CRISI RISOLTA La Arc Vector, elettrica super tecnologica vista per la prima volta ad Eicma 2018, ha rischiato di fare una brutta fine. Ma dopo le difficoltà economiche del 2019 Marc Truman, il fondatore di Arc Vehicle, è riuscito a far quadrare il cerchio. Ora, la moto futuristica sembra pronta per il mercato.
COM'È FATTA Dal punto di vista estetico potrebbe ricordare la Bimota Tesi H2 (cara ma...meno della Vector), tanto è moderna e sopra le righe: alla forcella tradizionale si sostituisce un forcellone bibraccio - come sulla moto italiana - e dal faro si crea un tutt'uno col serbatoio, in una sorta di lunga carenatura che ingloba anche il manubrio e giunge fino alla sella e al codino. Differentemente dalla Bimota/Kawasaki, la Vector è però elettrica: per lei 133 CV di potenza e 396 Nm di coppia, che la rendono capace di coprire lo 0-100 all'ora in 3,1 secondi, al pari delle moderne supersportive da 1.000 e più cc con oltre 200 CV.
SUPER TECNOLOGICA Grazie al telaio monoscocca in fibra di carbonio, all'interno del quale sono contenute le batterie, il peso della Vector è contenuto in 220 kg. Da primato anche autonomia e tempi di ricarica, con oltre 580 km con un solo pieno di... energia, per il quale sono sufficienti appena 45 minuti. Ma se questi dati non vi hanno impressionato, sappiate che la Arc Vector è stata progettata come una delle moto più sofisticate ed esclusive del panorama: ha un attacco diretto allo sterzo, col parafango in carbonio che è parte strutturale, fungendo da montante per la ruota. Ma non finisce qui: il casco funziona anche da chiave di avviamento e all'interno di esso c'è un head-up display a scomparsa. La giacca poi è... viva. Trasmette suoni, rumori e vibra sulla spalla se un veicolo entra nell'angolo cieco... Tanta tecnologia, però, si paga: moderno, per così dire, è anche il prezzo, l'equivalente di 100.000 euro. Le prime 10 Arc Vector dovrebbero arrivare nei prossimi 12 mesi.
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…







