Immaginate di avere a disposizione una Ducati Multistrada 1200 S incidentata, con solo telaio e sospensioni ancora integri e il proprietario vi chiede di realizzare qualcosa di divertente, di diverso... Marcelo Obarrio e i ragazzi della sua officina, STG Tracker, hanno saputo il fatto loro e quello che vediamo oggi è il risultato.
DA BRUCO A FARFALLA Questa Multistrada era diventata praticamente un foglio bianco: plastiche, sella, silenziatore, manubrio e non solo erano da buttare, telaio e sospensioni le uniche componenti immacolate dopo l'incidente. Le indicazioni del proprietario erano chiare ''Creare qualcosa di diverso e divertente'', frase che deve aver convinto i ragazzi di STG a liberare completamente lo spirito da sportiva che si nascondeva sotto la Multistrada. Via tutte le sovrastrutture, davanti una forcella Ohlins per gentile concessione di una 1199 S, piastre CNC – così come pedane e pedali – pinze Brembo e semi manubri. La moto, nuda e cruda, sfoggia un telaio a traliccio verniciato a polvere di candy red, sorte che tocca anche al telaietto posteriore fabbricato per l'occasione. Sopra il tubolare un serbatoio in alluminio realizzato artigianalmente da Hernan Alco: tappo serbatoio a scomparsa e logo Ducati di una volta, per dare il tocco retrò...

UNA BELVA Tanto carbonio realizzato ad hoc per questo Monster Café Racer, dal supporto sella – quest'ultima in Alcantara e di ispirazione Lamborghini – passando per parafango posteriore e copri carter. Sul fianco destro il nuovo scarico in acciaio inox con terminale SC Project non fa niente per nascondere le intenzioni bellicose di questo mezzo. E quello che ha dichiarato Obarrio in effetti sembra confermarlo ''Devi tenere forte il manubrio. Con 150 CV e questa riduzione di peso è una bestia scatenata''.
Fonte: BikeBound
L’ultimo arrivato nella redazione è toscano, di Firenze. Sin dai primi anni di vita affascinato dalle quattro ruote, col passare degli anni si è poi avvicinato alle due, dalle quali è rimasto folgorato. Dall’infanzia sogna di diventare pilota (prima di F1 poi di MotoGP) ma il sogno rimane nel cassetto, anche perché in famiglia pare sia l’unico con la benzina nelle vene. Finito il liceo tutto appare chiaro: “Voglio diventare un tester”. All’università studia Media e Giornalismo e si laurea con una tesi sulla rivista Motociclismo, iniziando poco dopo a collaborare col giornale. Negli anni ha frequentato quanti più corsi di guida per imparare a guidare le moto, finché nel 2019 è diventato lui stesso Istruttore di Tecniche di Guida Motociclistica della F.M.I. Ah, dimenticavamo: pare stia cercando moglie…













