Pubblicato il 27/05/20

ARIA DI CRISI Il mondo delle due ruote è stato uno dei settori più colpiti dall’emergenza Covid-19, che da “pandemia” si è trasformata anche in una crisi economica. Ancma, negli ultimi mesi, si è fatta portavoce di tutto il mercato motociclistico italiano che, nel 2019, è stato il secondo per volumi in Europa. Ma se l’Italia sta gradualmente ripartendo con la Fase 2, altri paesi europei stanno ancora combattendo questa emergenza economico-sanitaria, con i dati di mercato che sono crollati a picco. Nel Vecchio Continente, le immatricolazioni di marzo 2020 sono scese del 39,6% mentre ad aprile 2020 il crollo è del 74,9 % (dati confrontati con i rispettivi mesi del 2019), con alcuni mercati che sono scesi del 97% come nel caso dell’Italia.

ECCESSO DI STOCK Il crollo delle vendite ha scaturito un effetto domino, con numerosi problemi relativi al nostro settore. Tra questi, mettiamo in evidenza un forte stress finanziario per i punti vendita e i concessionari, ma soprattutto uno stock di moto Euro4 difficile da smaltire nell’anno corrente. Stando ai regolamenti europei, le case possono vendere le moto di quella classe di inquinamento fino al 31 dicembre 2020, poiché nel 2021 inizierà il corso dell’Euro5.

LA SOLUZIONE A sostegno del settore c’è la ACEM, l’Associazione Europea dei costruttori di motocicli e ciclomotori, che rappresenta 18 aziende (per la precisione BMW Motorrad, Bombardier Recreational Products (BRP), Ducati, Harley-Davidson, Honda, Kawasaki, KTM, KYMCO, MV Agusta, Peugeot Scooters, Piaggio, Polaris Industries, Qooder, Royal Enfield, Suzuki, Triumph Motorcycles e Yamaha) in 16 nazioni dell’area UE. Il segretario generale Antonio Perlot ha dichiarato di lavorare “a stretto contatto con le amministrazioni nazionali per trovare una soluzione a centinaia di migliaia di moto Euro4 ferme in stock”. Per ovviare a questo problema, a beneficio dell’intera filiera, Perlot conferma sia necessario “rivedere la legislazione” riguardante la deadline per la vendita delle moto Euro4 “per assicurare un recupero sano ed efficace dell’intero settore.


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