Per Kawasaki non è la prima volta e, probabilmente, non sarà l'ultima. La scorsa volta era opera dei cinesi di Xinshiji che con la Finja 500 – nemmeno a dirlo – avevano preso ispirazione dalla Ninja ZX-10R, ma oggi tocca a un'altra celebre moto di Akashi, la Z. Che si tratti di una Z900 o Z1000, poco importa: la cinese Dayun Chi 302 ha nel mirino proprio la celebre naked giapponese.
FORMA VS SOSTANZA Come spesso accade la piccola Dayun Chi 302 può permettersi di imitare la Z solo nella forma, perché la sostanza è molto diversa. Qui abbiamo un bicilindrico da 300 cc capace di 29 CV a 8.500 giri/min e una coppia di 27 Nm a 6.500 giri. Nonostante i modesti numeri la naked cinese mette in campo una ciclistica – almeno all'apparenza – da moto di categoria superiore: forcella a steli rovesciati, doppio disco anteriore, pinza ad attacco radiale...

A BUON MERCATO Per scendere in strada con lo stile Sugomi tipico delle Kawasaki della famiglia Z, però, basta un esborso limitato: il prezzo della Dayun Chi 302, infatti, è pari a 2.700 euro.
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…



