Multe, niente supplemento per omessa comunicazione dati conducente
Codice della strada

Multe, non ricordi chi era alla guida? Abolito il supplemento


Avatar di Lorenzo Centenari , il 20/04/18

3 anni fa - Una sentenza della Cassazione riapre la questione dei dati conducente

Una sentenza della Cassazione riapre la questione della comunicazione dei dati del conducente. Ecco quando non è obbligatoria

SMEMORATI ALLA RISCOSSA Buone news per tutti voi smemorati. Che siate in buona fede, oppure che i vostri vuoti di memoria siano recitati ad arte. Capita che all'interno di un'azienda o di un nucleo familiare, a prendere le chiavi dell'auto siano più di una o due persone. Una mattina il postino recapita una multa per eccesso di velocità, con tanto di decurtazione punti patente. Se è pacifico che a saldare l'importo della sanzione debba occuparsene l'intestatario, a chi tocca invece lo stralcio dei punti, se al volante sedeva un altro driver? Nel caso si omettano i dati del conducente, scatta la super-multa? Risponde la Cassazione: dipende dalle circostanze. Determinante, ad esempio, è il fattore tempo.

È PASSATO TANTO TEMPO A chi riceve una multa per eccesso di velocità, attraversamento di un incrocio con semaforo rosso e altre infrazioni che comportano la sottrazione di punti dalla propria licenza, ma che anche non ricorda chi fosse alla guida al momento dell'episodio, la Corte apre uno spiraglio. L'ordinanza 9555/2018 depositata dalla Seconda sezione civile stabilisce che, se tra l'infrazione stessa e la notifica del verbale trascorrono mesi, il proprietario dell'auto è autorizzato a non conoscere l'identità del conducente. Attenzione, però: la vicenda risale al 2007. Perché è importante?

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MEMORIA A BREVE TERMINE Fino all'estate del 2010, per recapitare a domicilio la notifica le forze dell'ordine avevano a disposizione150 giorni. La mini-riforma del Codice della strada ha da quel momento ridotto il termine a 90 giorni: normalmente, oggi un verbale arriva a casa del trasgressore in tempi assai più ridotti. Giustificare l'omissione dei dati del conducente con l'eccessivo tempo trascorso diventa perciò un'impresa, declassificandosi a mero esercizio per artisti professionisti della bugia. Tuttavia, in realtà la tesi non decade automaticamente: la distanza temporale e la presenza di più guidatori della stessa vettura lasciano aperta la strada della mancata comunicazione.

RICORDARSI DI DIMENTICARE Altra precisazione: nel caso le autorità non risalgano, attraverso l'intestatario, alle generalità del conducente, la maggiorazione non verrà applicata solo qualora il proprietario risponda all'invito, ma affermi di non sapere o non ricordarsi. Nel caso invece le forze dell'ordine non ricevessero alcuna risposta, ecco scattare automaticamente il supplemento di 286 euro, come da Codice della strada. Nonostante il precedente, l'omissione dei dati del guidatore comporterà sempre il rischio della maggiorazione: tra i principi da rispettare, la Corte considera infatti anche la responsabilità del proprietario di conoscere sempre l'identità del conducente occasionale. Se non altro, per ragioni di sicurezza e legalità.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 20/04/2018
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