Pubblicato il 17/08/20

MOSSA SALVA MERCATO Come ci racconta la cronaca di questi giorni il Covid-19 non è affatto un lontano ricordo, anzi, con i contagi nuovamente in aumento il fantasma di un nuovo sciagurato lockdown torna ad aleggiare nell’aria. Il virus ha danneggiato la popolazione, certo, ma anche il mercato delle due ruote – seppur ora manifesti un incoraggiante ripresa - nei mesi scorsi ne ha risentito. Concessionari con serrande abbassate, uffici con pratiche archiviate a rilento e uno stock di oltre 200.000 veicoli a due ruote omologati Euro 4 ancora da immatricolare. La soluzione al problema sembrerebbe la proroga delle immatricolazioni Euro 4 proposta dall’ACEM (Associazione Europea Costruttori) alla Commissione europea. Cerchiamo di fare chiarezza su cosa comporta questa proposta e come questa potrà influenzare il futuro di alcune novità moto previste per il 2021.

LA NORMATIVA OGGI Prima di affrontare le novità proposte dall’Associazione Europea Costruttori è doveroso fare il punto su cosa prevede la normativa attuale. Come saprete l’Euro 5 è entrato in vigore a inizio 2020, alcune novità presentate nel corso di quest’anno già rispettano la normativa vigente – la Yamaha Tracer 700 ad esempio – ma tante altre sono ancora omologate secondo gli standard Euro 4. Come è possibile tutto ciò? Grazie alle deroghe concesse alle case che possono continuare a produrre e commercializzare un certo limite di veicoli Euro 4. Dal 2021 però, ad oggi, nessuna deroga sarà concessa e qui sorge il problema degli stock in eccesso.MV Agusta è tra le case che sfruttano la deroga

LA PROPOSTA DI PROROGA Tra qualche giorno la Commissione europea presenterà il documento sulla regolamentazione dell’entrata in vigore dell’Euro 5, dunque la proposta dell’ACEM è stata presentata quasi al suono della campanella. Il documento dei Costruttori richiede lo slittamento dei termini per lo stop alla produzione e commercializzazione dei veicoli Euro 4 alla fine del 2021. Voci di corridoio riportano di una parziale approvazione da parte della Commissione europea che sarebbe favorevole alla proroga per la vendita di moto e scooter ma non alla produzione. La partita è ancora aperta, ma quali sono gli scenari potenziali?

CHI GIOISCE? Partiamo dall’anello principale della catena, il consumatore. Ad oggi le restrizioni antinquinamento non sono particolarmente severe con le due ruote, all’utente finale cambia poco acquistare un veicolo Euro 4 rispetto ad un altro Euro 5. La situazione cambia radicalmente per chi le moto le deve vendere. Spesso (quasi sempre) i concessionari acquistano un numero di moto predefinito dalle case costruttrici, in alcuni casi facendone anche una “scorta”. Il problema non si pone se i modelli sono best seller come BMW R 1250 GS o Africa Twin, ma nell’accordo talvolta rientrano anche delle “pecore nere” difficilmente vendibili, figuriamoci con il divieto di vendita che disastro ne verrebbe fuori… Per fortuna la Commissione sembra pronta a venire in contro alle esigenze dei più deboli. E i costruttori? Alcuni sono al lavoro alle proprie novità a prescindere dallo sviluppo di questa situazione, ma per altri la deroga permetterebbe di aver più tempo a disposizione per evitare difetti di gioventù oltre che a far digerire meglio ai concessionari l’arrivo di altre moto da vendere oltre alle famose Euro 4 già presenti in vetrina. Si attendono sviluppi in tempi brevi, l’autunno non è poi così lontano.


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