Pubblicato il 15/10/2018 ore 10:09

A NOI DUE! Per anni me la sono vista sparire in uscita di curva come un razzo, decisamente troppo più prestazionale rispetto alla sportiva 600 che uso nel tempo libero. La sua coppia strabordante (141 Nm) ha suscitato in me un misto di rabbia, frustrazione e invidia nei confronti dei proprietari di turno, ma ora è il Mio turno… KTM Super Duke 1290 R, a noi due!

MUSCOLOSA Mi avvicino guardingo, la livrea nera della Super Duke in prova mette in risalto le linee muscolose, sembra quasi di aver di fronte “Iron” Mike Tyson pronto a prenderti a cazzotti. Faccio un giro perlustrativo e, nello spazio di un 360°gradi, mi accorgo della quantità di accessori in carbonio o alluminio ricavato dal pieno sono equipaggiati… Probabilmente solo quelli costano quanto la mia fidata sportiva: parafango anteriore e posteriore in carbonio, para carter in carbonio. Insomma, carbonio in ogni dove. Tutti accessori extra, presenti nel ricchissimo catalogo Power Parts che non fanno altro che farmi salire ancor di più la voglia di saltare in sella.

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VITA DA MODELLA Lo faccio con lieve difficoltà, la seduta del pilota non è posta in alta quota (84 cm da terra) ma il codino e la seduta del passeggero, ben più rialzata rispetto a quella del pilota, obbligano chi non è particolarmente lungo di gamba a spaccate degne della Fracci. Una volta in sella però tutto è al posto giusto. Ci si trova ben inseriti all’interno della moto con braccia e ginocchia in posizione naturale. A sorprendere è la vita stretta, quasi da modella, della Super Duke che permette tanto di appoggiare bene i piedi a terra al semaforo, quanto avere il controllo della situazione tra le gambe nella guida sportiva, grazie anche alla forma rastremata del serbatoio.

TEMPORALE IN ARRIVO Finisco la presa di contatto da fermo facendomi spiegare tutte le impostazioni di un’elettronica davvero raffinata, ma pur sempre facile da interpretare e gestire grazie ai comandi sul blocchetto sinistro, e schiaccio il pulsante d’accensione. Niente chiave da girare, la Super Duke 1290 è dotata di sistema Keyless che comanda anche l’apertura del tappo del serbatoio. Un paio di giri di motorino d’avviamento e vengo travolto dal rombo cupo del bicilindrico da 1.301 cc, esaltato anche dal terminale Akrapovic appositamente “accordato” per la mia Super Duke. Ogni volta che entro in una galleria al centro Epson Meteo aggiornano le previsioni… Temporale in arrivo!

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STEP BY STEP Forviato dai video KTM in cui mostravano la Super Duke in modalità bestia indomabile, inizio cauto a saggiarne le capacità. Parto con la modalità Rain che taglia a “soli” 130 cv la potenza massima e regola la risposta dell’acceleratore (disponibile solo se si acquista il Track Pack da 390 euro), la risposta del gas è fluida e permette di affrontare terreni viscidi senza troppi patemi d’animo. Comoda eh… ma passiamo oltre.

VELOCE, VELOCISSIMO, RITORNO AL FUTURO Passo alla mappa Street: potenza piena, 177 cavalli pronti a ogni colpo di sperone. In questa modalità i controlli si comportano come un severo generale, niente scodinzolii o impennate, la parola d’ordine è fare strada. E la si fa in un batter di ciglia, ora capisco perché quelli che beccavo sui passi di montagna aspettavano l’uscita di curva per ribaltare il gas e sparire verso quella successiva. Dopo averci preso gusto decido di passare alla Sport. La risposta del gas diventa fulminea, quasi prende alla sprovvista. I controlli diventano più permissivi e le pratiche teppistiche divengono quasi naturali. L’ultima, la Track, permette di settare nei minimi dettagli ogni parametro che vi venga in mente: dal freno motore, passando per ABS (disinseribile totalmente o solo al posteriore) e anti impennata. Roba da smanettoni 2.0.

DOTAZIONE DA VIAGGIATRICE Smetto di fare il programmatore e mi dirigo verso un trittico pieno di curve: Passo della Cisa, Passo del Bracco e Val Trebbia, non esente però da un trasferimento autostradale. Qui è inutile dire che la protezione dal vento è lontana dall’essere ottimale, ma a velocità codice la situazione è comunque sopportabile. Imposto il Cruise Control e mi dirigo verso Parma. Nel tragitto noto delle leggere vibrazioni a regime costante, nulla di grave, sia chiaro, ma il comfort ne risente.

INDIGESTIONE DI CURVE Esco dall’autostrada e ne approfitto per fare un rabbocco di carburante: la Super Duke in autostrada è decisamente meno assetata di quel che pensavo, il computer di bordo registra un consumo di 4,7 litri/100 km (a fine giornata il consumo si attesterà a 4,9). Finalmente inizia il divertimento, la ciclistica è adeguata praticamente ad ogni andatura, solo nei tornanti più stretti avverto una leggera pesantezza all’anteriore. Nonostante l’immagine da macho la Super Duke preferisce una guida fluida e rotonda, in questo modo si divorano le curve senza fatica. Se invece la maltrattate lei si scatena e si scompone… divertente, ma dopo pochi km vi ritroverete a bordo strada frastornati come un pugile alla 12sima ripresa. Ricordate Tyson?

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ALZO IL RITMO Danzando tra le curve ci prendo gusto e decido di alzare il ritmo. Più velocità equivale a più lavoro per sospensioni e freni. Nelle frenate più profonde l’impianto Brembo dotato di ABS Cornering funziona alla perfezione. Solo quando le pinze monoblocco M50 mordono più del dovuto i dischi da 320 mm all’anteriore, a moto molto inclinata, interviene l’ABS a ricordarmi di non essere in circuito. Le sospensioni, rigorosamente WP, totalmente regolabili copiano senza problemi le imperfezioni del nastro d’asfalto senza perdere il rigore nella guida con il coltello tra i denti. Certo, qualche diretta concorrente a breve utilizzerà le sospensioni semi attive ma sulla Super Duke, forse, sarebbero quasi superflue. 

LUCI… E OMBRE A causa del progressivo accorciarsi delle giornate il ritorno verso casa lo affronto nel buio pesto della notte, squarciato come una lama dal potente faro anteriore full LED che, insieme alla colonna sonora dello scarico, mi apre la strada tra le auto in coda come nel film di Jim Carrey “Una settimana da Dio”. Nel frattempo, grazie alla connettività del sistema KTM My Ride, che permette di interfacciare la strumentazione con il proprio smartphone per gestire le chiamate in entrata e ascoltare file musicali (naturalmente se si è dotati di casco con interfono), ascolto la mia musica preferita. Dopo questo viaggio ho avuto modo di apprezzare la KTM Super Duke 1290 R anche nel percorso casa lavoro, apprezzandone l’agilità anche nei passaggi più “scooteristici”. In questo tipo di percorso ho riscontrato un funzionamento impreciso dell’indicatore del livello carburante, segnalatomi durante una sosta caffè anche da altri possessori. Perfettibile anche il cambio Quickshifter, non sempre fluido nei cambi marcia.

PREZZO DA RACE REPLICA Dopo averla provata posso confessare di essermene innamorato, d’altronde come dice il detto popolare: chi disprezza compra. Rimanendo in tema, per acquistare la KTM 1290 Super Duke R come quella da me testata sono necessari 19.776 euro, 2.896 euro in più rispetto alla versione base. Nei quasi tremila euro di accessori sono compresi: 170 euro circa di componenti lavorati a CNC, 660 euro per i parafanghi in carbonio, 300 euro di copri carter, sempre in carbonio e oltre 1.700 euro divisi tra Track Pack, Performance Pack e scarico Slip-on Akrapovic. Tanti? Beh, siamo ai livelli delle supersportive ma con un tasso di usabilità nel quotidiano decisamente migliore.  

 

IN QUESTO SERVIZIO

CASCO NOLAN N60-5 CARLOSCHECACARRERA

GIACCA IXON FIGHTER

GUANTI IXON RS CIRCUIT HP

JEANS MACNA STONE REGULAR

SCARPE DAINESE STREET BIKER DW-P


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