DUE RUOTE, CHE PASSIONE! Che il mercato delle biciclette (muscolari, ma anche a pedalata assistita) sia in costante crescita non è certo cosa nuova: stando agli ultimi dati ANCMA, nel 2020 il mercato è aumentato del 20% rispetto all’anno precedente, con oltre due milioni di pezzi venduti. Merito (o colpa) anche della pandemia, sicuramente, e di un modo di intendere la mobilità che è cambiato in maniera radicale, e repentina.

SEMPRE CARICHI Sull’onda di questo trend (che continuerà ad aumentare con il ritorno della possibilità di muoversi per le vacanze), il gruppo svizzero del settore energy Repower, già impegnato nel mondo della mobilità elettrica a quattro ruote, ha lanciato il progetto DINAclub, vera e propria rete di ricarica per biciclette a pedalata assistita. Le infrastrutture che vedete in queste immagini, dallo stile essenziale ma elegante, sono state progettate dallo studio del Compasso d’Oro alla carriera Makio Hasuike, e permettono di accogliere sette biciclette (anche non elettriche) e di ricaricarne quattro contemporaneamente.

COME FUNZIONANO Le strutture di ricarica si affiancano a un portale di comunicazione realizzato in collaborazione con la app komoot, leader mondiale nel settore del cicloturismo, che permette di individuarle come punti di interesse nelle mappe presenti all’interno della app. In questo modo è possibile pianificare escursioni più lunghe di quanto garantito dalla batteria della bicicletta, per esempio prevedendo una sosta “tecnica” a pranzo. I tempi di ricarica sono gli stessi (lunghi) di casa, naturalmente, almeno fin quando qualche produttore non deciderà di montare sulle sue e-bike caricatori capaci di assorbire una potenza maggiore rispetto ai tradizionali 2,3 kW.

ANCHE GAMIFICATION Sul sito dinaclub.repower.com sono disponibili itinerari, spunti e novità legati al mondo delle due ruote e del cicloturismo. A questo si affianca uno spazio dedicato alla rete degli host DINAclub, con un’attività di gamification: ogni host DINAclub dispone infatti di un QR code che, se scansionato con il proprio telefono, permette di accumulare punti per riscattare nuove mappe da esplorare, ed entrare in una classifica che, a intervalli regolari, premia i ciclisti più virtuosi - ossia coloro che hanno realizzato il maggior numero di check-in.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.





