Prova

Buell Lightning Super TT XB12STT


Avatar Redazionale , il 04/03/07

14 anni fa - Una naked fuori dagli schemi.

Anche stavolta la ricetta del geniaccio americano è a dir poco originale. Ingredienti principali sono una naked, due targhe portanumero e un parafanghino alto, cui si aggiungono due gomme semi-tassellate. Alla fine, ecco sfornata la nuda che non c'era.

Benvenuto nello Speciale BUELL RACING PROJECT, composto da 13 articoli. Seleziona gli articoli di tuo interesse cliccando il sommario BUELL RACING PROJECT qui sopra, oppure scorri a fondo pagina la panoramica illustrata dell'intero speciale!


"Guarda il video
  su Injection.Tv"

COM'E' E adesso, bravo chi riesce a catalogare questa moto! Se già ognuna delle "normali" realizzazioni di Mr Buell è qualcosa sui generis, con l'ultimo progetto l'eclettico Erik si è davvero superato. Supermotard e streetfighter sono due parole che colgono solo due profili della nuova XB12STT, codice fiscale della Lightning Super TT. Apparsa per la prima volta al Salone di Milano è ora bell'e pronta a far capolino nelle vetrine delle concessionarie.

TAGLIA E CUCI Per realizzarla, negli States sono partiti dalla versione allungata della Lightning, la Long, nome in codice XB12Ss e l'hanno incrociata con la Ulysses, la Buell giramondo, inserita a forza nella categoria Adventure Sportbike. A livello ciclistico le hanno dato una stiracchiata all'interasse (che passa da1.360 a 1.365 mm) e hanno chiuso un po' l'angolo del cannotto di sterzo (da 24° a 23,5°). Tutto questo si vede però solo se armati di microscopio elettronico.


RACING STYLE
A occhio nudo si nota invece che i designer hanno annacquato quello stile un po' da esploratrice della Ulysses per fare la punta agli artigli e tirare fuori dal cilindro un'anima da racer. La Lightning Super TT ricorda per certi versi le moto da dirt track, con due tabelle portanumero laterali. Sono loro, insieme ai paramani e alla sella insolitamente lunga e piatta, quasi da cross, il principale segno distintivo della linea, che si chiude con un codino esile come quello delle altre sorelle bruciasemafori

BLACK & WHITE Il resto lo fa il bianco candido, unico colore a listino (è la base migliore per una personalizzazione), che regala da solo un aspetto diverso dal solito all'unghia che fa da cupolino, al serbatoio e ai parasteli della forcella. Il segreto delle doti trasformistiche delle Buell in fondo è questo: minimaliste come sono, sanno con pochi tocchi sapienti assumere di volta in volta una personalità diversa. E ciò nonostante la base comune sia in pratica sempre la stessa.

TUTTO AL CENTRO La XB12STT mantiene infatti il noto telaio in alluminio che ospita all'interno delle travi il serbatoio della benzina da 16,7 litri. Quello dell'olio è ricavato invece tra le pareti del forcellone. Ciò per la migliore centralizzazione delle masse attorno al baricentro, con gli sbalzi ridotti all'osso. In tal senso lavora anche lo scarico, sistemato come vuole la tradizione della Casa sotto il motore.

MR MUSCOLO Quest'ultimo è il classico bicilindrico a V di 45° da 1.203 cc di origine Harley-Davidson in configurazione Thunderstorm, montato con il sistema Uniplanar per lo smorzamento delle vibrazioni. Alimentato a iniezione elettronica, dispone, così come già sulle altre versioni, di 100 cv tondi tondi a 6.600 giri, mentre il picco di coppia è di 110 Nm a 6.000 giri. Un dato, questo, che dice però poco sulla capacità di tiro sin dai regimi più bassi, vero fiore all'occhiello di tutte le Buell e della STT in particolare, grazie a un'attenta accordatura della centralina. A far da spalla al motore ci sono un cambio a cinque marce e la caratteristica trasmissione finale a cinghia, silenziosa e praticamente esente da manutenzione.


DISCO VOLANTE
Un'altra bandiera della Buell è il freno anteriore detto ZTL, con la pista frenante da 375 mm fissata al cerchio e lavorata da una pinza a sei pistoncini. Più tradizionale la scelta al posteriore, con un disco da 240 mm. I cerchi sono in lega da 17" e calzano pneumatici profondamente scolpiti (si potrebbe dire anche semitassellati), i Pirelli Scorpion Sync nella misura 120/70 davanti e 180/55 dietro. Come per il resto della gamma, la forcella è a steli rovesciati completamente regolabile, da 43 mm griffata Showa. Stesso fornitore anche per il mono posteriore, a sua volta aggiustabile nel precarico e nel freno idraulico, in estensione e in compressione.

ANCHE PER DUE La XB12STT entra in listino al prezzo di 11.495 euro, il più basso della gamma XB12. La versione standard è in configurazione monoposto, visto che la presenza delle tabelle portanumero esclude quella delle pedane per il passeggero. Chi avesse un anima gemella (o sperasse di trovarla in un secondo tempo, complice magari la moto...) non disperi, comunque.I poggiapiedi per il secondo sono acquistabili a parte e montabili in alternativa alle tabelle con poca fatica. La Lightning Super TT è infatti regolarmente omologata per due. Cosa curiosa, per l'impiego in coppia è necessario sostituire anche la sella: quella in dotazione, pur essendo più accogliente delle normali biposto Buell non ha una cinghia per permettere al passeggero di aggrapparsi.

COME VA La posizione che si assume in sella alla STT è naturalissima. Il manubrio ha un'angolazione ideale. Largo e alla giusta distanza, assicura un ottimo braccio di leva. La sella non è a una piazza e mezza come quella delle altre Lightning ma è matrimoniale e fa un certo effetto averla tutta a disposizione. Liscia come un'asse da stiro, permette di avanzare e arretrare a piacere.


SUA ALTEZZA L'altezza dichiarata
è di soli 798 mm ma una volta a bordo l'impressione è di è stare un po' più in alto, visto che la forma squadrata dell'imbottitura sostiene bene e tiene le cosce appena aperte. La cosa non ha comunque controindicazioni. Anche chi è più basso della media arriva comunque a mettere saldamente i piedi a terra e si guida meno raccolti, con le ginocchia meno piegate e quindi più comode. Il ponte di comando è un classico per la Buell. Il blocchetto di accensione è sulla parte sinistra del cupolino e la strumentazione è raccolta in un cruscottino dall'aria un po' povera, come quella dei blocchetti elettrici.

LA DIFFERENZA C'E' Una pressione sul pulsante di avviamento e il bicilindrico si avvia con uno scossone e con un suono inconfondibili. Bastano pochi metri per capire che la STT conferma la regola secondo cui le Buell sembrano tutte uguali ma poi, alla fine, cambiano davvero. E neppure poco. Con tutto il peso a ridosso del baricentro, ogni minima variazione della geometria della ciclistica si avverte bene e il discorso vale anche per le regolazioni delle sospensioni.

GIROTONDO I piccoli interventi fatti dagli ingegneri regalano alla Lightning Super TT una gran fluidità d'azione. Complice forse anche il diverso profilo dei pneumatici, la discesa in piega non sarà fulminea come quella della compattissima XB12S ma la manovra è più tonda. Inoltre, una volta impostata la traiettoria, si ha una sensazione di maggior rigore, che permane anche quando si viaggia a passo spedito in autostrada.


VIA COL VENTO
I lunghi rettilinei non sono il pane quotidiano della Buell ma la STT si difende comunque bene, iniziando ad alleggerirsi un po' di avantreno solo quando si galoppa a velocità da ritiro immediato della patente. Una simile andatura non è comunque sopportabile a lungo, con il busto completamente esposto all'aria. Sorprendentemente efficaci nel riparare le gambe sono invece le protezioni in gomma montate sul telaio, davanti alle ginocchia.

VAI COL LISCIO Apprezzabile è pure l'ampia libertà di movimento offerta dalla sella, che permette di cambiare posizione e rende meno affaticanti i lunghi viaggi. Provata in Tunisia, le cui strade non brillano certo per il grip, la STT non ha potuto esprimere tutto il suo potenziale in curva. In queste condizioni ha tuttavia dimostrato una notevole sincerità, pur con asfalto lucido come una lastra di vetro.

ACCORDATO AD HOC Nonostante i valori di potenza e di coppia siano identici a quelli delle altre versioni, anche il motore ha le sue peculiarità, grazie a una mappatura leggermente diversa della centralina. La STT sembra così leggermente più fluida nell'erogazione ai bassi e accetta più volentieri di riprendere in quinta anche da velocità di poco superiori ai 50 km/h. L'elasticità è dunque più che mai il punto di forza di questo V-twin, che tira fuori dalle curve come una fionda ed è una vera forza della natura ai medi. Le doti di allungo sono discrete ma non serve chiamare in causa il limitatore, insistendo troppo con il gas. Questa Buell è più redditizia se si guida snocciolando una marcia dopo l'altra.

ADDOLCITA Il lavoro di rimappatura sulla centralina rende un po' più dolce anche il comportamento nell'apri-chiudi ma non riesce a cancellare del tutto la risposta brusca tipica un po' di tutte le Buell. In mezzo al traffico si deve quindi lavorare un po' di frizione per marciare in modo fluido ma per fortuna lo sforzo richiesto dalla leva non è alla portata solo di chi ha le mani di Braccio di Ferro ma, eventualmente, anche di chi le ha come Olivia. Resta invece duretto il cambio, che ha talvolta innesti piuttosto contrastati e rumorosi.


CARTE IN REGOLA
E il fuoristrada? La Lightning Super TT gioca a fare l'avventuriera ma il fisico resta quello di una moto da asfalto. Tutto quello che si può concedere, grazie ai pneumatici semi-tassellati, è qualche divagazione sullo sterrato ma il sospetto è che saranno però in pochi a lamentarsi. Con una personalità prorompente, una guida tonda e il prezzo più allettante della gamma XB12, la STT ha tutte le carte in regola per far breccia nel cuore di chi ama le naked muscolose.


Pubblicato da Paolo Sardi, 04/03/2007
Gallery
Buell Racing Project
Logo MotorBox