Vi dice niente il nome Frank Stephenson? Nel mondo del car design è un guru, specie quando si tratta di reinterpretare in chiave moderna le icone del passato. Basta guardare il suo curriculum per capirlo, infatti portano la sua firma, tra le altre, la Mini del 2001 e la moderna Fiat 500, le McLaren P1 e MP4-12C, la Maserati MC12 e la Quattroporte di quinta generazione, così come le Alfa Romeo Mito e 8C Competizione e molte Ferrari, tra cui la FXX e la F430. Il suo è un parere autorevole e a grande richiesta ha fatto un video in cui commenta la nuova Lamborghini Countach LPI 800-4 senza risparmiarle qualche critica non proprio di piccolo conto. Potete guardarlo proprio qui sotto.
VINCOLATA DALL'AVENTADOR Il punto centrale della sua critica è legato al fatto che l'attualizzazione del concetto Countach non riesce a riprodurre la carica immensamente innovativa che ebbe, a suo tempo, la Countach originale: disegnata per Bertone dal maestro Marcello Gandini. Il nocciolo del problema è che la nuova Countach come la cugina Siàn si basa sull'ottima, ma vecchiotta, Lamborghini Aventador: un modello nato nel 2011. Non aver realizzato una piattaforma dedicata per un'auto che costa circa 2,5 milioni di euro e rimanere vincolati alle caratteristiche fondamentali di un progetto di 10 anni fa non piace a Stephenson. Che nel video dice molto di più: guardatelo e commentate qui sotto!
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.







