Pubblicato il 16/08/20

NATA PER LA MONTAGNA Sgombriamo subito il campo da un dubbio, se mai dovesse passarvi per la mente: in città, o in qualsiasi contesto urbano, la Bianchi T-Tronik Rebel 9.1 è l’equivalente su due ruote di un Hummer. È enorme, tutti si girano a guardarlo, ma non sai mai dove parcheggiarlo ed è fondamentalmente inutile. Lo dico con cognizione di causa, avendo macinato diverse decine di km tra Milano e hinterland prima di portare la T-Tronik nel suo terreno d’elezione: le Dolomiti del Trentino, con i loro splendidi sentieri e i panorami che mozzano il fiato.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: uno scatto dalle Dolomiti

AGGRESSIVA Vista da fuori, la T-Tronik Rebel si presenta davvero imponente, con i suoi due metri pieni di lunghezza, il manubrio che occupa ottanta centimetri e le enormi ruote tassellate da 29”. Tutto, su questa e-MTB a pedalata assistita, cattura l’attenzione, complice anche la doppia colorazione nero abbinato al caratteristico verde dell’azienda bergamasca (volendo, è disponibile anche nella più sobria combinazione nero/grafite scuro). Ma è solo salendoci sopra che si capisce quanto possa essere divertente andarci in giro.

DOTAZIONE TECNICA

Concepita espressamente per l’off-road impegnativo, la T-Tronik Rebel vanta una dotazione tecnica di tutto rispetto, nonché materiali e assemblaggi di prim’ordine: senza arrivare alle raffinatezze - e i costi - di una bicicletta in carbonio, è un’eccellente full-suspended (con ammortizzatore anteriore e centrale) ideale per scoprire le gioie del fuoristrada in montagna. Andiamo a osservarla più da vicino.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: visuale laterale

TELAIO E AMMORTIZZATORI Il telaio è in alluminio, soluzione che mantiene bassi i costi a scapito del peso (quasi 25 kg, batteria compresa), garantendo al tempo stesso la possibilità di strapazzare la Rebel senza troppi scrupoli. La forcella anteriore è un’ottima Fox Float 34 Rhythm con escursione da 150 mm e tuning specifico per le e-bike: sufficientemente larga e robusta da non impensierire nelle discese più ripide, e con la possibilità di essere bloccata quando ci si arrampica. L’ammortizzatore centrale è un Fox Float DPS Performance, con una corsa di 140mm e tre posizioni di lavoro: la prima, aperta e molto morbida, regala una grande dinamicità in discesa; la seconda, intermedia, è ottima per gli spostamenti su strada e nelle discese meno ripide. La terza, che chiude l’ammortizzatore e blocca il telaio, non è sempre presente su altri modelli, ed è invece fondamentale quando ci si arrampica, perché evita di disperdere l’energia del motore e delle gambe. Con tutte le sospensioni aperte, insomma, ci si muove davvero sul velluto, con le buche e le asperità del terreno assorbite con grande efficacia.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: la sospensione Fox centrale

CAMBIO Il cambio è un buon SRAM NX Eagle a 12 rapporti, perfetto per il fuoristrada, dalla risposta precisa e veloce. Davanti c’è una corona da 34 denti, e la cassetta posteriore da 11-50 si rivela più che sufficiente per ogni esigenza. Ho trovato ben spaziati e dimensionati tutti i rapporti, che permettono di trovare sempre, su ogni pendenza, il giusto bilanciamento tra pedalata e sforzo muscolare. La catena, una SRAM specifica per e-bike, si è rivelata robustissima.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: il cambio, più che adeguato per la montagna

DISCHI E RUOTE L’impianto frenante Shimano è a disco (da 203 mm), sia davanti che dietro, con pinze a quattro pistoncini. Non è il top di gamma ma è molto buono, ben dimensionato e capace di reggere senza problemi lunghi tratti in discesa con le manopole tirate. La regolazione della corsa del freno sul manubrio non è manuale, ma richiede una piccola chiave a brugola. Molto validi i cerchi Kenda da 29”, che ci sono stati forniti con gomme tubeless. Le dimensioni delle gomme tassellate sono 29” x 2,60”, che sullo sterrato e sui sentieri garantiscono un’ottima tenuta. La T-Tronik è compatibile con ruote 27,5” Plus e pneumatici fino a 2,8”.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: le grandi ruote e gli pneumatici tubeless

SELLA La sella è una Selle Royale Seta S1 piuttosto rigida, più che adeguata al lavoro che deve svolgere. Un plauso speciale va però al reggisella telescopico, con abbassamento differenziato a seconda delle taglie - una soluzione per nulla scontata - e che, sulla XL e sulla L della nostra prova, arriva a ben 150 mm di escursione. Il controllo dell’altezza è a portata di pollice, con una leva accanto alla manopola sinistra del manubrio. Il reggisella telescopico è ormai una presenza quasi d’obbligo sulle migliori mountain-bike, perché permette di abbassare al volo l’altezza in discesa, a tutto vantaggio di baricentro e stabilità.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: la batteria è molto capiente e non delude mai

UNBOXING La T-Tronik Rebel 9.1 fornitaci da Bianchi per la prova era nuda e cruda, ma nella scatola in cui viene venduta si trovano comunque tutti i dispositivi previsti per legge: luci, catarifrangenti per le ruote e campanello. Consiglio vivamente di montare almeno quest’ultimo, anche a rischio di rovinare l’estetica della bicicletta: quando si scende da un sentiero di montagna è sempre utile riuscire ad avvertire del nostro arrivo le persone che ci precedono.

MOTORE E BATTERIA 

CUORE ITALIANO Se il motore è il cuore pulsante di ogni bicicletta a pedalata assistita, lo è ancora di più nel caso di una e-MTB, dove serve sempre avere molta potenza e risposta pronta. Da questo punto di vista il motore Bianchi della T-Tronik Rebel 9.1 non delude mai. Montato in posizione centrale, e con una coppia massima di ben 85 Nm, permette di affrontare in tutta serenità ogni percorso, anche con pendenze superiori al 25%. L’erogazione è sempre pronta, progressiva e fluida, segue bene la pedalata e lo sforzo compiuto, anche in base anche al livello di assistenza scelto. Il sensore di sforzo sui pedali - quello che “accende” il motore elettrico - è molto sensibile, com’è giusto che sia, e basta appoggiare il piede perché la bicicletta cominci a spingere. Questo aiuta molto nelle partenze in salita, ma può lasciare un po’ spiazzati, specialmente all’inizio: preparatevi a qualche colpo di pedale sul polpaccio della gamba a terra. Il motore non è tra i più silenziosi che abbia mai provato, e questo spezza un po’ la quiete delle escursioni in alta montagna, ma non è davvero un problema. In compenso, ho apprezzato il fatto che, diversamente da altri modelli, sia fissato al telaio in maniera molto accurata e stabile, con perni orizzontali che ne impediscono qualunque movimento secondario (e gli scossoni, su una bicicletta come questa, sono tanti e continui), a tutto vantaggio di solidità e tenuta nel tempo. Davvero un lavoro encomiabile da parte dei progettisti Bianchi.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: anche i sentieri stretti di montagna non la impensieriscono

BATTERIA EXTRA-LARGE La batteria integrata è da 630 kWh, una capienza che mette al riparo da preoccupazioni e timori di rimanere “a secco”. Nei miei giri per le montagne del Trentino, anche dopo tre ore passate su e giù per sentieri, e con più di 50 km sulle spalle, con assistenza quasi sempre alta (livello 3 o 4), sono tornato a casa con oltre il 25% di carica residua. Inserita nella parte bassa del telaio, la batteria è estraibile con serratura a chiave, e protetta da una paratia in robusta plastica fissata con tre viti torx. La protezione, anche se non velocissima da rimuovere, è comunque fondamentale per proteggere gli accumulatori da sporco e detriti. Per poter ricaricare la batteria in casa senza portarsi dietro la bicicletta, insomma, mettete in conto un po’ di lavoro extra. È comunque possibile ricaricare direttamente dalla bicicletta, tramite una presa posta nella parte bassa del telaio: il connettore ha quattro contatti e un solo verso di inserimento, con fissaggio di sicurezza a vite. Tutto il processo è un po’ più macchinoso di quanto avrei voluto, e richiede sempre molta attenzione per non rischiare di rovinare i contatti, che vanno tenuti puliti. Il tempo di ricarica completo della batteria si aggira attorno alle 5 ore.

DISPLAY E LIVELLI DI ASSISTENZA

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: l'ampio display LCD e tutte le informazioni che servono

ASSISTENZA CONTINUA La T-Tronik Rebel 9.1 offre cinque diversi livelli di assistenza, molto ben calibrati. Il primo è pari al 50% dello sforzo nella pedalata, il più potente restituisce ben il 400% di potenza in più rispetto a quella delle gambe. Quando si accende la bicicletta, premendo il pulsante sulla canna del telaio, l’impostazione di default è la 3. I livelli 4 e 5 sono pensati per le salite più ripide, dove lo sforzo è maggiore, ma attenzione al rischio di perdita di aderenza quando si incontrano piccoli ostacoli (come sassi o radici) che staccano la ruota da terra. L’assistenza si gestisce da un piccolo telecomando posto alla sinistra del manubrio. Tenendo premuta la freccia in basso si attiva la modalità “walk”, che spinge automaticamente la e-bike a pochi km/h: considerato il suo non indifferente peso, scoprirete come me che si tratta di una feature fondamentale per superare i passaggi in cui le gambe non bastano più.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: il piccolo ma funzionale telecomando

DISPLAY COMPLETO Un terzo tasto consente di cambiare la modalità di visualizzazione sull’ottimo e grande display LCD, che ha anche un sensore di luminosità per accendere automaticamente la retroilluminazione dello schermo, e le luci eventualmente montate. La schermata base mostra la velocità corrente, il livello di assistenza impostato e l’autonomia residua della batteria, oltre a dati variabili su calorie consumate, velocità media ecc. C’è una schermata riepilogativa con tutti i dati relativi a tempi e km percorsi, e una in cui tenere d’occhio molte informazioni utili durante le pedalate. In particolare, ho trovato comodi i due valori distinti di potenza generata da gambe e motore, calcolati in tempo reale, che permettono di capire quanto si sta davvero spingendo, e quanto lavoro venga effettivamente svolto dal motore (spoiler: per legge, sopra i 25/26 km/h il motore si spegne e il suo contributo crolla a 0 Wh). Il sensore di velocità è quello vecchia scuola montato sui raggi della ruota posteriore, che rispetto al GPS ha un piccolo scarto per eccesso del 4/5%.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: non sempre agile nelle salite, divertentissima in discesa

IL CONTAGIRI Ancora, in questa schermata è visibile il numero di pedalate al minuto, calcolato sempre in tempo reale, e che mi è stato particolarmente utile. Per come sono abituato a muovermi e la mia cadenza di pedalata, mi sono reso conto che lo “sweet spot” giusto per me oscilla tra le 60 e le 80 pedalate al minuto: se sono sopra questo valore, passo a un cambio più duro; se sono sotto, scendo a uno più largo. Non sono cifre assolute, e credo che ognuno abbia la propria cadenza ideale; avere questa cifra sempre sott’occhio aiuta però a massimizzare l’efficienza nella pedalata e nello sforzo complessivo.

COLONNINE DI RICARICA Anche se non c’entra nulla con la bici vera e propria, segnalo che sempre più spesso, lungo le ciclabili montane, si possono trovare colonnine di ricarica gratuite - dotate perfino di prese USB per gli smartphone o altri device come il navigatore - dove fare una pausa e aggiungere un po’ di km all’autonomia della bicicletta. Recatevi presso l’ufficio informazioni locale per cartine e indicazioni a riguardo. Per usare queste colonnine dovete ovviamente portarvi appresso il caricatore, con l’aggravio di peso sulle spalle che questo comporta.

COME VA IN (FUORI)STRADA 

ARRIVA OVUNQUE Come ho già scritto in diverse occasioni, non credo che una bicicletta a pedalata assistita equivalga a “barare”, o a fare poca fatica, soprattutto nel caso di modelli - come questo - dotati di sensori di coppia e di pedalata, il cui motore eroga potenza solo quando si muovono anche le gambe. La pedalata in montagna, anche se assistita, sa essere molto faticosa e altrettanto gratificante. Il motore però aiuta, questo è innegabile: senza la sua spinta, lo ammetto, solamente a piedi avrei potuto raggiungere i luoghi dove sono invece arrivato in bici. E questo porta con sé il primo problema di un mezzo così potente e tecnico, ma al tempo stesso accessibile: si riesce ad arrivare con relativa tranquillità in zone che poi, di contro, in discesa, potrebbero rappresentare un problema. L’invito alla prudenza e a non strafare, solo perché il motore “tira”, insomma, è quantomai opportuno.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: la parte posteriore

SI PEDALA BENE ANCHE IN PIEDI La T-Tronik Rebel 9.1 è una bicicletta molto robusta, facile da usare senza essere dei “manici”, con una geometria del telaio che la rende comoda anche per pedalare in piedi nei tratti in cui è indispensabile farlo. La luce da terra è tale da permettere di superare agevolmente pezzi di sentiero con ostacoli affioranti. Il motore è instancabile e spinge tanto, tantissimo: si può salire in relativa souplesse, oppure usare di più le gambe e sfruttare la potenza extra per muoversi con maggior velocità. Nelle discese l’impianto frenante non crea mai preoccupazioni, e le due sospensioni danno un ottimo comfort, anche nei passaggi più ruvidi.

AGILITÀ NON AL TOP L’aspetto che mi è pesato di più, letteralmente, è stato il peso della bicicletta, soprattutto nelle salite più toste. A questo si accompagna un’agilità non ottimale, data dalla lunghezza del telaio e dalle ruote molto larghe: non è sempre facile riuscire a girare nello stretto, specialmente quando si carica l’anteriore nelle curve in salita. Ma quando la strada si allarga è tutta un’altra musica: la Bianchi corre, corre e sembra non volersi fermare mai, anche perché invoglia a pedalare, anche in discesa. A patto di non esagerare.

Bianchi T-Tronik Rebel 9.1: offroad alla portata di tutti

COME VA SU STRADA Come dicevo all’inizio, la strada non è il terreno ideale per la T-Tronik Rebel 9.1, ma non è improbabile che l’asfalto possa far parte del tragitto, magari in avvicinamento alla montagna. Oltre al ronzio del motore, su strada si avverte chiaramente il rumore di rotolamento dei larghi pneumatici tassellati, ma soprattutto il peso della bicicletta, dopo i 25 km/h, quando si stacca il motore e bisogna spingere con le sole gambe tutti i suoi 25 kg. 

CONCLUSIONI

La T-Tronik Rebel 9.1 è un’ottima e-MTB full suspended, costruita con mestiere ed estremamente solida, ben dimensionata e con componenti di alto livello, ideale per chi vuole iniziare a fare sul serio sui sentieri di montagna. Non è pensata per gli sportivi estremi che vogliono precipitarsi a rotta di collo lungo sentieri scoscesi, ma è perfetta per chi cerca un’affidabile compagna di strada per godersi lunghe escursioni. Il motore Bianchi da 85 Nm regala sempre una spinta molto robusta e potente, e la capacità della batteria non desta preoccupazioni per l’autonomia. Le dimensioni non indifferenti e le ruote grandi la rendono un po’ pigra nei passaggi stretti, specialmente in salita, dove richiede un po’ più di attenzione. 

SCHEDA TECNICA E PREZZO

Colori Nero/CK16 lucido - Nero/Grafite scuro lucido
Taglie S, M, L, XL
Telaio Alluminio in triplo spessore
Freni Disco 203 mm anteriore e posteriore, Shimano BR-MT250
Ruote WTB KOM Trail I30 TCS 2.0 29''
Pneumatici Kenda Hellkat 29” x 2.6”
Manopole T-One Rock T-GP34
Forcella anteriore Fox 34 Float Rhythm 150 mm
Sospensione centrale Fox Float DPS Performance
Cambio SRAM NX Eagle
Reggisella Telescopico da 150 mm con comando al manubrio
Sella Royal Seta S1
Catena SRAM SX Eagle
Motore Bianchi 250W, 85 Nm
Batteria Integrata, con protezione in plastica, capacità 630 Wh
Assistenza 5 livelli + modalità Walk
Display LCD, sensore di luminosità
Peso 24,5 kg
Ricarica 4.5/5 ore

La Bianchi T-Tronik Rebel 9.1 è disponibile presso gli store Bianchi e online (qui la pagina ufficiale) al prezzo consigliato al pubblico di 4.499 euro IVA inclusa.


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