Pubblicato il 25/05/20

MOMENTO DIFFICILE Non è un segreto che Harley-Davidson stesse passando un periodo di crisi già prima dell’emergenza Covid-19. E l’arrivo di questa pandemia, ha sicuramente ostacolato i piani della Casa con il proprio programma definito “More Roads”, in cui si apprestava a produrre diversi nuovi modelli nei prossimi 10 anni. Infatti il nuovo CEO Jochen Zeitz ha dato vita al programma “Rewire” in cui si punta a una riorganizzazione della struttura aziendale e più attenzione ai mercati di riferimento.

NUOVO CORSO Dunque, addio piani espansionistici: se prima Harley-Davidson puntava ad uscire dalla crisi mirando a nuovi mercati e segmenti, adesso si concentrerà su quelli che già vanno bene. In primis gli Stati Uniti, paese in cui vengono consegnate il 50% di tutte le Harley-Davidson vendute annualmente. Come conseguenza di questa scelta, l’azienda – secondo degli analisti del Wall Street Journalprodurrà meno modelli che verranno prodotti soltanto su ordinazione. Questa strategia dovrebbe portare la Casa a una maggiore esclusività: niente più dozzine di moto in bella mostra nei concessionari, ma solo qualche modello esposto, e i clienti potranno avere la propria Harley-Davidson solamente ordinandola.

Harley-Davidson Fat Bob

MOTO ESCLUSIVE La strategia di puntare sull'esclusività, sulla carta, sembrerebbe funzionare, visto che i modelli Harley-Davidson più gettonati mediamente superano i 20.000 euro. Ma se si attuasse una scelta di questo tipo, che fine farebbero i concessionari? Se la Casa non producesse più modelli da inviare ai concessionari per poi venderli, “circa il 70% dei punti vendita nel mondo non riceverebbe nessuna moto nuova” secondo Beth Truett, direttore vendite di H-D. Per ovviare al problema dei concessionari vuoti, Harley risponde con una nuova strategia di vendere più moto usate: una strategia, fino ad ora, in contraddizione con le precedenti direttive di Levatich.

IN ATTESA Se sarà questa la nuova strategia di Harley-Davidson, lo scopriremo soltanto nel report del secondo trimestre del 2020, dove Zeitz inizierà ad attuare il programma “Rewire”. Attualmente, la Casa ha smentito di “voler rivedere il ruolo dei concessionari e di attuare una strategia da boutique di lusso”.


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