Comparativa scooter adventure 2026: Honda, Voge, Zontes, Aprilia
Comparativa

Scooter adventure, sfida a quattro: Honda, Aprilia, Zontes e Voge. Qual è il migliore?


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27 minuti fa - I migliori scooter adventure a confronto, tra città e svago

Honda ADV350, Zontes 368 G, Aprilia SR GT 400 e Voge SR450X: quattro interpretazioni dello scooter adventure. Ecco il nostro confronto.
MotorBox, prima di tutti gli altri

Gli scooter adventure non sono più una nicchia, ma una delle realtà più interessanti del mercato italiano. Bastano tre numeri per capirlo: nel 2025 Honda X-ADV ha conquistato 7.737 clienti, ADV350 ne ha convinti 6.039 e il debuttante Zontes 368 G ha raggiunto quota 3.532 immatricolazioni. Numeri importanti, che spiegano perché sempre più costruttori vogliano una fetta di questa torta. E così, mentre Honda difende il ruolo di riferimento della categoria, Zontes rilancia con una dotazione da maxi, Aprilia mette sul piatto il proprio DNA sportivo e Voge prova a sparigliare le carte con un motore bicilindrico.

Quattro scooter, quattro interpretazioni dello stesso concetto: un mezzo pratico per tutti i giorni, ma capace di trasformare anche una semplice gita fuori porta in una piccola avventura. Quale dei quattro riesce meglio nell'impresa? Per scoprirlo li abbiamo messi uno contro l'altro.

La prova in video

 

Zontes 368 G: dotazione da maxi, ambizioni da adventure

Comparativa scooter adventure 2026, Zontes 368GComparativa scooter adventure 2026, Zontes 368G

Lo Zontes 368 G è arrivato sul mercato con le idee chiare: offrire tanto, tantissimo, a un prezzo competitivo. A partire dal motore monocilindrico di 368 cc, raffreddato a liquido e con distribuzione bialbero a quattro valvole, capace di sviluppare 38,7 CV a 7.500 giri/min e 40 Nm a 6.000 giri/min. Numeri che lo collocano ai vertici della categoria tra i monocilindrici.

Anche la ciclistica racconta le sue ambizioni adventure: forcella a steli rovesciati da 41 mm con doppia piastra, sospensioni regolabili, cerchi a raggi tangenziali tubeless da 17 e 14 pollici e pneumatici dal disegno misto. La luce a terra raggiunge i 180 mm, mentre a fermare i 197 kg in ordine di marcia provvedono due dischi da 300 e 240 mm, assistiti dall'ABS. La sella è a 795 mm dal suolo e il serbatoio contiene ben 17,5 litri.

Comparativa scooter adventure 2026, il display di ZontesComparativa scooter adventure 2026, il display di Zontes

Ma è alla voce equipaggiamento che lo Zontes gioca le sue carte migliori. La dotazione comprende acceleratore ride by wire con due mappe motore, controllo di trazione, cruise control, strumentazione TFT con connettività, keyless, monitoraggio della pressione degli pneumatici e doppia telecamera. Non mancano manopole e sella riscaldabili, prese USB e illuminazione full LED.

Insomma, difficile chiedere molto di più a uno scooter di questa categoria. Almeno sulla carta, perché sarà interessante capire quanto questa abbondanza si traduca in un reale vantaggio nell'utilizzo quotidiano.

Zontes 368G: comfort e dotazione da riferimento, con qualche compromesso nella guida sportiva

Praticità

Lo Zontes 368G è, insieme al Voge, lo scooter che più cerca di conquistarti attraverso la dotazione. Il vano sottosella è molto capiente e presenta una particolarità che ci è piaciuta: è rivestito internamente, una soluzione che protegge gli oggetti e limita i rumori provocati dai loro movimenti durante la marcia. Davanti troviamo un solo cassettino, privo di serratura, e su questo punto il Voge conserva un vantaggio.

Per il resto, però, lo Zontes offre davvero tanto: manopole riscaldabili per il pilota, selle riscaldabili per entrambi gli occupanti con tre livelli di regolazione, dashcam, cruise control e una dotazione luminosa particolarmente completa. Proprio l'illuminazione è uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente, soprattutto utilizzandolo di sera. Il fascio luminoso è potente e arriva lontano, mentre i comandi retroilluminati permettono di individuare immediatamente il pulsante giusto anche al buio. Sono piccole attenzioni che nell'utilizzo quotidiano fanno la differenza.

Peccato per il parabrezza. Il sistema di regolazione riprende sostanzialmente quello dell'Honda, con due blocchi laterali da sbloccare prima di poter modificare l'altezza. È macchinoso e richiede entrambe le mani: una soluzione decisamente meno pratica rispetto alla regolazione elettrica del Voge.

Uso cittadino e con passeggero

Comparativa scooter adventure 2026, in città con ZontesComparativa scooter adventure 2026, in città con Zontes

Lo Zontes si avvicina al Voge per dimensioni e peso, ma una volta in sella trasmette sensazioni piuttosto diverse. La posizione di guida è particolare: sella relativamente bassa e manubrio alto, quasi da chopper. All'inizio bisogna farci l'abitudine, perché ci si sente seduti piuttosto in basso rispetto al punto in cui si impugnano le manopole.

La caratteristica che emerge maggiormente, però, è la morbidezza delle sospensioni. La forcella ha una grande capacità di assorbimento e copia con facilità buche, pavé e dossi. Anche il posteriore segue questa filosofia: rispetto al precedente 368G, Zontes ha rivisto gli ammortizzatori scegliendo una taratura più confortevole, pur rinunciando a una delle regolazioni disponibili in precedenza. Nell'utilizzo cittadino il risultato si apprezza, soprattutto quando l'asfalto è malridotto. Personalmente, però, ho trovato l'assetto un po' troppo morbido e poco frenato nei movimenti di ritorno. Anche nelle semplici aperture e chiusure dell'acceleratore si avverte un certo beccheggio, quasi come se lo scooter galleggiasse sulle sospensioni. È una scelta che può piacere molto a chi mette il comfort al primo posto, mentre chi preferisce una guida più dinamica potrebbe desiderare una taratura maggiormente sostenuta. Va precisato che abbiamo effettuato il confronto mantenendo le regolazioni standard.

Sul fronte motore, lo Zontes non è altrettanto brillante nelle partenze. Nonostante i buoni valori dichiarati di potenza e coppia, la risposta iniziale della trasmissione è meno pronta rispetto a quella dei concorrenti. Quando gli altri scattano, lui impiega qualche istante in più a prendere velocità.

In coppia, invece, il comfort torna protagonista. La sella è comoda e riscaldabile anche per il passeggero, mentre le maniglie sono sufficientemente lunghe e presentano persino un rivestimento antiscivolo piacevole al tatto. La posizione delle gambe è leggermente più raccolta rispetto ad Aprilia e Honda, ma rimane complessivamente buona. Anche in questo caso si percepisce una certa attenzione ai dettagli, soprattutto pensando all'utilizzo quotidiano durante i mesi più freddi.

Piacere di guida

Comparativa scooter adventure 2026, lo Zontes è in azioneComparativa scooter adventure 2026, lo Zontes è in azione

Lo Zontes è probabilmente lo scooter che più divide quando si parla di piacere di guida, perché dipende molto da quello che cercate. Se amate un mezzo morbido, capace di filtrare le irregolarità dell'asfalto, potreste trovarvi benissimo. Se invece vi piace affrontare le curve con un certo ritmo, la taratura standard delle sospensioni richiede qualche adattamento. Nei curvoni veloci è quello che mi ha trasmesso meno feeling. L'avantreno tende a muoversi e questa sensazione di ondeggiamento finisce per propagarsi lungo lo scooter, rendendo meno immediata la sintonia tra pilota e mezzo. Non è tanto una questione di maneggevolezza, quanto di precisione e sostegno. Con una guida più sportiva mi piace sentire l'avantreno ben caricato e sapere esattamente come reagirà lo scooter quando imposto la traiettoria.

Qualcosa migliora intervenendo sulle regolazioni idrauliche oppure adottando una guida più motociclistica, accompagnando l'ingresso in curva con un po' di freno anteriore. L'ho sperimentato anche durante un successivo utilizzo serale: caricando maggiormente l'avantreno, lo Zontes diventa più convincente e restituisce sensazioni migliori.

Il motore, invece, mostra il suo lato più interessante fuori città. Se nelle partenze paga qualcosa ai concorrenti, nell'allungo recupera terreno: i 130 km/h autostradali si mantengono senza difficoltà e rimane una buona riserva di spinta per completare un sorpasso. In questo contesto torna utile anche il cruise control, un accessorio che sul Voge avrei voluto trovare. Promosso l'impianto frenante, efficace e convincente anche nel confronto con gli altri scooter.

Uso in fuoristrada

Comparativa scooter adventure 2026, in fuoristrada con ZontesComparativa scooter adventure 2026, in fuoristrada con Zontes

Quando arriva il momento di affrontare una strada bianca, alcune caratteristiche dello Zontes che sull'asfalto mi avevano lasciato perplesso iniziano ad avere molto più senso.

La posizione di guida, con sella bassa e manubrio alto, permette infatti di alzarsi comodamente sulle pedane dedicate. Una volta in piedi, l'ergonomia ricorda quasi quella di una maxienduro, naturalmente con tutti i limiti imposti dall'architettura di uno scooter. È proprio qui che l'ho trovato più convincente rispetto al Voge: il manubrio alto facilita il controllo e permette di gestire meglio i movimenti del mezzo senza dover assumere una posizione troppo sacrificata. Anche la taratura morbida delle sospensioni diventa un vantaggio, perché permette di copiare efficacemente le asperità del terreno e affrontare i tratti sconnessi con un buon livello di comfort.

La possibilità di disattivare ABS e controllo di trazione lascia inoltre maggiore libertà nella gestione della frenata e della trazione. Se avesse una risposta iniziale del motore un po' più vivace, probabilmente sarebbe ancora più divertente. Nel complesso, però, per ergonomia e capacità di assorbimento, lo Zontes è uno degli scooter che mi hanno convinto maggiormente quando abbiamo abbandonato l'asfalto. Rimane naturalmente valido il solito avvertimento: stiamo parlando di scooter adventure, perfetti per affrontare strade bianche e percorsi sterrati non troppo impegnativi, non di mezzi con cui andare a cercare mulattiere o passaggi da enduro specialistico.

Honda ADV350: l'esperienza conta

Comparativa scooter adventure 2026, Honda ADV350Comparativa scooter adventure 2026, Honda ADV350

L'ADV350 è il veterano del gruppo, quello che ha contribuito a rendere popolare la formula dello scooter adventure di media cilindrata. Honda non ha mai cercato di stupire con numeri da record, preferendo puntare su equilibrio, praticità e una meccanica ampiamente collaudata.

Il monocilindrico eSP+ di 330 cc, raffreddato a liquido e con distribuzione monoalbero a quattro valvole, sviluppa 29,2 CV a 7.500 giri/min e 31,5 Nm a 5.250 giri/min. È il meno potente del confronto, ma promette consumi contenuti: 29,4 km/l dichiarati, che con il serbatoio da 11,7 litri significano oltre 340 km di autonomia teorica.

Il telaio tubolare in acciaio è abbinato a una forcella rovesciata da 37 mm con doppia piastra e 125 mm di escursione, mentre dietro lavorano due ammortizzatori con serbatoio separato, regolabili nel precarico. I cerchi in lega misurano 15 e 14 pollici, l'impianto frenante Nissin utilizza dischi da 256 e 240 mm e non mancano ABS a due canali e controllo di trazione HSTC regolabile ed escludibile.

Comparativa scooter adventure 2026, il display di HondaComparativa scooter adventure 2026, il display di Honda

Con 186 kg in ordine di marcia e una sella a 795 mm, l'ADV350 punta anche sull'accessibilità. La dotazione comprende parabrezza regolabile su quattro posizioni, Smart Key, strumentazione TFT da 5 pollici con Honda RoadSync, presa USB-C e un generoso vano sottosella illuminato, capace di ospitare due caschi integrali.

Meno appariscente dei rivali, ma con tutte le carte in regola per confermarsi uno degli scooter più razionali del gruppo.

Honda ADV350: la praticità prima di tutto, senza rinunciare al divertimento

Praticità

L'Honda ADV350 è lo scooter che interpreta meglio il concetto di praticità quotidiana, soprattutto nella configurazione commercializzata in Italia con Smart Top Box di serie. Il vano sottosella è già capiente, ma aggiungendo il grande bauletto posteriore lo spazio di carico complessivo diventa praticamente imbattibile. Per chi usa lo scooter tutti i giorni, tra casco, zaino, borsa della palestra e spesa, è un vantaggio difficile da ignorare. Il bauletto è integrato nel sistema keyless e si apre comodamente senza dover cercare la chiave. L'unico piccolo appunto riguarda qualche rumorino sulle irregolarità dell'asfalto: a volte dà quasi l'impressione di non essere stato chiuso correttamente, anche quando è tutto a posto.

Meno convincente la disponibilità di piccoli vani portaoggetti: davanti ne troviamo soltanto uno, sul lato sinistro, privo di serratura. Anche il parabrezza, pur regolabile su diverse posizioni, utilizza un meccanismo che richiede di agire sui due sblocchi laterali. Non è una regolazione che viene voglia di effettuare frequentemente durante il tragitto. Inoltre, tra i quattro, è quello che ho trovato meno protettivo nella zona delle spalle, un dettaglio emerso soprattutto durante la giornata di prova sotto la pioggia.

Uso cittadino e con passeggero

Comparativa scooter adventure 2026, in città con HondaComparativa scooter adventure 2026, in città con Honda

Bastano pochi metri per capire perché l'ADV350 sia così apprezzabile in città. Ci sali e ti sembra quasi di averlo sempre guidato.

È compatto, ben bilanciato e permette di appoggiare facilmente i piedi a terra. A differenza degli scooter adventure più specialistici, non ha strutture laterali che allargano inutilmente la zona delle pedane, rendendo più complicato mettere giù il piede quando ci si ferma. Nel traffico intenso è uno dei migliori: lo sterzo risponde rapidamente, ma senza diventare nervoso, e nelle manovre strette lo scooter trasmette sempre una bella sensazione di controllo. Anche le sospensioni, pur non offrendo particolari possibilità di regolazione, hanno una taratura azzeccata per l'utilizzo quotidiano.

La presenza del passeggero non rovina questo equilibrio. Il peso contenuto e la buona distribuzione delle masse aiutano nelle ripartenze, nelle inversioni e in tutte quelle situazioni in cui uno scooter più grosso potrebbe mettere maggiormente in difficoltà. Dal punto di vista di chi siede dietro, poi, il bauletto cambia completamente l'esperienza. Il grande schienalino imbottito offre un appoggio comodo e permette di rilassare le braccia, compensando maniglie che, da sole, non garantirebbero altrettanta libertà di movimento. La sella è sufficientemente ampia e ben imbottita, mentre le pedane mantengono le ginocchia in una posizione naturale. Per l'utilizzo quotidiano in coppia, è uno dei pacchetti più convincenti.

Piacere di guida

Comparativa scooter adventure 2026, Honda in azioneComparativa scooter adventure 2026, Honda in azione

Guardando la scheda tecnica, con una potenza inferiore ai 30 CV, si potrebbe pensare che l'Honda sia destinato a inseguire gli altri. In realtà, almeno nella prima parte dell'accelerazione, le cose vanno diversamente. L'ADV350 è sorprendentemente guizzante allo scatto da fermo, tanto da riuscire a mettersi dietro lo Zontes nelle nostre prove. La sensazione è che Honda abbia lavorato molto bene sulla taratura della trasmissione, privilegiando proprio le situazioni più frequenti nell'utilizzo cittadino: semafori, ripartenze e continue variazioni di velocità.

La risposta all'acceleratore è precisa e immediata. Non avrà la spinta dell'Aprilia o il carattere del bicilindrico Voge, ma sfrutta davvero bene quello che ha a disposizione. E quando arrivano le curve? Anche qui l'ADV350 si difende benissimo. Il telaio è stabile, le sospensioni lavorano bene e soprattutto lo scooter trasmette una confidenza tale da invogliare a tenere un po' più aperto il gas. Il limite principale, nel confronto diretto, è la frenata: per ottenere la stessa decelerazione degli altri bisogna esercitare una pressione maggiore sulle leve. Non significa che freni male, ma passando continuamente da uno scooter all'altro la differenza si avverte.

Molto ben calibrato, invece, il controllo di trazione. Durante la prova sul bagnato, ripartendo con la ruota posteriore che attraversava la segnaletica orizzontale, l'Honda riusciva a proseguire con maggiore fluidità rispetto ad alcuni concorrenti, che tendevano a tagliare la potenza in maniera più evidente.

Uso in fuoristrada

Comparativa scooter adventure 2026, in fuoristrada con HondaComparativa scooter adventure 2026, in fuoristrada con Honda

Se l'ADV350 è probabilmente il più cittadino del gruppo, è anche quello che mostra meno attitudine al fuoristrada impegnativo. Non significa che abbia paura delle strade bianche: un tratto sterrato per raggiungere la casa in montagna, un agriturismo o una spiaggia è perfettamente alla sua portata. Semplicemente, rispetto agli altri, invita meno a cercare il divertimento quando il fondo diventa sconnesso.

La ciclistica rimane equilibrata e l'ABS è ben tarato, tanto da non intervenire prematuramente durante la guida sullo sterrato. Peccato però che sia l'unico dei quattro a non permettere la disattivazione dell'ABS sulla ruota posteriore. Quando le difficoltà aumentano, inoltre, viene naturale procedere con maggiore cautela e aiutarsi più spesso con i piedi. Per come la vedo io, l'ADV350 è perfetto per chi vuole soprattutto uno scooter comodo, intuitivo e pratico, con la possibilità di affrontare qualche strada non asfaltata senza troppe preoccupazioni. Se invece lo sterrato diventa una parte importante del divertimento, gli altri tre hanno qualcosa in più da offrire.

Aprilia SR GT 400: lo sportivo della compagnia

Comparativa scooter adventure 2026, Aprilia SR GT 400Comparativa scooter adventure 2026, Aprilia SR GT 400

Aprilia arriva nella categoria con una ricetta che rispecchia perfettamente il DNA di Noale: prima di tutto il piacere di guida. L'SR GT 400 nasce infatti attorno a una ciclistica specifica, con soluzioni tecniche che strizzano l'occhio al mondo delle moto.

Il monocilindrico 400 hpe Euro 5+ di 399 cc, raffreddato a liquido, eroga 36 CV a 7.500 giri/min e 37,7 Nm a 5.700 giri/min. Tra le sue particolarità troviamo la lubrificazione a carter secco e la frizione automatica multidisco in bagno d'olio, abbinata alla trasmissione CVT. Il peso in ordine di marcia è contenuto in 186 kg, a tutto vantaggio del rapporto peso/potenza.

Il telaio a doppia culla in acciaio lavora insieme a una forcella rovesciata da 41 mm con doppia piastra e 120 mm di escursione. Al posteriore troviamo due ammortizzatori a gas con serbatoio separato e precarico regolabile. Particolarmente interessante l'impianto frenante, con disco anteriore flottante da 300 mm e pinza radiale a quattro pistoncini. Le ruote in lega misurano 16 e 14 pollici, mentre la luce a terra raggiunge i 190 mm.

Comparativa scooter adventure 2026, il sottosella di ApriliaComparativa scooter adventure 2026, il sottosella di Aprilia

L'elettronica comprende ABS a due canali, disattivabile al posteriore, e controllo di trazione regolabile su due livelli oppure escludibile. Completano il quadro keyless, strumentazione TFT da 5 pollici, presa USB-C, parabrezza regolabile manualmente e illuminazione full LED. La connettività Aprilia MIA è optional sulla versione standard e di serie sulla Rally Replica.

La sella a 820 mm è la più alta del gruppo, mentre il serbatoio contiene 12 litri. Rispetto ai concorrenti cinesi, Aprilia sembra aver investito meno negli effetti speciali e più nella sostanza ciclistica. Una scelta che promette di farsi sentire tra le curve.

Aprilia SR GT 400: lo scooter adventure che ama le curve

Praticità

L'Aprilia SR GT 400 è probabilmente lo scooter che più mi piace esteticamente tra i quattro, ma questa sua linea sportiva e filante presenta il conto quando si parla di praticità. La coda, quasi motociclistica, lascia meno spazio al vano sottosella rispetto ai concorrenti, mentre davanti troviamo un solo cassettino portaoggetti. Insomma, se siete abituati a caricare lo scooter con la spesa, il casco e tutto quello che vi serve durante la giornata, gli altri offrono qualcosa in più. Se invece vi muovete leggeri, magari con uno zainetto, il compromesso diventa decisamente più accettabile.

Anche il parabrezza regolabile non è il massimo della comodità. Il meccanismo è semplice, ma azionarlo durante la marcia richiede una certa attenzione: meglio trovare la posizione giusta prima di partire o approfittare di una sosta al semaforo per modificarla.

Uso cittadino e con passeggero

Comparativa scooter adventure 2026, in città con ApriliaComparativa scooter adventure 2026, in città con Aprilia

Con i suoi 186 kg dichiarati, l'Aprilia è, insieme all'Honda, il più leggero del confronto. E nel traffico questa caratteristica si sente tutta. Il manubrio è abbastanza largo da garantire un buon controllo, ma rimane più stretto rispetto a quello dei concorrenti. Anche gli ingombri complessivi sono contenuti e permettono di infilarsi con facilità tra le auto. La sella è la più alta del gruppo, ma è anche piuttosto snella nella zona del cavallo: questo aiuta a raggiungere terra meglio di quanto il dato sulla scheda tecnica potrebbe far pensare.

Personalmente l'ho trovato uno dei più azzeccati per il commuting quotidiano. È svelto, intuitivo e ha una distribuzione dei pesi che mi è piaciuta parecchio, anche se rispetto all'Honda si avverte un baricentro leggermente più alto. Promosse anche le sospensioni: non sono regolabili, ma la taratura di serie è ben riuscita. Tra pavé, buche e dossi non ho mai avvertito quella botta secca che ti fa desiderare di poter intervenire sull'assetto.

E in coppia? Il passeggero non sta affatto male, anche se la sportività dell'Aprilia si riflette pure sul suo spazio a disposizione. La porzione posteriore della sella è più piccola rispetto a quella dei rivali e le maniglie, pur sufficientemente lunghe, obbligano a cercare l'appoggio corretto proprio nella loro parte terminale. Le pedane, invece, mantengono le ginocchia a un'angolazione confortevole. Dal posto di guida posso aggiungere che la presenza del passeggero non stravolge il comportamento dello scooter. Anche senza intervenire sul precarico, ho ritrovato buona parte della maneggevolezza e della facilità di gestione apprezzate viaggiando da solo. Naturalmente, per un utilizzo abituale in coppia, consiglio sempre di adeguare la regolazione delle sospensioni al carico.

Piacere di guida

Comparativa scooter adventure 2026, Aprilia in azioneComparativa scooter adventure 2026, Aprilia in azione

Se cercate lo scooter più divertente del confronto, per me la risposta è piuttosto semplice: Aprilia SR GT 400. È quello che mi ha convinto maggiormente quando abbiamo abbandonato il traffico per cercare qualche bella curva. Il merito è soprattutto della ciclistica, che riesce a trasmettere una sensazione di equilibrio e connessione tra pilota e mezzo davvero riuscita.

L'avantreno è preciso, il telaio lavora bene e la distribuzione dei pesi permette di affrontare anche le curve veloci con grande naturalezza. Si sente che a Noale hanno lavorato per dare a questo scooter un carattere ben distinto da quello del Beverly con cui condivide la base motoristica. Anche il motore ha una bella personalità: risponde con vigore, accelera rapidamente e conserva un ottimo allungo. Anzi, nelle nostre prove comparative di accelerazione, ripresa e velocità massima, l'Aprilia è risultata sistematicamente la più efficace, indipendentemente dal peso del pilota. Un risultato interessante, considerando che sulla carta il Voge bicilindrico dispone di valori di potenza e coppia superiori.

Il rovescio della medaglia è una maggiore presenza meccanica: rispetto ai rivali si avvertono qualche vibrazione e un po' di rumorosità in più. Personalmente non le considero necessariamente un difetto, perché contribuiscono a restituire quella sensazione di motore vivo e sportivo che caratterizza l'SR GT. Ottima anche la frenata, la migliore del confronto per potenza e consistenza. Mi ha convinto persino il controllo di trazione: impostato sul livello meno invasivo interviene comunque quando serve, ma senza risultare fastidioso o tagliare eccessivamente la spinta.

Uso in fuoristrada

Comparativa scooter adventure 2026, in fuoristrada con ApriliaComparativa scooter adventure 2026, in fuoristrada con Aprilia

L'Aprilia è stata una piacevole sorpresa anche quando abbiamo lasciato l'asfalto. Non è lo scooter che offre la posizione di guida più specialistica: mancano le pedane aggiuntive che permettono di alzarsi comodamente in piedi, presenti invece sui due concorrenti cinesi. Eppure, sul nostro tratto di strada bianca, è stato uno di quelli con cui mi sono divertito di più.

Il motivo è sempre lo stesso: leggerezza, distribuzione dei pesi, ciclistica equilibrata e motore pronto. Anche guidando da seduto riesco a gestirlo con naturalezza, giocare con le traiettorie e affrontare le irregolarità senza avere la sensazione di portarmi dietro uno scooter ingombrante. Le sospensioni assorbono bene gli ostacoli e il controllo di trazione si è dimostrato efficace anche sui fondi a bassa aderenza. Naturalmente non stiamo parlando di una moto da enduro, ma se per raggiungere un agriturismo o una casa in campagna dovete percorrere qualche chilometro di sterrato, l'SR GT non soltanto può farlo: riesce anche a rendere il tragitto piuttosto divertente.

Voge SR450X: due cilindri per distinguersi

Comparativa scooter adventure 2026, Voge SR 450 XComparativa scooter adventure 2026, Voge SR 450 X

In una categoria dominata dai monocilindrici, Voge ha deciso di giocare una carta diversa. Il suo SR450X è infatti l'unico protagonista di questa comparativa a montare un motore bicilindrico parallelo, una soluzione che lo avvicina, almeno concettualmente, al mondo delle moto.

L'unità di 398 cc, raffreddata a liquido, sviluppa 43,5 CV a 8.000 giri/min e 44 Nm a 5.750 giri/min: valori che ne fanno il più potente del quartetto, con quasi 15 CV di vantaggio rispetto all'Honda.

La ciclistica prevede una forcella rovesciata KYB da 37 mm, sospensioni regolabili e ruote da 17 e 14 pollici, una combinazione che ne sottolinea la vocazione adventure. La luce a terra è di 180 mm, mentre l'impianto frenante utilizza dischi da 300 e 240 mm con ABS. La sella si trova a 795 mm dal suolo e il serbatoio da ben 18 litri è il più capiente del confronto, a conferma delle ambizioni turistiche del progetto.

Anche sul fronte dotazioni Voge non sembra voler lasciare nulla al caso. Troviamo keyless, controllo di trazione, monitoraggio della pressione degli pneumatici, doppia telecamera, radar posteriore e strumentazione digitale con navigazione. A questi si aggiungono parabrezza regolabile elettricamente, manopole e sella riscaldabili, prese USB, paramani e bauletto.

Comparativa scooter adventure 2026, il sottosella di VogeComparativa scooter adventure 2026, il sottosella di Voge

Un equipaggiamento particolarmente ricco, accompagnato da una meccanica che rappresenta il principale elemento di differenziazione rispetto ai rivali. Il rovescio della medaglia potrebbe essere rappresentato dal peso e dagli ingombri, soprattutto nell'utilizzo cittadino. Ma per chi cerca uno scooter adventure con cui macinare chilometri, il Voge sembra avere argomenti decisamente interessanti.

Voge SR450X: il bicilindrico che mette d'accordo comfort e piacere di guida

Praticità

Se Honda punta sulla praticità attraverso il bauletto, Voge sceglie un'altra strada: riempire lo scooter di tutto quello che potrebbe servire durante l'utilizzo quotidiano. Il vano sottosella è enorme, uno dei più capienti del confronto, e davanti troviamo due cassettini portaoggetti dotati di serratura. Un dettaglio tutt'altro che trascurabile, visto che è l'unico dei quattro a permettere di bloccare anche questi piccoli vani quando ci si allontana con la chiave in tasca.

La dotazione comprende selle e manopole riscaldabili su più livelli, con il riscaldamento disponibile anche per il passeggero. Ma il particolare che ho apprezzato maggiormente è il parabrezza regolabile elettricamente, una comodità che si impara a sfruttare soprattutto quando si alternano percorsi cittadini e tratti extraurbani. In città preferisco tenerlo più basso per vedere meglio buche e tombini, mentre fuori città basta un comando per sollevarlo e aumentare la protezione dall'aria.

C'è però una piccola controindicazione: la curvatura nella parte superiore del plexiglas genera una distorsione ottica. In base alla propria altezza, può capitare che questa zona finisca proprio davanti agli occhi. Nel mio caso è bastato abbassare leggermente il parabrezza per risolvere il problema, ed è proprio qui che la regolazione elettrica torna utile.

Uso cittadino e con passeggero

Comparativa scooter adventure 2026, in città con VogeComparativa scooter adventure 2026, in città con Voge

Il Voge è uno degli scooter più imponenti della comparativa e, inevitabilmente, nel traffico bisogna farci un po' la mano. Rispetto ad Aprilia e Honda richiede maggiore attenzione quando ci si infila negli spazi stretti o si affrontano manovre rapide. Il peso superiore, gli ingombri e la ruota anteriore da 17 pollici lo rendono meno svelto, anche se il bilanciamento complessivo è riuscito.

L'assetto ha una taratura piuttosto sostenuta, caratteristica che personalmente apprezzo. La ruota anteriore di grande diametro e le sospensioni regolabili permettono di affrontare pavé, buche e dossi con una capacità di assorbimento davvero notevole, senza quella sensazione di eccessiva morbidezza che ho riscontrato sullo Zontes. Il bicilindrico è un altro dei suoi punti di forza nell'utilizzo quotidiano. La trasmissione è ben calibrata, l'erogazione è fluida e la risposta all'apertura dell'acceleratore risulta precisa. A questo si aggiunge un sound piacevole, che contribuisce a rendere il Voge più appagante anche quando ci si limita al tragitto casa-ufficio.

Il passeggero è trattato particolarmente bene. La porzione posteriore della sella è molto ampia, con un'imbottitura dalla consistenza corretta e, soprattutto, riscaldabile. Le maniglie sono lunghe e permettono di trovare facilmente un appoggio efficace anche nelle accelerazioni più decise. Le pedane sono leggermente più alte rispetto a quelle di Aprilia e Honda, quindi le ginocchia rimangono un po' più raccolte, ma senza arrivare a una posizione scomoda.

Nel complesso è probabilmente lo scooter sul quale sceglierei più volentieri di affrontare un viaggio in coppia.

Piacere di guida

Comparativa scooter adventure 2026: il Voge in azioneComparativa scooter adventure 2026: il Voge in azione

Il bicilindrico del Voge è il motore più potente e ricco di coppia sulla carta, ma durante la prova abbiamo scoperto che i numeri non raccontano tutta la storia. Nelle accelerazioni e nelle riprese l'Aprilia riesce comunque a prevalere, mentre il Voge rimane abbastanza vicino senza riuscire a imporsi. Mi sarei aspettato qualcosa in più soprattutto nell'allungo: superati indicativamente i 135 km/h, la progressione tende ad appiattirsi. È una sfumatura che emerge soprattutto nel confronto diretto, perché nell'utilizzo normale il motore rimane piacevolissimo. Mi piacciono la fluidità, la precisione della trasmissione e quel carattere pieno che soltanto il bicilindrico riesce a offrire all'interno di questo gruppo.

Tra le curve bisogna fare i conti con una certa inerzia nei cambi di direzione. L'accoppiata di ruote da 17 e 14 pollici e la stazza generale non permettono di raggiungere la rapidità dell'Aprilia o la facilità dell'Honda. Eppure il Voge ha un asso nella manica: un assetto efficace e ben sostenuto, che permette di guidare anche in maniera piuttosto dinamica. L'avevo già apprezzato durante il mio viaggio da Milano a Genova, affrontando anche le curve del Passo del Faiallo. Si può frenare con decisione, accompagnare l'ingresso in curva con un filo di freno e contare su un avantreno che trasmette una buona sensazione di solidità.

Anche l'impianto frenante mi ha convinto. Se devo trovare una vera mancanza pensando ai viaggi, è il cruise control. Il Voge offre due modalità di guida, Normal e Sport, ma con l'acceleratore a cavo la differenza percepita è piuttosto contenuta. Un comando elettronico del gas e il regolatore di velocità avrebbero completato molto bene un pacchetto già convincente.

Uso in fuoristrada

Comparativa scooter adventure 2026, in fuoristrada con VogeComparativa scooter adventure 2026, in fuoristrada con Voge

Il Voge dispone di alcune caratteristiche che tornano utili quando si lascia l'asfalto: pedane dedicate alla guida in piedi, sospensioni dalla buona capacità di assorbimento e possibilità di disattivare sia ABS sia controllo di trazione. Anche il motore si presta bene a questo utilizzo. L'erogazione del bicilindrico è pastosa e prevedibile, qualità che aiutano a dosare la spinta sui fondi con poca aderenza.

L'ergonomia, però, non mi ha convinto completamente. Rispetto allo Zontes, il manubrio è più basso e quando ci si alza sulle pedane si avverte maggiormente il peso dello scooter. Non sono riuscito a raggiungere quella sensazione di leggerezza e giocosità che, curiosamente, ho provato sull'Aprilia pur guidandola da seduto. Questo non significa che il Voge non sia capace di affrontare uno sterrato, anzi. Le sospensioni lavorano bene e la posizione in piedi permette di alleggerire il carico sulla schiena quando arrivano le irregolarità più marcate. È uno scooter con cui ci si può togliere qualche soddisfazione anche fuori dall'asfalto, purché si tenga presente che peso e dimensioni continuano a essere quelli di uno scooterone, non di una moto da enduro.

Dati a confronto

Modello

Motore

Potenza dichiarata

Coppia

Peso dichiarato

Serbatoio

Consumo rilevato

Prezzo

Zontes 368 G mono 368 cc 38,7 CV a 7.500 giri 40 Nm a 6.000 giri 203 kg (ordine di marcia) 17,5 l 26,5 km/l 6.690 €
Honda ADV 350 mono 330 cc 29,2 CV a 7.500 giri 31,5 Nm a 5.250 giri 186 kg (ordine di marcia) 11,7 l 26,8 km/l 7.100 €
Aprilia SR GT 400 mono 399 cc 36 CV a 7.500 giri 37,7 Nm a 5.700 giri 186 kg (ordine di marcia) 12 l 24,7 km/l 6.800 €
Voge SR 450 X bicilindrico 398 cc 43,5 CV a 8.000 giri 44 Nm a 5.750 giri 197 kg (a secco) 18 l 23,6 km/l 6.490 € (in promozione)

Il verdetto finale

Comparativa scooter adventure 2026, la differenza prezzo è minore di quello che si possa pensareComparativa scooter adventure 2026, la differenza prezzo è minore di quello che si possa pensare

Come avrete certamente notato leggendo la prova, il confronto tra i protagonisti del nostro confronto è piuttosto serrato, con punti di eccelenza e debolezze per ognuno dei partecipanti, ma spesso questi possono risultare anche molto soggettivi. Proprio per questo motivi ci è difficile eleggere un vincitore assoluto, ma proviamo a consigliare una scelta esatta in base alle potenziali esigenze. Se siete alla ricerca di uno scooter che non vi faccia sentire la nostalgia della moto per quanto riguarda il piacere di guida, Aprilia è la scelta che vi consigliamo. Se invece volete tanta praticità e facilità di gestione allora Honda è quello che fa al caso vostro. Per quanto riguarda comfort e dotazione Zontes ci ha convito a pieno mentre il bicilindrico di Voge è la scelta da fare se volete uno scooter ricco ma anche unico per sound e caratteristiche del suo motore, quello che più ci ha convito.

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Danilo Chissalé
Danilo Chissalé
Un talento naturale, nel senso che si è ritrovato a seguire la sezione Moto dopo aver svolto in passato ogni mestiere immaginabile, tranne quello di web editor. Ad aiutarlo, un amore smisurato per tutto ciò che gira attorno alle due ruote, oltre a una contagiosa simpatia e a una professionalità esemplare, che in breve tempo hanno contribuito a fare di Danilo un personaggio amato da colleghi e appassionati. Presto o tardi, il volume della musica che ascolta in cuffia mentre scrive le sue prove ne farà un centauro sordo più di uno scarico privo di Db killer.

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