RISORTA Final Edition. Due parole che spesso significano, almeno in campo motociclistico, l’ultimo capitolo di una storia, ricca o povera di successo che sia. È toccato anche alla classica di Kawasaki, la W800, il vedersi affibbiare le due fatidiche paroline eppure… Eppure con stupore a Eicma 2018 l’annuncio: la W 800 ritorna, per di più migliorata. Fine del viaggio nel tempo, si torna al presente; davanti a me la nuova W 800 Street pronta per un test ride approfondito. Risorta dalle ceneri.

ALL BLACK Quasi a farmi capire il lutto per l’assenza dai listini la trovo di nero completamente vestita, le cromature del vecchio modello vengono accantonate, eccezion fatta per quelle dei terminali. Poesia a parte, il nero della W 800 mi piace perché esalta la semplicità e la robustezza che mi trasmette fin dal primo sguardo. Avete presente il detto inglese “Less is more”?

NEOCLASSICA A rilanciare il segmento delle classiche fu proprio lei, all’epoca era ancora 650 cc, ancora prima della classica british per eccellenza. Non mi sorprende che la nuova W 800 sia dunque facilmente confondibile per una moto veramente d’epoca, le linee sono proprio quelle giuste: sella piatta, cerchi a raggi, manubrio largo e faro tondo. Proprio quest’ultimo, una volta acceso, svela l’arcano. I LED fanno una luce che negli anni ‘70 avrebbero attribuito ad una navicella spaziale. Altra concessione alla modernità sono i due piccoli schermi LCD che integrano gli strumenti analogici di contagiri e tachimetro.Kawasaki W 800 Street 2019

NUOVO SCHELETRO Rispetto alla vecchia W 800, Kawasaki ha aggiornato profondamente la ciclistica al fine di rendere la nuova W 800 Street più stabile e piacevole tra le curve. Me ne accorgo facilmente delle misure degli pneumatici montanti su nuovi cerchi da 18 pollici con canale leggermente maggiorato, dal doppio freno a disco e dalla forcella ora da 41 mm diametro. Per ottimizzare il tutto ci sono anche molle più rigide ed un telaio rivisto nella parte della doppia culla.

MESSA ALLA PROVA Per verificare la bontà di tanto sforzo ingegneristico nipponico salto in sella. La posizione in sella è caratteristica: il manubrio è a metà tra quello di una scrambler e quello della bici da passeggio di Don Matteo ma triangola bene con la sella rasoterra e le pedane leggermente avanzate. Il risultato è una posizione di guida rilassante e per nulla impegnativa, l’ideale per passeggiare.

MARCIATRICE Che la W 800 Street abbia i cromosomi della marciatrice piuttosto che del centometrista mi è chiaro appena do un’occhiata alla scheda tecnica. Il motore bicilindrico da 733 cc è in grado di erogare 48 cv a 6.000 giri/min, non propriamente quelli di una moto ad alte prestazioni. La sua caratteristica migliore è la fluidità che mi permette di far frullare il motore a bassi regimi e sfruttare l’elasticità e la buona dose di coppia (68 Nm). Tra i plus ci metto anche il sound: il borbottio che mi avvolge è quello dei motori di un tempo e non manca nemmeno qualche bello scoppiettio in rilascio. Brum, spepem, tum, tum.

Kawasaki W 800 Street 2019: il vecchio tamburo è sostituito da un freno a disco

AGILE Il passaggio alla ruota da 18 pollici all’anteriore l’ha resa una moto più agile rispetto a prima. Certo, non vi aspettate il miracolo, la W 800 Street ama la guida rotonda e fluida. Quando il ritmo si alza sento la mancanza di maggiore luce a terra e un po’ di mordente da parte dell’impianto frenante, specificamente nella parte iniziale della frenata. Ma come si diceva poc’anzi i ritmi tambureggianti non le appartengono.

A SUO AGIO Capita l’antifona me la godo a passeggio lungo le rive del lago, utilizzando il cambio di rado (comunque precisissimo) e i freni con il giusto tempismo… così è tutt’altra storia. Tornando in città mi accorgo anche di quanto sia una valida alternativa allo scooter in città: il pavé non la spaventa, lo slalom tra le auto in coda nemmeno e nonostante le corna di bue al posto del manubrio ci si infila tra gli specchietti di furgoni e suv. Il tutto con un baricentro bassissimo che aiuta a gestire il peso non proprio piuma di 221 kg in ordine di marcia.

IL CAFE… E IL CONTO Tirando le somme, la Kawasaki W 800 Street ha tutte le carte in regola per rituffarsi in un segmento, quello delle classiche, davvero agguerrito. Il comportamento dinamico è valido, le finiture nonostante non rubino l’occhio sono ben fatte, l’unico appunto si potrebbe fare sul prezzo: 9.840 euro. Alcune rivali per qualche migliaia di euro in meno offrono traction control e riding mode. Non saranno indispensabili, ma ai motociclisti sempre più esigenti piacciono. Per gli amanti delle Café Racer c’è la versione Café che si differenzia per il cupolino, il manubrio più sportivo e un diverso layout della sella.

 

 


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