Autore:
Giorgio Sala
Pubblicato il 06/02/2020 ore 17:00

TANTO ATTESA Si considera come il punto di riferimento per le moto supersportive stradali, non per quanto riguarda le mere performance, ma in termini di ricerca e sviluppo, nuovi materiali, aerodinamica e ingegneria. Della nuova Ducati Superleggera V4 ne abbiamo parlato ampiamente, grazie a informazioni trapelate in rete, adesso invece è stata ufficialmente svelata al pubblico. La dinamica di guida è stata completamente rivista rispetto alla R: è stato raggiunto un bilanciamento rivisitato della moto grazie a una meccanica e un’elettronica più complessa a favore di una guida semplificata.

DESMOSEDICI STRADALE Partiamo con le informazioni più succulente: sono state confermate le performance, con il V4 a 90° da 998 cc della Panigale R portato a quota 224 CV e 116 Nm, che salgono a 234 CV e 119 Nm con lo scarico racing in titanio Akrapovic. L’impianto completo fa parte del Racing Kit fornito insieme alla moto. La sua anima racing è enfatizzata dalla frizione a secco – tanto amata dai Ducatisti – con 8 dischi condotti e 8 guarniti, e dal sistema desmodromico con regolazione manuale effettuata a mano da un tecnico specializzato che garantisce il suo operato apponendo una firma sulla cover in carbonio della bancata posteriore. Il lavoro di fino svolto su diverse parti del motore (come alberi a camme, teste e collettori) ha permesso di limare 2,8 kg e guadagnare 3 CV sul motore Desmosedici Stradale R della Panigale.

MOTOGP E SBK UNISCONO LE FORZE La ciclistica attinge copiosamente dalla Ducati che corre in MotoGP. Si parte dalle sospensioni Öhlins NPX25/30 pressurizzata da 43 mm con piedini ricavati dal pieno, al posteriore il TTX36 presenta una molla in titanio e valvole idrauliche derivate dalla Desmosedici GP. Due dischi da 330 mm sono abbinati a pinze Brembo Stylema R, un’esclusiva che la casa bergamasca ha fornito a questo progetto. Anche la trasmissione è da corsa: la Corona Regina è la stessa che equipaggia le GP19 del Motomondiale.

MATERIALI PREGIATI Nella configurazione Racing il peso scende a 152 kg a secco. Questo risultato è merito dell’abbondante uso di fibra di carbonio: dalle carene fino ai nuovi cerchi a 5 razze sdoppiate, passando per il forcellone monobraccio allungato, il telaio Front Frame e il telaietto posteriore. Soltanto guardandola si può capire l’immenso lavoro svolto in galleria del vento: le ali aerodinamiche poste a lato della carenatura esercitano 50 kg di downforce a 270 km/h, riducendo l’intervento del controllo anti impennata ed evitando tagli di potenza e massimizzando l’accelerazione. Per risparmiare peso non si è sceso a compromessi: le piastre porta pedana e i peali di freno e cambio sono in titanio, così come il dado della ruota posteriore, il tappo del radiatore e il condotto d’aspirazione. 


LAGUNA SECA E SEPANG SONO DI SERIE Tanto quanto la ciclistica, l’elettronica è seconda soltanto a una moto da Mondiale. I controlli elettronici EVO (ABS Cornering, Ducati Wheelie Control ed Engine Brake Control) ed EVO 2 (Ducati Traction Control, Ducati Quick Shift) lavorano in combinazione con una piattaforma inerziale a sei assi. Ci sono tre riding mode di default: Race A, Race B e Sport, nei quali regolare tutti i parametri. Ci sono anche le seguenti funizoni:

  • Pit Limiter
  • Ducati Lap Timer GPS
  • Ducati Data Analyser + GPS
  • Ducati Multimedia System
  • Strumentazione TFT

Inoltre, caricando la mappatura dedicata allo scarico Akrapovic, è possibile visualizzare la strumentazione “RaceGP”, che replica quella che useranno Dovizioso e Petrucci sulla Desmosedici GP20. Di default il sistema propone le coordinate e il layout dei seguenti circuiti: Laguna Seca, Mugello, Jerez, Sepang, Losail.

A 7 SECONDI DALLA MOTOGP Lo sviluppo della Superleggera V4 si è svolto in 15 sessioni in pista, prevalentemente al Mugello, dove il tester Alessandro Valia è riuscito a girare in 1’52”7, un tempo semplicemente assurdo. Michele Pirro nel 2019 ha girato in 1’50”3 con la Panigale V4 del CIV SBK, mentre il record in gara di Marc Marquez siglato nell’ultimo GP d’Italia è di 1’45”5. Anche Alessandro Valia, storico tester di Ducati, ha dichiarato che al suo primo turno in pista al Mugello è rimasto sorpreso dall’impressionante potenza frenante, tanto da poter usare un solo dito. Altro punto forte è la capacita della moto di chiudere le linee “da sola” e la tendenza a continuare la curva anche in accelerazione, oltre il punto di corda: Valia afferma che è una tendenza che i prototipi da MotoGP hanno acquisito solo in tempi recentissimi.

IN PISTA CON LE MOTO DI REDDING E DOVIZIOSO La nuova Ducati V4 Superleggera è disponibile in soli 500 esemplari, il cui numero è riportato sul VIN, sulla chiave e sulla piastra di sterzo. Il prezzo è di 100.000 euro e le consegne sono previste per giugno 2020 in Europa, ma il ritmo della produzione è limitata a sole 5 moto al giorno. Ad alcuni dei 500 clienti sarà dedicata la SBK Experience in cui provare la Panigale V4 R del Mondiale SBK. Avete capito bene: la moto di Scott Redding e Chaz Davies! Ma il massimo dell’esclusività sarà per i 30 fortunati che accederanno alla MotoGP Experience e potranno guidare la Ducati Desmosedici GP20 di Dovizioso e Petrucci… ma senza i freni carboceramici.


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