Autore:
Luca Cereda
Pubblicato il 06/10/2015 ore 13:20

ADDIO PAPIRO Dal 5 ottobre 2015, la svolta: chi acquista un’auto o effettua un passaggio di proprietà non riceve più un fogliettone di carta, come certificazione, ma una ricevuta con un codice attraverso il quale visualizzare, attraverso QR code oppure online, il proprio CDPD: certificato di proprietà digitale. Che diventa così un documento virtuale, custodito negli archivi dell’ACI, costantemente aggiornato – e sempre consultabile -sullo stato di proprietà di una vettura, ma – precisa l’ACI – sempre di proprietà dell’intestatario del veicolo in questione.

VERIFICA SE CE L’HAI Durante il primo giorno sono stati rilasciati 26.644 CDPD. Per la cronaca, la prima a beneficiare di questa rivoluzione copernicana, primo passo verso la digitalizzazione della burocrazia automobilistica, pare sia stata una Vespa 125 di Gioia Tauro, ma questo è solo l’inizio. Col tempo, infatti, tutti i certificati di proprietà verranno a mano a mano trascritti – a un ritmo di 11 milioni l’anno, si dice – tra nuove iscrizioni, trasferimenti di proprietà, radiazioni, ecc. In caso di dubbio, per sapere se la vostra auto o moto ha un CDP digitale c’è un link apposito: “Verifica tipo CdP” . Inserendo la targa nell’apposito form, verificare è questione di un attimo.

DOVE SI CONSULTA Non si perde, non si deteriora, non può essere rubato né duplicato: ecco alcuni dei vantaggi derivanti dal Certificato di Proprietà Digitale, che si può consultare da qui. Ma non è tutto. Il formato elettronico facilita anche il mantenimento di uno storico del documento (per tenere  sott’occhio tutti i passaggi di proprietà) e dispone anche di un servizio di alert in caso di modifiche allo stato giuridico del veicolo, compreso il fermo amministrativo, a seguito dei quali è consigliabile un visura al PRA per verificare il tipo di variazione.

CUI PRODEST? Il certificato di proprietà digitale nasce, ci dice l’ACI, per risparmiare. Pare, infatti, che in passato spendessimo qualcosa come 15 milioni di euro l’anno per richieste di duplicati a seguito di furti o smarrimenti. Se preferite metterla su un altro piano, quello ecologico, diciamo, il risparmio si traduce in 400 alberi all’anno. Ma il cambio di paradigma è solo all’inizio. Il CDP digitale, infatti, dovrebbe asfaltare la strada al cosiddetto “libretto unico”, che accorperà libretto di circolazione e certificato di proprietà. Dal 18 ottobre 2015, invece, è caduto l’obbligo di esporre il tagliando dell’assicurazione sul parabrezza.


TAGS: CDPD certificato di proprietà digitale burocrazia auto guide pratiche auto burocrazia moto guide pratiche moto documenti auto documenti moto passaggio di proprietà immatricolazione