Pubblicato il 27/05/21

IL PROCESSO Quasi un anno fa, quel maledetto 19 giugno, il 2020 prendeva una piega per quanto possibile ancora più drammatica. Da poco usciti dal severissimo lockdown, restavamo infatti impietriti dinanzi alla notizia dell’incidente di uno dei simboli del Paese che provava a ripartire: impegnato in una staffetta benefica sulla sua handbike, l’ex pilota e atleta paralimpico Alex Zanardi finiva all’ospedale di Siena in condizioni gravissime dopo lo scontro frontale con un tir che procedeva in senso di marcia opposto. Da allora, la vicenda è proseguita su due binari paralleli: quello delle condizioni fisiche del campione bolognese e quello più strettamente processuale.

Alex Zanardi in allenamento con l'handbike sul circuito del Fuji in vista delle paralimpiadi di Tokyo 2020

RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE Proprio su questo secondo piano, è notizia di qualche settimana fa la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura della Repubblica di Siena relativamente al reato di lesioni colpose a opera dell’autista del camion, il quarantacinquenne Marco Ciacci. Chiuse le indagini, i Pm che seguono il caso avevano infatti stabilito come non ci fosse “alcun nesso causale tra la condotta dell’autista alla guida dell’autoarticolato e la determinazione del sinistro stradale”. Una richiesta di archiviazione cui i legali della famiglia Zanardi si erano prontamente opposti, sostenendo invece la tesi della responsabilità del camionista che, invadendo la corsia opposta, avrebbe di fatto spinto Alex a perdere il controllo della sua handbike.

DTM 2019, Misano: Alex Zanardi (Bmw)

LA DECISIONE DEL GIP Una ricostruzione, quella sposata dalla famiglia Zanardi, che per il momento non sembra tramontata. Il giudice per le indagini preliminari di Siena, Ilaria Cornetti, ha infatti disposto nuovi accertamenti tecnici sulla dinamica dell’incidente, per verificare se il comportamento dell’autista del tir possa essere considerato determinante o comunque sufficiente a indurre in errore l’atleta paralimpico. “C’è stata un’invasione della corsia da parte dell'autocarro – spiega il legale dei Zanardi, Carlo Covi – che è stata determinante per la reazione di Alex, provocando la manovra di sterzo a destra da cui è conseguita la perdita di controllo del mezzo. Se il camion fosse stato regolarmente all’interno della sua corsia di marcia l’incidente non si sarebbe verificato”.

Alex Zanardi oro ai mondiale di paraciclismo a Emmen nel 2019

COME STA ALEX ZANARDI La partita legale sarà fondamentale per stabilire le responsabilità dei soggetti coinvolti e disporre eventuali risarcimenti in sede civile. Nel frattempo, a quasi un anno dall’incidente, Alex Zanardi continua a correre la sua gara più importante, quella del recupero fisico. Le condizioni dell’ex pilota sono avvolte nel più stretto riserbo, ma i parenti più stretti del campione hanno più volte lanciato messaggi di speranza: pur riconoscendo quanto la partita possa essere lunga e difficile, la notizia circolata nelle ultime settimane è che Zanardi sarebbe infatti in grado di interloquire con i familiari. E questa, al di là delle questioni processuali, è di sicuro la cosa che più conta.


TAGS: Alex Zanardi Incidente Alex Zanardi Processo Zanardi