Autore:
Lorenzo Centenari

AUTOVELOX IN AGGUATO Quando l'autovelox gioca a nascondino. E se stana l'avversario, l'arbitro ne invalida l'exploit. L'ultimo episodio della serie "autovelox maramaldi" racconta di un automobilista che si vede recapitare la classica multa per eccesso di velocità. Peccato che il rilevamento provenisse da un dispositivo sistemato al termine di un flilare di alberi. L'automobilista fa ricorso, e lo vince. L'autovelox non era ben visibile.

ALBERO, BELL'ALBERO Questa, in estrema sintesi, la vicenda. Emessa dal Tribunale locale la sentenza di assoluzione, la Corte di Cassazione ha successivamente respinto il controricorso dell'Amministrazione comunale spiegando come la postazione di controllo della velocità non fosse ben visibile, giacché collocata appunto al termine di un filare di alberi che ostacolava l'avvistamento dell'apparecchio da parte degli automobilisti in avvicinamento. Aggiungendo, a sostegno della propria tesi, come l'apposita segnaletica non fosse inoltre stata posizionata con congruo anticipo

LA BUONA SCUOLA? Il trasgressore era transitato in corrispondenza del dispositivo autovelox alla velocità di 83 km/h, mentre in quel punto il limite imponeva un'andatura massima di 50 km/h. Va da sé che il suo proscioglimento non costituisce d'ora in avanti una scusa valida per ignorare il Codice della Strada, nemmeno se a lato della carreggiata sorgono alberi uno dietro l'altro. A differenza dell'automobilista coinvolto nel caso, infatti, a voi potrebbe non "filare" tutto liscio.


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