Pubblicato il 04/05/20

MAESTRO GUINTOLI Sylvain Guintoli, Campione del Mondo SBK nel 2014 e attuale pilota collaudatore Suzuki MotoGP, sta sfruttando al meglio il periodo di stop del mondo delle competizioni dando vita a interessanti video – che posta sul suo canale YouTube - in cui spiega di tutto: dai consigli di guida in pista fino alle differenze tecniche che ci sono tra MotoGP e moto stradali. L’ultimo capitolo riguarda il cambio seamless, utilizzato dai prototipi guidati da Rins, Marquez e Rossi, spiegando in termini comprensibili anche a chi non ha una laurea in ingegneria meccanica, il suo funzionamento e le differenze che ci sono con i cambi tradizionali.

VANTAGGIOSO MA… Le moderne supersportive sono ormai tutte equipaggiate con sofisticati cambi quickshifer che permettono di inserire e scalare le marce in maniera fulminea senza dover perdere tempo nell’azionare la leva della frizione. Le cambiate sono fulminee, nell’ordine del decimo di secondo… lo stesso tempo che si impiega a sbattere le ciglia o accendere e spegnere la luce della cucina. Tempi rapidissimi, roba dell’altro mondo… se non fosse che c’è chi sa essere ancor più rapido, il cambio seamless utilizzato dalle MotoGP. I moderni quickshifter permettono il passaggio da una marcia all’altra interrompendo l’alimentazione per una frazione di secondo, il tempo necessario per far sì che il selettore passi all’ingranaggio necessario. Ciò però comporta una perdita di coppia che genera scossoni alla ruota posteriore e perdite di tempo che in MotoGP non ci si può permettere. Il seamless riduce i tempi di cambiata da un decimo a un centesimo di secondo (tenendo preselezionato il rapporto seguente), riducendo il taglio di coppia la moto risulta più stabile, consuma meno gomma essendo meno sollecitata e meno carburante, oltre a far diventare la trasmissione morbida “come il burro” stando alle parole del francese. Perché questi vantaggi vengono applicati solo alla MotoGP e non nelle altre categorie come la Moto2 o la SBK? La colpa  dei costi di realizzazione elevatissimi, motivo per cui non lo vedremo mai sulle moto stradali, nemmeno su quelle da oltre 200 CV che, secondo Guintoli, sono le uniche su cui si avvertirebbero benefici effettivi. Per tutte le informazioni guardate il suo video qui sotto!

 


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