Dl Trasporti e monopattini anche su strade extraurbane. Perché?
Sicurezza stradale

Stretta o liberi tutti? Monopattini anche su strade extraurbane


Avatar di Lorenzo Centenari , il 05/11/21

3 settimane fa - Il decreto Trasporti apre provinciali e statali ai monopattini. Perché?

Il dl Trasporti impone ai monopattini le frecce direzionali e il limite di velocità, ma apre loro provinciali e statali. Perché?

Doveva essere un giro di vite: a ben guardare, somiglia più a una promozione. Se da un lato, infatti, il decreto Infrastrutture interviene sul Codice della Strada inserendo, per i monopattini elettrici, l'obbligo di indicatori di direzione e di freno, abbassando inoltre il limite di velocità di 5 km/h (da 25 km/h a 20 km/h), allo stesso tempo apre loro la circolazione fuori dai centri abitati. Monopattini liberi di frequentare anche qualunque strada extraurbana secondaria (in pratica, tutte tranne autostrade e tangenziali), e così fotografie divenute virali (sotto, un esempio dei tanti) smarriranno il loro carico di trasgressione. Con buona pace - è questo il punto - della sicurezza. Prossimo passo, sul serio, le strade a pedaggio?

Monopattini alla conquista del mondo Monopattini alla conquista del mondo

LA SEGNALAZIONE Ma cosa afferma, di preciso, il decreto? Perché in realtà il testo non autorizza i monopattini a circolare su statali e provinciali in modo esplicito. Alla conclusione, come prontamente sottolineato dall'ASAPS (Associazione amici della Polizia Stradale), ci si arriva per esclusione.

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PRIMA... La formulazione originale dell’art. 1, comma 75-terdecies, della legge n. 160 del 27 dicembre 2019, prevedeva che “i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica [...] possono circolare esclusivamente sulle strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, ove è consentita la circolazione dei velocipedi, nonché sulle strade extraurbane, se è presente una pista ciclabile, esclusivamente all'interno della medesima. Nota bene: ''se è presente una pista ciclabile''.

...E DOPO Ecco, ora, come il decreto trasforma il comma in questione: “I monopattini a propulsione prevalentemente elettrica possono circolare esclusivamente su strade urbane con limite di velocità di 50 km/h, nelle aree pedonali, su percorsi pedonali e ciclabili, su corsie ciclabili, su strade a priorità ciclabile, su piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata ovvero dovunque sia consentita la circolazione dei velocipedi. Dovunque? Quindi anche su strade extraurbane senza pista riservata. Cioè la stragrande maggioranza.

Monopattini come le bici. Anche fuori città Monopattini come le bici. Anche fuori città

INFRAZIONE AUTORIZZATA Non va infatti dimenticato che i monopattini elettrici sono già oggi equiparati dal Codice della Strade alle comuni biciclette. E poiché alle biciclette, in assenza di pista ciclabile, su strade extraurbane è permesso di viaggiare sulla sede stradale riservata ai veicoli a motore, ne consegue che anche i colleghi ''a guida eretta'' sono patentati ad avventurarsi fuori città, anche laddove non esistano sedi protette. Ma allora perché abbassare il limite di velocità, aumentando così la discrepanza col flusso del traffico veicolare? Rischiano gli utenti in monopattino, rischiano gli automobilisti. Salvo circolari che chiariscano l'equivoco, il CdS legalizza ora un'infrazione. Ancor prima che da un Codice, giudicata tale dal buon senso.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 05/11/2021
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