Pubblicato il 13/07/21

STORIA ROMANTICA FINITA (TROPPO) PRESTO A metà degli anni Novanta, la nuova BPR Global GT Series, che aveva sostituito il Campionato Mondiale Sport Prototipi terminato nel 1992, stava diventando sempre più popolare e molte importanti Case automobilistiche decisero di partecipare alla neonata competizione. Fra queste, anche la Ferrari, che mise in campo la F40 GTE, un’auto che però aveva ben poche chance contro la McLaren F1 GTR motorizzata BMW, dominatrice della classe regina GT1 nelle stagioni 1994 e 1995. Chiaramente, la sportiva britannica era diventata l’auto di riferimento e considerata la migliore mai costruita. Dettaglio inaccettabile per i vertici di Maranello, che decisero per un radicale cambio di rotta, ordinando al reparto corse un’auto completamente nuova basata sulla F50, punta di diamante del costruttore italiano in quegli anni. L’Ing. Dallara e il suo braccio destro Michelotto furono incaricati di trasformare la supercar da strada in una F50 GT (qui, ascoltate il suo sound da brividi), vera alternativa vincente nel campionato e il team prese alla lettera gli ordini lavorando febbrilmente sul prototipo.

Ferrari F50 GT: la macchina da corsa di Maranello che non ha mai gareggiato

UN V12 SENZA PARAGONI Il motore Tipo F130B V12 aspirato da 4,7 litri, derivava dall'unità Tipo 036 della Ferrari 641 di Formula 1 del 1990 ed erogava già 512 CV senza particolari interventi alla meccanica. Tuttavia, gli ingegneri decisero per una minuziosa messa a punto e a lavoro finito, il 12 cilindri raggiungeva la mostruosa potenza di 739 CV fino a 11.000 giri/min. Il cambio manuale a sei velocità fu trasformato in sequenziale e rinforzato per sopportare l'aumento di potenza e coppia motrice.

Ferrari F50 GT: la coda con il grande alettone per aumentare la deportanza

COME CAMBIA L’AUTOTELAIO Anche l’autotelaio è stato abbondantemente modificato, intervenendo sulle sospensioni e sui freni con pinze e dischi sovradimensionati e orientati alle corse. La porzione posteriore della monoscocca è stata modificata con due montanti in fibra di carbonio, che avevano il compito di sostenere l'enorme alettone posteriore. Anche la carrozzeria fu ampiamente aggiornata. Un tetto fisso con una presa d'aria integrata per far respirare a pieni polmoni il motore fu scelto per sostituire l'hard top rimovibile del modello originale. Inoltre, il muso è stato modificato con un nuovo paraurti e un cofano con prese d'aria allargate, mentre nella parte posteriore trovava posto un nuovo diffusore. Ma guardate il video per capire come la F50 GT sia una vera belva da pista.

ABITACOLO SPOGLIATO DI TUTTO All'interno, l'abitacolo già spartano della F50 è stato spogliato di tutto ciò che era ritenuto non necessario come il condizionatore, le maniglie delle porte, la tappezzeria e il materiale isolante. Il sedile MOMO del conducente era omologato dalla FIA, mentre quello del passeggero fu rimosso. Altre modifiche includevano un cruscotto completamente digitale montato dietro il volante, al posto del quadro strumenti analogico.

Ferrari F50 GT: una sessione di test in pista

CRONO DA RECORD A FIORANO Una volta completata, la prima F50 GT è stata guidata sul circuito di Fiorano dal pilota ufficiale Nicola Larini, che ha fatto registrare tempi sul giro più veloci di quelli ottenuti con il prototipo da corsa 333 SP. Secondo Maranello, il piano era quello di consegnare i primi sei esemplari al team Scandia Racing e al Ferrari Club Italia, oltre alle squadre sponsorizzate dalla Momo Corse. Tutti erano ansiosi di mettere le mani su una macchina tanto performante, ma sfortunatamente ciò non accadde. Nel 1996, mentre la F50 GT era arrivata alle fasi finali di sviluppo, la Federazione Internazionale annunciò che avrebbe rilevato la BPR Global GT Series: credevano che per rendere la competizione più eccitante e attirare nuovi costruttori la formula del campionato dovesse essere rivista. Quindi, iniziarono rinominando la serie in FIA GT Championship ma, cosa più importante, cambiarono le regole, consentendo alle case automobilistiche che gareggiavano nella classe GT1 di costruire dei “quasi-prototipi” basati su modelli omologati di 25 esemplari. Questa scelta portò alla nascita della Porsche 911 GT1 e della Mercedes CLK GTR, che resero immediatamente obsoleta la nuova auto del Cavallino Rampante. Delusa a causa dei cambiamenti e non disposta a spendere più soldi per ulteriori sviluppi, la Ferrari abbandonò la competizione e mise la parola fine al programma F50 GT.

Ferrari F50 GT: l'abitacolo spogliato di tutto e con i sedili a guscio della MOMO

SOLO TRE ESEMPLARI HANNO VISTO LA LUCE Delle sei unità, solo tre sono state completate e successivamente vendute a clienti accuratamente selezionati. Alla Ferrari sono rimasti anche tre telai incompleti, ma si sa poco del loro destino. Alcuni ipotizzano che siano stati distrutti mentre altri affermano che sono stati smontati e che i componenti sono stati venduti o riutilizzati. Anche se non ha mai partecipato a una gara ufficiale, la F50 GT rimane una delle auto da corsa più audaci mai costruite a Maranello. È anche una delle Ferrari più rare in circolazione e nelle sporadiche occasioni in cui fa un'apparizione pubblica, lascia sempre gli appassionati a bocca aperta. 


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