Autore:
Stefano Cordara
Pubblicato il 11/11/2008 ore 14:30


QATAR
Esiste un sottile filo conduttore che lega idealmente la stagione di gare dello scorso anno a quella di quest'anno. Questo filo passa più volte da qui: Doha Qatar, pista di Losail. È qui che, giusto l'anno scorso, chiudemmo la stagione mestamente: La Suzuki nel box con il cambio rotto mentre eravamo primi con ampio margine. È qui che, qualche mese dopo, provai la Ninja '08 che mi impressionò al punto da convincere i miei soci a sceglierla per correre quest'anno. È qui che chiudiamo mestamente la stagione 2008: La Ninja nel box con il motore rotto. Un altro zero in classifica che per noi che significa perdere ogni speranza di conquistare quel quarto posto nel mondiale che la matematica dava come ancora possibile.

DA RICORDARE In mezzo ci sono gare memorabili (almeno per me) date per perse e riagguantate in extremis, tanta pioggia, qualche scivolata e rottura di troppo, il viaggio da sogno a Suzuka. Il tutto si può riassumere in 33 punti conquistati (un nono, un sesto, un quinto posto) che valgono la settima posizione in classifica. Siamo la prima Kawasaki nella stock e il miglior equipaggio italiano in assoluto.


BILANCIO
Non male verrebbe da dire, ma dovendo fare un bilancio della stagione non è che possiamo dirci proprio soddisfatti. Diciamo pure che il 2008 è stato l'anno dove abbiamo seminato di più e abbiamo raccolto di meno. Abbiamo fatto tutto al meglio, l'impegno è sempre stato ai massimi livelli, siamo sempre stati li, protagonisti, davanti a combattere per le posizioni che contano senza però riuscire mai a raccogliere il frutto del nostro impegno e del tanto tempo che abbiamo dedicato a questo team. Tempo "rubato" agli affetti e al lavoro di ciascuno di noi. Ma queste sono le corse e quest'anno è andata così.

VOGLIA DI RISCOSSA La gara di Doha, evento conclusivo del campionato è lo specchio perfetto della nostra stagione. Ci arriviamo dopo due 0 consecutivi (Oschersleben, e Bol d'Or) ma la matematica ci dice che con una buona gara possiamo ancora arrivare quarti. Ci arriviamo carichi, motivati come sempre. Anzi è più corretto dire che ci arrivano gli altri, perché io questa volta non sarò della partita o, almeno, non sarò in sella. L'Eicma incombe in perfetta concomitanza con la settimana di gara. Impossibile lasciare il lavoro in tempo utile, arriverò venerdì sera assieme a Daniel e per una volta sarò dall'altra parte della barricata, quella dei meccanici. Così, dopo averci provato, il mio rispetto per chiunque lavori nel box non può che aumentare una volta di più.


Il Corda con la
fascia da meccanico
VISTA DA DIETRO Vivere la gara da dietro le quinte, credetemi, non è meno complicato che essere in sella. Il morbo del monitor ti attanaglia, segui la gara con lo sguardo incollato su quei numerini che cambiano in continuazione, cercando di capire dal "passo" di chi guida se la moto e le gomme stanno funzionando come dovrebbe oppure no, ogni giro più lento mette in allarme tutti, invece magari il pilota stava semplicemente facendo un doppiaggio... Controlli il passo degli avversari, vedi se puoi rimontare una posizione o se ne stai perdendo una e nella tua testa sproni il pilota.

SENZA TREGUA Il pilota guida, scende, e si riposa, ai box, invece, non c'è tregua. La tensione resta palpabile per tutta la gara, una tensione che sfoghi al momento del pit stop, quel minuto scarso in cui ti rendi conto di quanto in questo sport sia importante il lavoro di squadra. Non puoi sbagliare, tutto deve essere fatto nel più breve tempo possibile e senza il benché minimo errore, perché poi sulla moto ci sale uno che va a 280 all'ora, e il pilota in te ha una fiducia cieca. L'esperienza è stata utile e costruttiva (io ero l'addetto al cambio gomma posteriore, così dopo aver fatto il pilota e il team manager posso dire di aver fatto di tutto) e semmai ci saranno altre occasioni guarderò con ancora maggior rispetto i ragazzi che lavorano nel box.


CHE SOFFERENZA
L'unica cosa che non sono riuscito a vincere, invece, era la sofferenza per vedere "gli altri" correre con la "mia" moto. Finché non sei li sul posto, la cosa non ti pesa più di tanto, ma appena arrivi in pit lane e si avviano i motori, la reazione inconscia è di andare nel box a metterti la tuta, invece stavolta ho indossato i guanti da meccanico..

ALTI E BASSI Venendo alla gara, avete già letto come è finita, specchio di una stagione contraddittoria che ci ha dato grandi soddisfazioni e grandi delusioni. Per questa gara il mio posto è stato preso da Ciro Iacone, pilota perugino amico di Danilo che voleva provare a vivere l'endurance in prima persona. Il trio Arnoldi, Tomassoni, Iacone si è quindi presentato a Doha con le batterie cariche per fare bene. Ma le prove non vanno come vorremmo, complici problemi di assetto che si amplificano con l'aumentare del grip della gomma morbida usata in qualifica (che per noi è una gomma da un'ora) non riusciamo a sfruttare il potenziale della Ninja come vorremmo.


MENO DUE SECONDI
Nonostante questo Ivo riesce a migliorare di quasi due secondi il tempo dell'anno scorso (una costante, segno che la competitività della moto è indiscutibile) girando in 2:06:7, Danilo scende sotto di un pelo il 2:09 (2.08:9) e Ciro (cui va la scusante di non aver mai visto pista, moto e gomme) resta sul 2:14. La griglia ci vede in sesta posizione e al solito sappiamo che in gara i valori in campo sono leggermente diversi. Infatti, ancora una volta, i temponi delle prove vengono appiattiti, a parte il team 57 e il team QMMF (95), tutti gli altri concorrenti girano su tempi a cavallo del 2.10, ce la possiamo giocare, insomma.

BRUTTA PIEGA Peccato che la gara prenda subito una brutta piega, Ivo scivola dopo due soli giri di gara. Una scivolata di poco conto che però ci fa perdere 6 minuti al box per cambiare il supporto del silenziatore e sistemare la leva del freno. Siamo penultimi ma la gara è appena iniziata ,e come al solito, iniziamo a recuperare, in tre ore siamo di nuovo sesti, in diciassettesima posizione assoluta, i due avanti molto più lenti di noi si prospetta non solo un bel bottino di punti ma anche la possibilità di fare il colpaccio, ovvero conquistare punti anche nella classifica assoluta, quella dove corrono le moto con gli sganci rapidi.


Al lavoro per
capire il danno
A SPINTA Sarebbe davvero una bella soddisfazione, ma il sogno non fa nemmeno tempo a prendere corpo che si infrange subito. Ivo non passa dal traguardo, lo vediamo arrivare a spinta in pit lane con il motore ammutolito, correndo a perdifiato siamo da lui, lo spingiamo fino al box (ma quanto è lunga la pit lane di Losail?) e Max inizia a smontare la moto. Carter, frizione, primaria, tutto ok, il problema è "sopra", nella parte alta del motore e i pezzi di alluminio sparsi qua e la per il carter ci dicono che non c'è più niente da fare.

GRAZIE A TUTTI Gara finita, come l'anno scorso, in un mesto deja vu. La delusione ovviamente è fortissima, ma non c'è niente da fare il campionato per noi si chiude qui, in anticipo di quattro ore. Casse chiuse, si va in vacanza e l'occasione è buona per ringraziare voi che ci avete seguito e chiunque abbia contribuito a fare di questo progetto una splendida realtà.


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