PROTEZIONE PER BOCCA E NASO Per muoversi in città, che decidiate di farlo a piedi, in bicicletta (magari elettrica) o in sella alla vostra moto, è obbligatorio indossare la mascherina di sicurezza. Tucano Urbano ha presentato per la sua collezione Primavera Estate 2020 la mascherina Rina, che regala un pizzico di fantasia in più alle regole di distanziamento sociale. Rina si aggiunge agli altri dispositivi filtranti della gamma Tucano Urbano, ossia Smoggy, Top Smog e Basset Air, nati come prodotti antismog ma che hanno scoperto una seconda vita durante l’emergenza Covid-19.
NON È UN DPI Disponibile in tre grafiche Zebra, City Grey e TU Graphic Black, Rina è un dispositivo filtrante per uso individuale con il 95% di filtraggio d’aria in entrambi i sensi; non può essere utilizzato in ambiente ospedaliero o assistenziale, ma solo per coprire naso e bocca a fini igienico–ambientali e a scopo precauzionale per la collettività.

TRE STRATI DI PROTEZIONE La mascherina è composta di tre strati: il primo, interno, è in viscosa, per renderla fresca e confortevole a contatto con la pelle; lo strato intermedio è composto dalla membrana filtrante rigenerante, mentre lo strato esterno è in poliestere elasticizzato. La vestibilità è assicurata da un dispositivo scorrevole applicato ai cordini laterali elastici, che non danno fastidio sotto il casco.
LAVABILE, OF COURSE Rina è ovviamente lavabile e sanificabile con candeggina (seguendo scrupolosamente le istruzioni allegate al prodotto), ed è venduta in una saggia confezione da due pezzi, così da averne una da usare mentre si lava l’altra. Il prezzo consigliato al pubblico è di 14,90 euro.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.




