Pubblicato il 13/01/2020 ore 09:00

PARLIAMOCI CHIARO Ok, mi tolgo subito dai piedi i faziosi in stile curva da stadio: chi compra TMAX vuole solo quello e non guarda altro, o quasi. Per chi invece non ha le idee chiare su quale scooter sportivo scegliere l’offerta è ben più ampia di quel che sembra. Dato per assodato che Honda X-ADV – almeno secondo le vendite – è il vero rivale dello scooter sportivo per eccellenza, ma che gioca con regole tutte sue (come paragonare un SUV a una berlina sportiva), il Kymco AK 550 è forse quello che per filosofia, prestazioni e piacere di guida più si avvicina al TMAX. La conferma l’ho avuta dopo averlo riguidato durante la comparativa con un altro validissimo rivale, il Sym Maxsym TL, a sole poche settimane dal lancio stampa del nuovo TMAX 560. Com’è andata? Continuate a leggere per scoprirlo.

SEMPRE LUI Le aspettative che l’hanno accompagnato nel 2017, anno in cui fu presentato, hanno schiacciato un prodotto che per look e prestazioni non avrebbe nulla da invidiare al nipponico rivale. I dati di vendita hanno deluso, ed è forse proprio per questo che il Kymco AK 550 non è mai stato aggiornato dal suo ingresso sul mercato ad oggi. Ad essere onesto, in realtà, non lo trovo nemmeno così necessario. Il suo sguardo da Dart Vader ricordato dalla firma luminosa a LED dei fari e dalla forma del muso è ancora molto attuale, così come il design del faro posteriore, anch’esso a LED. Per non parlare poi della strumentazione TFT a colori che integra il sistema Noodoe navigation, che mi permette di collegare lo smartphone e utilizzare la navigazione tramite app risparmiando giga, e di alcune chicche come le manopole riscaldabili e il sensore per la misurazione istantanea della pressione dei penumatici, roba più da moto Touring che non da scooterone.Kymco AK 550: la strumentazione Noodoe

IL SUO FORTE Forse anche perché, vi sembrerà strano, il Kymco AK 550 convince quasi più in extraurbano che non in città. Non sono ubriaco, vi giuro, ma tra le curve di una strada tortuosa e gli stop&go del traffico cittadino preferirei trovarmi in sella all’AK decisamente nella prima situazione. Il merito è del telaio di stampo motociclistico in lega d’alluminio e del frizzante bicilindrico da 551 cc, capace d 51 cv e 52 Nm di coppia. Non fraintendetemi, in città non si comporta male, anzi, il funzionamento del comparto sospensioni è davvero ottimo quando trovo buche e pavé, ma il divertimento che si prova nel guidato è di gran lunga superiore al piacere nel passare indenni da un tombino all'altro.

DA MOTO E non potrebbe essere altrimenti con una forcella a steli rovesciati con doppia piastra di sterzo (come sulle moto) e steli da 41 mm, un monoammortizzatore lasciato in bella vista e con l’impianto frenante Brembo con pinze ad attacco radiale all’anteriore. Alzare il ritmo mi viene quasi istintivo sapendo di poter contare su uno scooter ben bilanciato (50% ant- 50% post) nello scendere in piega e con il baricentro più basso della categoria, che assicura la giusta stabilità anche sul veloce.

Kymco AK 550 in azione

AUTOSTRADA OK MA… Con una velocità di punta di 160 km/h reali (verificati con il GPS) e una buona riserva di coppia quando si viaggia a velocità codice, autostrade e tangenziali non sono affatto un problema a livello di prestazioni. A non convincermi pienamente è il confort, il riparo offerto dall’aria dalla carena e dal plexiglass (regolabile su due posizioni ma solo con attrezzi) non sono ottimali: le ginocchia rimangono esposte e si formano fastidiosi vortici d’aria dietro alla nuca. Specialmente in inverno la copertina per le ginocchia diventa un accessorio fondamentale.

ALLE PRESE CON LA GIUNGLA Ahimè, il mondo non è fatto di sole strade curvose, e a lavorare bisogna pur andarci. Nonostante sia dichiaratamente un motociclista duro e puro per il casa/ufficio non disdegno affatto lo scooter. L’AK non è certo un 125 a ruote alte, il peso di 233 kg e l’interasse lungo non rendono lo slalom tra le auto in coda propriamente un gioco da ragazzi, senza contare che gli specchi di stile motociclistico sono posizionati proprio alla stessa altezza di quelli delle auto. Lo spunto al semaforo è bruciante, tanto da far indispettire qualche motociclista che puntualmente vuol prendersi la rivincita a quello successivo, ma tale prontezza di trasmissione, specialmente alla prima apertura di gas, mette a dura prova gli addominali di pilota e passeggero (ho rischiato di scappare via dalla sella un paio di volte quando ho fatto da passeggero). La mappa Rain, che dovrebbe mitigare il comportamento dello scooter su fondi scivolosi – data anche l’assenza del Traction Control – non risolve il problema. Kymco AK 550: nel vano sottosella ci sta un casco integrale

PRATICITÀ OK Quando si tratta di scooter la praticità è un argomento fondamentale, e nemmeno l’AK 550 può sottrarsi dall’analisi di questo aspetto. La capacità di carico generale non è male, ci sono due vani nel retroscudo e un ampio vano sottosella. Quanto ampio? Ci sta comodamente un casco integrale, ma anche due jet se non avete la testa di Megamind. Se vi dovesse servire spazio extra consiglio di consultare il ricco catalogo di accessori dedicati e scegliere tra i bauletti messi a disposizione da Kymco, alcuni anche in tinta con la carrozzeria dello scooter. Per gli oggetti più piccoli si possono sfruttare i vani porta oggetti – uno dei quali dotato di presa per la ricarica dello smatphone – ma a causa della loro forma irregolare e dell’assenza della serratura non è consigliabile depositarci oggetti di valore. Peccato, perché con il sistema keyless che controlla l’accensione, l’apertura del vano sottosella, del serbatoio del carburante e il meccanismo bloccasterzo sarebbe stato lecito aspettarselo. Qui i marchi premium (Honda e Yamaha su tutti) fanno la differenza.

PREZZO Il punto forte del Kymco AK 550, lo avrete capito, probabilmente è il piacere di guida che trasmette ma anche nel rapporto qualità/prezzo non sfigura affatto, d’altronde è pure sempre la punta di diamante della gamma Kymco. Le finiture sono di ottima qualità e soluzioni come le manopole riscaldabili, la connettività della strumentazione e le leve regolabili sono ulteriori conferme. Il tutto a meno di 10.000 euro, 9.990 per la precisione. Non mancano nemmeno le promozioni per abbattere ulteriormente il prezzo rottamando un vecchio scooter o aver in omaggio lo scarico racing Proma, il leggendario brand italiano degli anni ’80 e ’90.  


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