Pubblicato il 26/04/21

ARCHIVIAZIONE Sono ormai passati oltre nove mesi dal quel 19 giugno 2020 in cui Alex Zanardi è rimasto coinvolto in un grave incidente tra le strade della provincia di Siena. Impegnato in una staffetta di beneficenza, il pilota e campione paralimpico ha perso il controllo della sua handbike finendo per riportare gravi ferite in seguito allo scontro con un mezzo pesante che procedeva in direzione opposta. Dopo parecchie indagini e rilevamenti, la Procura della Repubblica di Siena ha oggi chiesto l’archiviazione nei confronti dell’autista del Tir, ritenuto non responsabile dell’incidente.

LA FAMIGLIA SI OPPONE In seguito alle perizie, gli inquirenti non hanno ravvisato “alcun nesso causale tra la condotta tenuta dall’autista alla guida dell’autoarticolato e la determinazione del sinistro stradale. Ad avviso della Procura, l’autista viaggiava a una velocità moderata e comunque ampiamente al di sotto del limite di velocità previsto su quel tratto di strada”. Una decisione, questa, che non trova consensi nella famiglia del super campione bolognese che, per mezzo dei propri legali, ha infatti depositato opposizione all’archiviazione, sostenendo invece la tesi contraria di una qualche forma di responsabilità colposa da parte del conducente del Tir.

LE CONDIZIONI DI ZANARDI Per il resto, sulle condizioni del cinquantaquattrenne a quasi 10 mesi dal grave incidente continuano a circolare notizie moderatamente positive, pur se avvolte dal comprensibile e necessario riserbo. Dopo le cure al San Raffaele di Milano, Zanna prosegue la riabilitazione fisica e cognitiva all’ospedale di Padova, struttura più vicina alla casa di famiglia. Secondo quanto dichiarato dai diretti interessati nelle scorse settimane, Alex ha riconosciuto la moglie Daniela e il figlio Niccolò, ha stretto le mani dei parenti e ha anche comunicato verbalmente. La strada verso il pieno recupero è ancora lunga, ma l’apprensione dello scorso mese di giugno è adesso, per fortuna, un lontano ricordo.


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