Pubblicato il 04/10/20

Comoda, versatile, capace di andare anche in fuoristrada, che non costi un’esagerazione e, perché no, anche con un occhio ai consumi e all’ambiente. Gli italiani le vogliono esattamente così, con queste caratteristiche, sia che abbiano due o quattro ruote. E i numeri di mercato ne sono la prova: tra le auto i Suv la fanno da padrona e, analogamente, le maxi enduro sono tra le moto più vendute. Fra le tantissime proposte nei due segmenti, poche aziende come Suzuki sono in prima linea su entrambi i fronti. La casa di Hamamatsu schiera due volti noti: per le quattro ruote c’è la Suzuki Vitara con tecnologia ibrida mentre per le moto c’è la V-Strom 1050XT, già equipaggiata con motore Euro5.

9° raduno Suzuki 4X4

Vi abbiamo già raccontato come vanno su strada e come se la cavano contro le rivali. Stavolta, però, le abbiamo provate esclusivamente nel contesto in cui in pochi andranno, ma che è il motivo del loro successo: il fuoristrada. Per farlo, siamo andati in Provincia di Parma in occasione del 9° raduno Suzuki 4x4 svoltosi a fine settembre tra gli appennini emiliani. Nonostante l’anno difficile per le manifestazioni, ben 70 equipaggi hanno deciso di partecipare a bordo dei loro fuoristrada Suzuki, preparati e non, per vivere una giornata all'insegna della passione per l'off-road e del divertimento. La carovana comprendeva persone e mezzi di qualsiasi età e luogo, compresa la campionessa di pattinaggio su ghiaccio Carolina Kostner a bordo della nuova Suzuki Across.

SUZUKI VITARA HYBRID

SI PARTE! Nel nostro viaggio all’insegna del fuoristrada parto con la Vitara ibrida. Arrivato nel 2019, il suv compatto di Suzuki ha guadagnato la tecnologia mild hybrid: il motore elettrico da 48 Volt è abbinato a un motore 1.4 Boosterjet (nome in codice: K14C) da 129 CV e 235 Nm. L’ibrido aiuta nelle emissioni e nei consumi: nel ciclo misto fa i 4,9 litri/100 km ed emette appena 111 g di CO2 per ogni km percorso. Per andare in fuoristrada, la formula Suzuki è questa: un suv compatto e spazioso, parco nei consumi e dal basso impatto ambientale. Per il fuoristrada, la Vitara Hybrid è equipaggiata con il sistema 4x4 ALL GRIP, frutto dell’ampia esperienza di Suzuki nell’off-road.

Suzuki Vitara Hybrid

VEGGENTE A BORDO La trazione integrale, ed è a controllo elettronico: il giunto che collega l’asse posteriore è gestito dall’elettronica, e si accende soltanto quando richiesto. Ma con la funzione Feedforward la Suzuki che stiamo guidando sarà sempre un passo più avanti di voi. Avete presente cosa vuol dire predire il futuro? Beh, se non lo sapete, la Vitara lo sa molto bene. Anzi: sa già quali saranno le vostre prossime mosse. Questa tecnologia infatti è in grado di prevedere la possibilità di slittamento analizzando diversi parametri di guida come la velocità, l’angolo di sterzata, i giri motore, l’accelerazione e la frenata. Per evitare eventuali slittamenti, il sistema è in grado di trasmettere più coppia al posteriore per evitare che si verifichi la perdita d’aderenza. Una tecnologia molto utile in caso di salita su sfondo sdrucciolevole. E in discesa non temete, perché c’è l’Hill Descent Control che regola automaticamente la velocità andando a frenare su ciascun disco indipendentemente

Suzuki Vitara Hybrid

FUORISTRADA TECNOLOGICO Durante la guida ho apprezzato le sospensioni morbide e con una buona escursione, che hanno perfettamente copiato il terreno accidentato degli appennini emiliani. Molto leggero il volante, che mi aiuta a correggere velocemente la traiettoria, ma che non pecca di comunicatività. Il sistema ALL GRIP mi permette di scegliere tra quattro modalità di guida. La Auto e la Sport sono rivolte più all’utilizzo su strada che in fuoristrada, dove ho preferito usare la snow e la Lock. Il motivo è presto detto: la Snow è l’ideale per dei lunghi percorsi su fondi scivolosi, innevati o semplicemente sterrati. La risposta del gas è molto morbida, e la trazione è variabile tra i due assi in modo da minimizzare lo slittamento delle quattro ruote. Se il terreno si fa più difficile e complicato, la Lock è la scelta ideale: la trazione integrale è già attiva, con una ripartizione fino al 50:50 tra l’asse anteriore e quello posteriore. Questa modalità, però, è disponibile fino ai 60 km/h. Tutto sommato anche il motore non mi è dispiaciuto: purtroppo la spinta elettrica ai bassi regimi è poco avvertibile, infatti bisogna tenere almeno i 2.000 giri/min per riuscire a salire con facilità sui terreni più dissestati.

SUZUKI V-STROM 1050XT

CHI SI RIVEDE! Apro il bagagliaio della Vitara, prendo il mio completo da moto e salto in sella alla Suzuki con due ruote. Lei è un volto ormai noto: la V-Strom 1050XT a breve compirà il suo primo anno d’età. Arrivata con un leggero ritardo sul mercato a causa dell’emergenza Covid-19, la maxi enduro di Suzuki ha subito fatto breccia nel cuore degli appassionati. Facile, comoda ed efficace: non ci sono altre parole con cui mi verrebbe da descrivere la V-Strom in fuoristrada. Con un peso di quasi due quintali e mezzo sembra che vi stia prendendo in giro. Ma fidatevi, non è assolutamente così!

Suzuki V-Strom 1050XT

GIRA LA RUOTA La posizione in sella è azzeccata per il fuoristrada, perché coniuga comodità a un buon controllo del mezzo. Il serbatoio stretto mi permette di stringere bene con le gambe, mentre dall’ampio manubrio controllo perfettamente la moto in qualsiasi condizione. Il 21” all’anteriore sarebbe stato perfetto in off-road, ma il 19” mi ha comunque convinto per la sua stabilità anche sui fondi più difficili e, soprattutto, perché su strada è davvero comunicativo e preciso. Il merito va anche alle Anlas Capra R, un perfetto compromesso tra performance stradali e in off-road. Le gomme sono ottime su superfici asciutte – le avevo già provate in occasione del Tour delle 4 Regioni – ma per via dei tasselli non troppo profondi, non offrono la giusta tenuta nel fango o sui terreni più difficili.

Suzuki V-Strom 1050XT

IN OFF-ROAD CON ''L'AIUTINO'' Ovviamente non sono un asso nel fuoristrada, altrimenti non avrei scritto questo racconto di off-road firmato Suzuki ma sarei a correre alla Dakar, impennando tra le dune con la mia moto da rally. Proprio per il mio essere novizio di questa disciplina, l’elettronica di Suzuki mi ha aiutato tantissimo ad affrontare con successo alcuni tra i percorsi più impegnativi. Il sistema si chiama SIRS: Suzuki Intelligent Ride System ed è una vera e propria mano invisibile da fare invidia alle teorie economiche di Adam Smith. Partiamo dal comando del gas. Con l’introduzione del ride by wire ci sono tre modalità di risposta: dalla più aggressiva, la A, fino alla più docile, la C. Per il fuoristrada ho sempre utilizzato la B, il giusto compromesso che mi permette di salire sulle pietraie senza indugi. Il traction control, ovviamente, è disattivato, mentre l’ABS è impostato sul livello meno invasivo. È impossibile toglierlo del tutto per via dell’omologazione Euro5, ciononostante non preoccupatevi: basta frenare gradualmente e non avrete nessun problema. Ma se per caso dovesse intervenire, lo farà anche il sistema Slope Dependent Control System, il quale eviterà che la ruota posteriore si sollevi in fase di frenata.

Suzuki V-Strom 1050XT

SANI E SALVI Per le ripartenze, il Low RPM Assist è l'ideale per non spegnere la moto nelle situazioni più difficili in fuoristrada. E se vi siete fermati in salita, ecco il vero pezzo forte. Si chiama Hill Hold Control System: quando la piattaforma inerziale avverte che vi siete fermati in pendenza, aziona automaticamente il freno posteriore. In questo modo potete concentrarvi esclusivamente sulla frizione e sul gas, senza pensare ad azionare il pedale di destra per scongiurare di finire a valle. Il percorso affrontato con la V-Strom 1050XT non è stato particolarmente complicato o insidioso, sta di fatto che la moto si è comportata splendidamente: motore fluido e con un'ottima schiena che ti tira fuori dai punti più difficili, posizione in sella corretta e una discreta agilità. Anche di fianco a fuoristrada modificati e con ruote tassellate, la maxi enduro di Hamamatsu si è comportata splendidamente!


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