pollici. Rimane l'ottima manovrabilità nel traffico, dove lo scooter made in Taiwan si destreggia bene.

COLORI E PREZZI Il quadro strumenti mostra quello che serve, dal tachimetro all'indicatore del livello carburante. Manca solo un vero computer di bordo con cui misurare i consumi, che comunque si attestano in media attorno ai 3,5 l/100 km. Disponibile in bianco, grigio chiaro e grigio scuro, il SYM HD 300 costa 4.500 euro con bauletto di serie (non presente sullo scooter in prova). Parliamo di 1.000 euro in meno del Honda SH300i - suo rivale più diretto - quasi 1.300 euro in meno di Honda Forza 300 e Yamaha Xmax 300 e allineato al prezzo del Piaggio Beverly 300: rispetto al quale il SYM vanta 6 cavalli in più, per una maggiore prestanza in autostrada. Ok il prezzo è giusto?


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