Dopo il super SUV 100% elettrico Eletre, Lotus si prepara a lanciare sul mercato il suo secondo modello a batterie, la Emeya. La gran turismo quattro porte britannica ha terminato le fasi finali dei test, che l’hanno vista sottoporsi a durissime prove di resistenza in ogni condizione ambientale. E le temperature estreme oltre il circolo polare artico, lo sappiamo, sono un banco di prova molto importante per una EV e le sue batterie.Il costruttore inglese di proprietà di Geely, ha fatto sapere che il team di ingegneri ha completato il lavoro di validazione a Ivalo, in Finlandia, dove le temperature hanno raggiunto i -25 ºC. E come se ciò non bastasse, la sorella a ruote basse della Eletre è entrata in una struttura locale, che simula letteralmente le temperature di un ''congelatore'' per un test in cui si è arrivati fino a -40 ºC. Ma guardiamo il filmato, non è lungo però ci regala un bel po’ di adrenalina.
UN PERCORSO LUNGO TRE ANNILotus afferma che la supercar a batterie Emeya è stata sottoposta a tre anni di rigorosi test e sviluppo in quindici paesi e due continenti, coprendo varie condizioni come le malconce strade secondarie del Regno Unito, le veloci autostrade tedesche, i tecnici passi alpini e addirittura le aree remote della Mongolia continentale. L'Emeya è stata anche sottoposto a condizioni ambientali opposte a quelle del nord Europa, con alte temperature fino a 40 ºC. Al di là delle strade pubbliche, la iper GT alla spina da 905 CV di potenza, ha affrontato anche l’insidioso circuito del Nürburgring, vero stress test dinamico per tutti i modelli in fase di collaudo. E si è sottoposta a una estenuante sessione di prove anche sull’anello di alta velocità a Nardò in Italia.


Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.








