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PRESTO REALTÀ È apparsa la prima volta ad Eicma 2019, ma da prototipo potrebbe diventare presto realtà. Stiamo parlando di Kawasaki EV, prima moto elettrica della casa di Akashi. Dal Giappone, infatti, si stanno già muovendo e tutto lascia intendere che la EV sia in fase di realizzazione.
I BREVETTI Per la prima elettrica del marchio sarebbero già stati depositati i brevetti. Il telaio è diverso rispetto alla versione di Kawasaki EV vista a Eicma, ma il motore e la batteria sono simili. Da quello che sappiamo il pacco batteria di Kawasaki integrerà anche un'unità con i sistemi di controllo elettronico e il sistema avrà una duplice funzionalità. Oltre a gestire - come da prassi - ABS, traction control etc., l'unità integrata nel pacco batterie avrebbe anche il compito di monitorare lo stato delle stesse - particolarmente delicate - scongiurando danni o problemi, con una diagnosi in tempo reale. Non solo l'angelo custode del pilota quando la moto sarà funzionante, insomma, ma anche dell'impianto batterie sin dalla fase di assemblamento. Negli stabilimenti della Casa giapponese pare sarà realizzata tutta l'ossatura della moto, mentre motore e componenti elettroniche saranno costruiti altrove.
MONTAGGIO FAI DA TE Da una parte la ciclistica - telaio, ruote, sovrastrutture varie - dall'altra il motore e l'elettronica. Ad assemblare la moto definitivamente potrebbero pensarci i rivenditori stessi, collegando un paio di spine e avvitando una manciata di bulloni. Il che apre ulteriori scenari, in primis quello che vedrebbe la possibilità di realizzare tipologie di moto differenti che montino lo stesso motore elettrico ma anche - ed è più estrema come ipotesi - che i clienti acquistino il pacco batterie Kawasaki e la ciclistica della moto separatamente, assemblando una moto ad alto grado di personalizzazione. Tra teorie più o meno fantasiose, comunque, l'unica certezza è che c'è un'altra moto elettrica in procinto di arrivare sul mercato.
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…






