Pubblicato il 03/02/2020 ore 12:30

PROGETTI DA RIVEDERE? Si complica la strada che dovrebbe portare Fernando Alonso a disputare la sua terza 500 Miglia di Indianapolis. Reduce dalla partecipazione all'ultima Dakar, lo spagnolo aveva spiegato che nei prossimi mesi si sarebbe concentrato sulla gara americana prevista nel mese di maggio, prima di cominciare a lavorare per un suo possibile ritorno in F1. I contatti con il competitivo Team Andretti erano in fase avanzata e tutto lasciava presupporre che l'annuncio sarebbe arrivato a breve. Ma qualcosa è arrivato ad ostavolare i piani del due volte campione del mondo di F1.

ANTICHI DISSAPORI Alonso non aveva fatto i conti con il fornitore di motori per la scuderia del figlio del grande Mario, ossia la Honda. Il rapporto dello spagnolo con i giapponesi si è chiuso in maniera burrascosa, dopo la fallimentare convivenza in McLaren tra il 2015 e il 2017. In particolare, Alonso non ha mai risparmiato critiche e commenti acidi nei confronti del motorista, culminati nel celebre ''GP2 engine'' pronunciato nella gara di casa per Honda, il GP Giappone 2015 disputato a Suzuka. I giapponesi non hanno dimenticato quelle critiche, come testimoniato dal tweet ''Lo ha fatto di nuovo. Sono GP2 vittorie nel 2019'' dopo il successo di Max Verstappen nel GP Germania del 2019 e ora hanno posto il veto nei confronti di Alonso al Team Andretti.

PICCOLA AMMISSIONE DI COLPA Dal canto suo, forse dopo aver annusato che qualcosa stava andando male, Alonso ha recentemente fatto mea culpa (ma senza esagerar) per quel team radio irrispettoso: ''Forse non avrei dovuto dirlo, ma non l'ho detto nella zona delle interviste alle tv o in conferenza stampa - ha dichiarato alla rivista F1 Racing - Se un pilota di punta di oggi fosse passato attraverso le performance che ho vissuto io in prima persona, non riesco a immaginare cosa avrebbe potuto dire''.


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